Apertura positiva per borse europee. Evergrande riesce a saldare parte dei debiti. In arrivo dati preliminari di ottobre dei Pmi servizi e manifatturiero delle principali economie della zona euro e Usa. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, venerdì 22 ottobre, ha alcuni spunti significativi. In
evidenza i dati preliminari di ottobre relativi ai Pmi servizi e a quello
manifatturiero delle principali economie della zona euro ma anche degli Usa.
Su quest’ultimo fronte gli analisti suggeriscono che sono da tenere sotto
osservazione i Pmi preliminari di ottobre, con la componente manifatturiera da
tenere particolarmente sotto controllo alla luce delle continue problematiche
legate alle catene di approvvigionamento. A metà mattina è prevista anche la
riunione della banca centrale russa. A mercati chiusi è poi atteso il verdetto
sull’Italia di S&P che si pronuncia sul rating. Da oltreoceano, negli Stati Uniti, la National Association of Realtors ha reso noto che a settembre le vendite di abitazioni esistenti sono cresciute del 7% a 6,29 mln di unità. Il dato è risultato superiore al consensus fissato a USD 6,10 mln di unità. Ad agosto le vendite di case erano diminuite del 2% a 5,88 mln di unità. Il Conference Board ha comunicato che, nel mese di settembre l’Indice Anticipatore (Leading Indicator), che misura l’andamento dell’attività economica statunitense nei prossimi 6-12 mesi, è cresciuto dello 0,2% su base mensile, risultando inferiore alle stime degli economisti di +0,4% e dal +0,8% rilevato ad agosto.

Sul fronte asiatico, in settembre l’indice dei prezzi al consumo ha registrato in Giappone un rialzo dello 0,2% annuo, contro la deflazione dello 0,4% di agosto. Torna quindi l’inflazione dopo undici mesi consecutivi di contrazione. L’indice dei prezzi core è invece salito dello 0,1% annuo, dopo il declino dello 0,2% di luglio e agosto, e in linea con il consensus.

Il dollaro si avvia a chiudere un’altra settimana di perdite. Il cross euro/dollaro
vale 1,1636 in rialzo dello 0,05%; il cambio euro/yen 132,72 mentre il dollaro/yen scambia a 113,97.

I prezzi riprendono a salire. Il future sul Brent viaggia in discesa dello 0,58% a
84,07 dollari il barile e il future sul Wti cala dello 0,18% a 82,38 dollari.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 6 bp a 168,15, il Btp future
perde 10 bp a 150,63. Lo spread Btp/Bund riparte da 106 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,964%.

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello
0,22% in apertura. Positivi i principali indici EU, tranne Madrid. Misti i titoli
bancari sul FTSE Mib. Bene Interpump, CNH, Campari ed Hera. In apertura
scendeno Atlantia, Enel, Telecom e Poste Italiane.

Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a +0,34% e
Hong Kong che sale dello 0,38%. Shanghai e Seoul negative rispettivamente a
-0,34% e a -0,04%. Piatta Sidney a +0,00%. In crescita il settore tecnologico,
mentre una buona notizia finalmente arriva da China Evergrande: il colosso
delle costruzioni sull’orlo del collasso è infatti riuscito a rimborsare una quota
dei suoi debiti in scadenza. Appesantiscono i mercati invece i settori ciclici su
timori che gli istituti centrali debbano inasprire le loro politiche monetarie per
gestire l’elevata inflazione.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo sostenuta dal rassicurante
dato sui sussidi di disoccupazione e dal comparto tecnologico. L’S&P 500 ha
guadagnato lo 0,3% ed il Nasdaq Composite lo 0,66%. L’indice delle 500
aziende a maggiore capitalizzazione ha aggiornato il record storico.
Sostanzialmente piatto il Dow Jones a -0,02%, zavorrato da IBM a -9,52%. Il
colosso di Armonk ha comunicato risultati per il terzo trimestre segnati dalla
terza crescita consecutiva dei ricavi, per quanto marginale, da USD 17,56 a USD
17,62 mld, sotto però ai USD 17,79 mld del consensus. Nei tre mesi allo scorso
30 settembre Ibm ha registrato un crollo dei profitti netti del 33% annuo a USD
1,1 mld, pari a USD 1,25 per azione. A deprimere il titolo hanno contribuito i
timori circa l’impatto dello spin-off della divisione di servizi per la gestione
delle infrastrutture (managed infrastructure) che sarà finalizzata a inizio
novembre.