Il mercato oggi chiede più flessibilità: elettrico sì, ma anche ibrido e motori tradizionali evoluti. L’analisi del team di Algebris Investments

Nel 2025 il mercato EV in Europa è cresciuto ed ha raggiunto il 17.4% delle immatricolazioni totali. Tuttavia, si tratta di livelli inferiori rispetto alle aspettative agli albori della transizione, mentre gli ibridi stanno diventando la vera soluzione di compromesso (oltre 43% delle immatricolazioni nel 2025). Questo ha generato un vero e proprio “EV shock” per i produttori tradizionali, che avevano investito come se l’elettrico fosse già dominante.
Nel frattempo, i costruttori cinesi stanno approfittando della situazione. Brand come BYD, MG e Chery offrono auto elettriche e ibride a prezzi più bassi, con tecnologia competitiva e forte supporto statale. In soli tre anni la loro quota di mercato in Europa è salita da circa l’1–2% nel 2023 a quasi il 10% nel 2025, superando il 15% nel segmento dei veicoli elettrificati. Anche le tariffe europee non stanno fermando il trend, poiché molti gruppi cinesi stanno localizzando la produzione in Europa.
Venerdì 6 febbraio 2026 Stellantis ha annunciato un profondo “reset” strategico del gruppo. In pratica, il management ha ammesso che la transizione verso l’auto elettrica è stata pianificata in modo troppo aggressivo rispetto a ciò che i clienti stanno effettivamente acquistando. In conclusione, Stellantis ha fatto emergere ancora una volta in modo brusco un problema che riguarda l’intero settore.
La transizione all’elettrico è stata più lenta e costosa del previsto, i clienti chiedono soluzioni miste e la concorrenza cinese sta cambiando le regole del gioco. Il “reset” di Stellantis è doloroso nel breve termine, ma rappresenta un tentativo di adattarsi a una nuova realtà dell’auto, più lunga, più complessa e molto più competitiva di quanto si pensasse solo pochi anni fa.

