Questa settimana ci sarà la testimonianza semestrale di Powell al Congresso il 7 e l’8 marzo. Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l’analisi settimanale dei mercati finanziari a cura dell’Advisory
Macro review
Settimana densa di dati quella appena conclusa, sia nella Zona Euro che US, e anche in Cina. Le pubblicazioni hanno riguardato i CPI nella zona euro, con martedì la Francia ad aprire le danze e rilasciare dati peggiori delle attese (CPI a/a 6,2%, m/m 0,9%). A seguire la Germania nella giornata di mercoledì, anche qui dati che non lasciano spazio ad un processo di deflazione (CPI a/a 8,7%, m/m 0,8%). Infine Italia e Zona Euro a completare il puzzle (CPI ITA a/a 9,9%, m/m 0,2; CPI EU a/a 8,5%, m/m 0,8%). A latere dei CPI, i PMI globali hanno dato segnali di un’economia robusta, a partire dalla Cina con dati sopra 50 sostenuti dalle riaperture post-COVID (52.6 PMI manifattura, 56.3 non manifatturiero), passando per l’Area Euro (PMI servizi 52,7, composite 52,0), arrivando a quelli US usciti poco sopra 50 (PMI servizi 50,6, composito 50,1). A completare il quadro il Chicago PMI visto al ribasso in area 43.6 in US, così come la fiducia dei consumatori, dato pubblicato a 102,9 contro attese 108,5.
Azioni
Il decoupling si fa sentire in questo inizio d’anno. Le performance a cinque giorni evidenziano una resilienza degli indici europei, con i principali mercati che hanno messo a segno guadagni in area due percento. Il mercato US recupera sul finale di settimana, chiudendo anch’esso col segno verde. Bene i mercati asiatici in scia all’ottimismo che arriva dalla Cina. Da un punto di vista settoriale Basic Resources, Automotive e Tech sono i best player in Europa, sul fondo Utilities, Real Estate e Healthcare, situazione molto simile anche in US dove tra i migliori troviamo anche OIL & GAS.
Obbligazioni
Rendimenti obbligazionari sotto tensione, sia sulla scia dei CPI Europei che in relazione alle parole di taluni membri dei board di FED e BCE, con le aspettative dei tassi d’interesse riviste al 5,5% in US ed al 4% in EU. I tratti a lungo delle curve hanno visto i rendimenti incrementarsi a livello globale, col decennale tedesco sopra al 2,70%, rendimento che non si vedeva dal lontano 2011, il treasury 10Y US ha chiuso la settimana in area 3,95% ed il BTP al 4,53%. Le curve continuano a scontare un rallentamento dell’economia, la parte a breve prezza rendimenti superiori rispetto quella di lungo termine. L’aumento dei rendimenti ha interessato anche Corporate e HY Area Euro, con i soli Emerging Market più resilienti ma sempre in correzione.
Valute e materie prime
Il rapporto di cambio EUR vs. USD consolida in area 1,06, con un rafforzamento della valuta Europea su base settimanale. L‘Euro si mostra solido nell’ambito del paniere G10, in particolare contro Corona Svedese e Norvegese, nonché Sterlina Inglese. Sul fronte delle materie prime, settimana positiva per Oro e Argento dopo la correzione del mese di febbraio. Positivo anche il comparto Energy con un rimbalzo del WTI in area 80 USD. Chiude il quadro il settore agricolo, con correzione sensibile per il caffè e marginale ritracciamento per gli altri contributori.
Outlook
Prima del blackout period per la FED (11-23 marzo), questa settimana ci sarà la testimonianza semestrale di Powell al Congresso il 7 e l’8 marzo. Importanti saranno le sue view sul percorso dei tassi e il tetto del debito Usa. La Bank of Canada è prevista lasciare i tassi al 4,5%, mentre sorprese potrebbero venire dalla BOJ e la sua strategia di controllo della curva. Venerdì 10 marzo sarà pubblicato il consueto job report. In Europa, mercoledì 08 Marzo, avremo il dato del PIL a/a e t/t.

