Nenad Dinic, Equity Strategy Research, Julius Baer

L’aumento dei prezzi del petrolio, il rialzo dei rendimenti e il peggioramento del sentiment hanno determinato una rotazione dai settori ciclici verso quelli difensivi. Sebbene questa rotazione suggerisca che gli investitori si stiano posizionando sempre più in vista di una fase finale del ciclo economico, i dati sull’attività economica e sugli utili rimangono più coerenti con una fase intermedia del ciclo.
Manteniamo una posizione neutrale sulle azioni europee e confermiamo il nostro orientamento verso i settori ciclici, compresa una visione positiva sulle banche europee.
La sottoperformance delle azioni europee rispetto a quelle statunitensi si è accentuata da metà settembre, quando i prezzi del petrolio sono saliti oltre i 100 dollari al barile e le vendite globali sui mercati obbligazionari hanno spinto i rendimenti al rialzo. Dal picco raggiunto a metà settembre, i titoli finanziari e industriali europei hanno registrato rispettivamente un calo del 6,8% e del 4,4%, mentre i settori difensivi dei beni di consumo e quello sanitario hanno guadagnato rispettivamente il 9,0% e l’8,4%.
Nel complesso, dall’inizio del quarto trimestre, i settori ciclici europei hanno sottoperformato quelli difensivi del 13,7%, registrando la flessione relativa più marcata da marzo 2020. Sebbene questa rotazione suggerisca che gli investitori si stiano posizionando sempre più in vista di una fase finale del ciclo economico, i dati sull’attività economica e sugli utili rimangono più coerenti con una fase intermedia del ciclo.
I dati preliminari del PMI di ottobre continuano a indicare un’espansione nell’eurozona (ad eccezione della Francia), mentre le revisioni degli utili per i titoli azionari europei rimangono in territorio nettamente positivo. Inoltre, gli utili del terzo trimestre dell’indice Stoxx Europe 600 indicano una solida crescita del 25% su base annua (12% escludendo il settore petrolifero e del gas).
La stagione delle comunicazioni dei risultati del terzo trimestre è entrata nella sua settimana più intensa, con 25 banche europee che pubblicheranno i propri risultati. Ciò offre il test più chiaro nel breve termine per valutare se le recenti vendite siano state eccessive. In questo contesto, manteniamo una posizione complessivamente neutrale sulle azioni europee, ma riteniamo vi siano motivi per conservare un orientamento favorevole ai settori ciclici.
Se gli utili continueranno a dimostrarsi resilienti, i rendimenti raggiungeranno un picco, i prezzi del petrolio si attenueranno e l’ampliamento degli spread dei titoli di Stato rimarrà circoscritto alla Francia, le banche e gli altri settori ciclici legati agli investimenti avranno margini per recuperare terreno.
A livello nazionale, le nostre valutazioni rimangono invariate rispetto alle modifiche apportate a maggio. Manteniamo una posizione di sovrappeso su Spagna e Italia, neutrale sulla Germania e di sottopeso sulla Francia e sul Regno Unito.

