Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2023.
L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Siamo molto soddisfatti dei risultati che ci proiettano verso un anno di forte crescita nonostante la grande volatilità ed il rallentamento della congiuntura.
Registriamo un aumento a doppia cifra nei patrimoni dei nostri clienti, grazie alla spinta dalla raccolta che riflette il gran lavoro dei consulenti, sempre più apprezzati nei servizi a maggiore valore aggiunto come l’advisory e le
gestioni di portafoglio. Stiamo poi iniziando ad assistere ai primi segnali di normalizzazione nel comportamento dei clienti nel percorso di diversificazione, con le prime evidenze di novembre che ci fanno guardare con fiducia ai prossimi mesi. E stiamo inoltre accelerando su progetti trasformativi della nostra azienda, con l’ottenimento della licenza in Svizzera, la trasformazione verso una data driven bank ed il lancio del profilo dei “sustainable advisor”.
Questi progetti, insieme ad un costante lavoro di innovazione nell’ambito dei servizi e prodotti, rafforzano la nostra proposizione commerciale ed il vantaggio competitivo. Siamo concentrati al raggiungimento dei target triennali, con solidità patrimoniale, remunerazione degli azionisti e crescita sostenibile degli utili ricorrenti come elementi fondanti della nostra strategia”.
RISULTATI ECONOMICI AL 30 SETTEMBRE 2023
I primi nove mesi del 2023 si sono chiusi con un utile netto consolidato di €255,1 milioni, in crescita del 64,2% rispetto ai €155,4 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio, che scontava tuttavia l’impatto di €35,3 milioni di oneri fiscali straordinari sulla base dell’accordo quadro raggiunto con l’Agenzia delle Entrate in data 19 settembre 2022 per il passaggio -datato 2008- della delega di gestione di BG Sicav alla neocostituita fabbrica prodotti BG FML.
Anche al netto di tale componente straordinaria e di altre poste variabili, l’utile netto ricorrente ha mostrato un notevole progresso su base annuale attestandosi a €249,9 milioni rispetto ai €163,5 milioni dei nove mesi 2022 (+52,8%). Il risultato, sostenuto da una crescente diversificazione dei ricavi e da una forte efficienza operativa, conferma l’attenzione della Banca per uno sviluppo sostenibile in un contesto che rimane sfidante per la persistente volatilità dei mercati finanziari globali.
Esaminando le principali voci di bilancio si segnala:
Il margine di intermediazione è salito del 25,4% a €589,0 milioni. Il significativo incremento è stato guidato dal rialzo del margine finanziario (€241,0 milioni, +121,7%) e dalla tenuta delle commissioni nette ricorrenti a €337,7 milioni (-1,7%) a fronte di un debole contributo delle commissioni variabili (€10,3 milioni, -41,2%) per la già citata dinamica dei mercati nel periodo.
Nello specifico, il margine d’interesse ha messo a segno un aumento del +159,7% a €228,1 milioni beneficiando della crescita dei rendimenti degli attivi in scia all’andamento dei tassi e di una gestione attenta del costo della raccolta. L’incremento della redditività è stato favorito dalla buona qualità degli attivi e della loro diversificazione, in particolare la duration corta (1,2 anni) del portafoglio obbligazionario e l’elevata incidenza di titoli a tasso variabile (51% del totale).
Complessivamente, gli impieghi fruttiferi si sono attestati a fine periodo a €14,0 miliardi di cui €10,7 miliardi costituiti dal portafoglio di titoli finanziari e €2,3 miliardi di crediti verso la clientela altamente collateralizzati. Il miglioramento della redditività ha più che compensato la riduzione dei volumi bancari per la riqualificazione dei depositi verso attività di risparmio amministrato e gestito. I depositi totali si sono attestati a €13,7 miliardi a fine periodo, l’81% dei quali rappresentati da depositi verso clientela retail.
Le commissioni lorde ricorrenti sono risultate pari a €716,8 milioni, in aumento dell’1,2% rispetto ai nove mesi 2022. Nel dettaglio, le commissioni lorde di gestione si sono attestate a €604,5 milioni contro i €615,3 milioni dello scorso anno, mostrando una buona tenuta data l’instabilità dei mercati finanziari nel periodo. Le commissioni bancarie e d’ingresso sono salite del 21,1% a €112,3 milioni, consolidando il costante trend di aumento a doppia cifra dei risultati grazie alle numerose iniziative intraprese da tempo volte a diversificare i ricavi nell’ambito della consulenza, della negoziazione e dei prodotti strutturati.
I costi operativi hanno raggiunto i €193,5 milioni, con una variazione del +6,4% che include €3,5 milioni di oneri straordinari. I costi operativi ‘core’ sono stati pari a €174,4 milioni, (+6,0% a/a), di cui €4,8 milioni legati all’avvio di ‘BG Suisse Private Bank’. La variazione è in linea con gli obiettivi di piano e conferma la particolare attenzione al contenimento dei costi da parte della Banca a fronte delle dinamiche inflattive nel Paese.
Gli indici di efficienza operativa hanno mostrato un ulteriore miglioramento rispetto ai già notevoli livelli di eccellenza raggiunti: l’incidenza dei costi operativi sulle masse totali è scesa a 29bps (31bps a fine 2022) mentre il Cost/Income ratio, rettificato per le componenti non ricorrenti quali le commissioni variabili, è ulteriormente calato al 32,8% (40,8% a fine 2022).
Le voci relative ad accantonamenti, contributi ai fondi bancari e rettifiche di valore nette sono state pari complessivamente a €46,4 milioni, che si confrontano con i €35,6 milioni dello scorso anno (+30,2%). La variazione è legata principalmente al minore beneficio derivante dall’allineamento dei tassi di attualizzazione nella valutazione dei fondi attuariali che nello scorso anno aveva comportato un beneficio di €18,9 milioni a fronte dei €5,3 milioni nell’anno in corso a parità di perimetro.
Il tax-rate si è attestato al 26,9%, in crescita di 2,5 p.p. dal corrispondente periodo dello scorso anno per la minore incidenza del risultato realizzato dalle giurisdizioni estere.
Per quanto riguarda la cosiddetta “imposta straordinaria sulle banche”, sulla base di quanto previsto dalle disposizioni, introdotte in sede di conversione del DL 104//2023, la Banca ha optato per la destinazione dell’imposta al rafforzamento patrimoniale del gruppo procedendo alla costituzione, in base di approvazione del bilancio 2023 di una riserva patrimoniale non distribuibile e pienamente computabile nel CET1 per un ammontare di 26,6 milioni di euro.

