Apertura positiva per borse europee. Wall Street in forte calo. L’agenda prevede oggi l’inflazione in Spagna, i prezzi alla produzione in Italia e l’indice di fiducia dell’Eurozona. Aggiornamento di UniCredit

L’agenda macro di oggi, mercoledì 29 settembre, ha pochi spunti significativi. In
ottica banche centrali, sono attesi i discorsi dei vari banchieri centrali al forum
annuale della Bce, alla luce delle recenti novità giunte dalle riunioni di Fed e
della Banca d’Inghilterra.

In particolare, oggi pomeriggio sono in programma gli interventi di Bailey (Boe), Kuroda (BoJ), Powell (Fed) e Lagarde (Bce). Dai dati settimanali pubblicati ieri dalla Bce, è emerso che gli acquisti nell’ambito del programma Pepp e quelli di titoli di Stato nel programma Qe sono cresciuti nell’ultima settimana. Ieri un esponente del board Bce ha detto che la banca non espanderà automaticamente il Qe quando terminerà il programma Pepp. Tra i dati dell’Europa, l’agenda prevede l’inflazione in Spagna, i prezzi alla produzione in Italia, l‘indice di fiducia dell’Eurozona. Inoltre in Italia, si segnala che oggi il Consiglio dei ministri si riunirà per la Nota di aggiornamento al Def.

Da oltreoceano, negli Stati Uniti, i Repubblicani al Senato hanno fermato
per il secondo giorno consecutivo il tentativo dei Democratici di evitare un
potenziale default in un momento delicato per l’economia statunitense, mentre
crea timori lo spettro di uno ‘shutdown’. Ieri, a dare la misura di quanto
potrebbe accadere, la segretaria Usa al Tesoro ha detto che un default sarebbe
disastroso.

Indice sul dollaro non lontano dai massimi di 11 mesi in scia al rialzo dei tassi
Usa e traendo beneficio dal nervosismo degli investitori per l’imminente
‘tapering’ Fed.

Il cross euro/dollaro vale 1,1673, in rialzo di 0,04%; il cambio
euro/yen 130,13 mentre il dollaro/yen scambia a 111,44.

Il future sul Brent viaggia in ribasso dell’1,81% a 77,69 dollari il barile e il
future sul Wti scende dell’1,74% a 73,93 dollari.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 20 bp a 169,94, il Btp future
perde 5 bp a 152,22. Lo spread Btp/Bund riparte da 104 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,833%. Ieri i tassi del decennale di riferimento
sono saliti ai massimi da circa tre mesi, rispecchiando il generalizzato rialzo dei
rendimenti a livello globale alimentato dal nervosismo sulle prospettive di un
rialzo dei tassi da parte delle banche centrali. Sul lato dell’offerta, il Tesoro
italiano assegna in asta Btp a 5 e 10 anni e Ccteu per oltre EUR 6 mld.

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello
0,29% in apertura. In salita i principali indici EU. Bene i titoli bancari sul FTSE
Mib. Bene Amplifon, Diasorin, Interpump, Campari e Recordati. Scendono
Saipem, Tenaris, Pirelli, Eni e Buzzi Unicem.

Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo che perde il
2,12% e Hong Kong positiva a +0,42%. Shanghai e Seoul negative
rispettivamente a -1,63% e a -1,22%. Negativa Sidney a -1,08%. Sul lato
macro, alcuni rappresentanti dell’istituto centrale nipponico hanno sollevato
timori per il possibile ritardo nella ripresa dell’economia dal Giappone dalla
crisi del Covid-19. Un membro del board ha anche avvertito di prestare
attenzione ai rischi derivanti dal rallentamento della Cina. Nel meeting era
stata rivista al ribasso al 3,8% la stima di crescita del Pil del Giappone dal
4,0% dell’outlook di aprile.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in deciso ribasso, penalizzata dalle
possibili mosse restrittive della Fed, dall’aumento dei rendimenti obbligazionari
e da alcuni dati macroeconomici deludenti, principalmente la fiducia dei
consumatori e i prezzi abitazioni. Il Dow Jones ha perso l’1,63%, l’S&P 500 il
2,04% ed il Nasdaq Composite il 2,83%. L’indice della volatilità Vix è balzato
del 22,65% a 23,01 punti. Sui massimi da giugno i rendimenti dei Treasury.

Tra i titoli in evidenza Ford Motor a +1,2%. Il gruppo automobilistico ha
annunciato che investirà USD 11,4 mld, insieme al partner sudcoreano Sk
Innovation, con l’obiettivo di creare 11.000 posti di lavoro tra Tennessee e
Kentucky.