Il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026, confermando un avvio d’anno solido sotto il profilo commerciale e finanziario.
Nel primo trimestre 2026 il Gruppo ha registrato un utile netto di 125 milioni di euro, con un utile netto ricorrente in crescita del 15% su base annua. In aumento anche ricavi, redditività operativa e masse gestite, sostenute dalla crescita nei principali mercati internazionali.
Azimut: i principali risultati del primo trimestre 2026
Indicatori finanziari 1Q 2026
- Ricavi totali: 371 milioni di euro
- Crescita ricavi ricorrenti: +14% anno su anno
- EBIT: 164 milioni di euro
- Crescita EBIT ricorrente: +14% anno su anno
- Utile netto: 125 milioni di euro
- Crescita utile netto ricorrente: +15% anno su anno
- Raccolta netta da inizio anno: 4,6 miliardi di euro
- Masse totali a fine marzo 2026: 144 miliardi di euro (+32% su base annua)
Ricavi e redditività: crescita in tutti i mercati chiave
I ricavi totali del Gruppo Azimut hanno raggiunto 371 milioni di euro nel primo trimestre 2026, grazie soprattutto alla crescita del 14% dei ricavi ricorrenti nei principali mercati internazionali.
Tra le aree che hanno contribuito maggiormente alla performance figurano Italia, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Brasile.
I costi operativi si attestano a 206 milioni di euro, in aumento in linea con il percorso di espansione internazionale e con la forte attività commerciale del Gruppo.
L’utile operativo ha raggiunto 164 milioni di euro, mentre l’EBIT ricorrente, al netto delle commissioni di performance, è salito a 157 milioni di euro, con una crescita del 14% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Raccolta netta e masse gestite: superati i 144 miliardi
Nel primo trimestre 2026 Azimut ha registrato una raccolta netta pari a 4,6 miliardi di euro, di cui il 49% proveniente dai mercati esteri.
Le masse totali del Gruppo hanno così raggiunto quota 144 miliardi di euro, in crescita del 32% su base annua.
Il risultato riflette il crescente interesse degli investitori verso l’offerta del Gruppo, sia nei mercati pubblici sia nei mercati privati, con particolare attenzione alle opportunità di investimento internazionali e ai club deal dedicati alla clientela italiana.
Obiettivi 2026 confermati
Alla luce della performance registrata nei primi mesi dell’anno, Azimut conferma gli obiettivi per il 2026:
- Raccolta netta: 10 miliardi di euro
- Utile netto: 550 milioni di euro, al netto di componenti straordinarie
Il Gruppo prevede di raggiungere i target in condizioni di mercato considerate normali.
Pietro Giuliani: “Strategia confermata e focus sulla qualità”
Pietro Giuliani ha commentato:
“Il 2026 inizia con numeri che confermano la validità della nostra strategia. La gestione attiva, fatta da circa 250 colleghi distribuiti in 20 Paesi, ci permette di ottenere performance superiori alla concorrenza. Attraverso l’operazione TNB punteremo su una maggiore qualità professionale dei consulenti, anche grazie all’utilizzo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale.”
Giorgio Medda: nuovi ETF attivi e crescita nei mercati privati
Giorgio Medda ha sottolineato il focus sull’innovazione dell’offerta:
“Stiamo accelerando la nostra strategia di crescita attraverso nuove soluzioni di investimento e l’ampliamento dell’offerta di prodotti quotati. Negli Stati Uniti lanceremo cinque nuovi ETF attivi tramite la piattaforma Azimut NSI. Parallelamente continuiamo a innovare nei mercati privati, offrendo ai clienti italiani accesso esclusivo a opportunità internazionali ad alto potenziale.”
Secondo Medda, la raccolta nei mercati privati degli ultimi mesi ha superato i 950 milioni di euro, con l’obiettivo di oltre 2 miliardi entro fine anno.
Alessandro Zambotti: “Modello resiliente anche in un contesto complesso”
Alessandro Zambotti ha evidenziato la solidità dei risultati trimestrali:
“I risultati del primo trimestre rappresentano una base solida per il 2026. Con 371 milioni di euro di ricavi e 125 milioni di euro di utile netto, confermiamo ancora una volta la qualità e la resilienza del nostro modello di business, anche in un contesto geopolitico complesso.”

