Al centro c’è sempre lui: il family banker. Ma intorno a quella figura (attualmente sono 7.089), cuore del modello di Banca Mediolanum fin dalle origini, tutto si muove. La tecnologia moltiplica dati e informazioni, l’intelligenza artificiale entra nei processi, i mercati alternano euforia e paura, una serie di nuovi prodotti e servizi come gli Etf e il private banking stanno cambiando profondamente il mercato e una nuova generazione di risparmiatori si affaccia con aspettative diverse. Ma come si tiene insieme un modello fondato sulla relazione umana in un contesto che cambia così in fretta?
Un altro punto fondamentale è il ricambio generazionale della rete, affrontato in Banca Mediolanum con il programma Next, che in cinque anni ha avvicinato centinaia di giovani neolaureati alla professione affiancandoli ai banker senior. È inoltre esploso proprio negli ultimissimi anni il delicato equilibrio tra automazione e fiducia, che, attualmente, nella società guidata da Massimo Doris, viene affrontato con la piattaforma Life Planning nel ruolo di “navigatore” patrimoniale. E c’è infine l’allargamento del perimetro ai più giovani, con conti e piani di accumulo pensati per le famiglie, fino alle holding e ai patrimoni d’impresa.
Di tutto ciò ha parlato con Fondi&Sicav Igor Garzesi che dal 1° gennaio 2024 è direttore generale di Banca Mediolanum, dopo avere guidato per anni la controllata spagnola del Gruppo Mediolanum, prima come direttore generale e poi come amministratore delegato. Si è laureato in Economia aziendale a Barcellona nel 1994 e ha conseguito un Mba in management a Utrecht. Dal 2016 presiede la Camera di Commercio Italiana di Barcellona. Oggi punta su tecnologia, intelligenza artificiale e il modello di consulenza “Life planning”. I risultati sembrano avergli dato ragione, visto che il 2025 si è chiuso con un massimo storico di 156 miliardi di euro di masse amministrate.
Il family banker è il cuore del modello di Banca Mediolanum: come sta evolvendo il profilo del consulente che reclutate oggi rispetto a 10 anni fa? Quali competenze cercate in più?
«Il family banker è al centro del nostro modello da sempre e intorno a lui abbiamo costruito una struttura di specialisti cui ricorrere a seconda dell’esigenza che emerge con il cliente. La novità è che siamo immersi in un contesto che cambia velocemente e su più fronti in contemporanea. Se ancora 10 anni fa si poteva lavorare da soli, oggi è impensabile: il lavoro in team amplia la visione del singolo per accompagnare le famiglie in una gestione integrata del patrimonio, dalla protezione alla previdenza, dagli investimenti al passaggio generazionale. Nei nostri professionisti cerchiamo non solo solide competenze tecniche, ma soprattutto la capacità di costruire relazioni di lungo periodo. Oggi la tecnologia rende disponibili dati, analisi e informazioni in quantità enorme. Il valore del consulente sta nel dare significato a tutto ciò e trasformarlo in decisioni utili per il cliente. In un mondo in cui l’informazione è abbondante, la fiducia resta il vero valore. Ed è proprio lì che il family banker continua a fare la differenza».

