La BCE rimane in attesa e mantiene la sua posizione di dipendenza dai dati, riunione per riunione
Ulrike Kastens, economista europea di DWS
Le decisioni della BCE rimangono dipendenti dai dati. Tuttavia, rispetto alle dichiarazioni rilasciate in occasione dell’ultima riunione della BCE, sono stati compiuti molti passi in avanti nella lotta all’inflazione. Questo si riflette nelle nuove proiezioni sull’inflazione, che suggeriscono il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione già nel 2025.
Tuttavia, la BCE ha bisogno di maggiori dati, soprattutto sull’andamento dei salari e dei prezzi dei servizi. È vero che ci sono i primi segnali di una moderazione nell’andamento dei salari, tuttavia, secondo la Presidente della BCE Lagarde, non ci sono ancora dati sufficienti per essere sicuri che l’obiettivo di inflazione possa essere raggiunto nel lungo periodo. Ha quindi sottolineato più volte che è più probabile che ciò avvenga nella riunione di giugno che in quella di aprile.
A nostro avviso, il tasso di riferimento dovrebbe scendere di 25 punti base al 3,75%. È inoltre emerso chiaramente che la dipendenza dai dati rimarrà elevata anche durante la normalizzazione della politica monetaria. Prevediamo ancora che la BCE abbasserà i tassi di riferimento solo gradualmente, in tre fasi, per un totale di 75 punti base quest’anno.
Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO
Come ci aspettavamo, la BCE rimane in attesa e mantiene la sua posizione di dipendenza dai dati, riunione per riunione.
Dalla fine dell’anno scorso i mercati hanno escluso una sostanziale quantità di tagli dei tassi. Le valutazioni attuali sembrano molto più ragionevoli, e non più lontane dalla nostra linea di base.
Una volta che la BCE inizierà a tagliare i tassi, crediamo che procederà con cautela con convenzionali step di 25 punti base.
Ci aspettiamo tre tagli dei tassi quest’anno, a partire da giugno o più avanti. La chiave è l’andamento dei salari.
Rimaniamo un po’ scettici rispetto alle quotazioni di mercato, soprattutto in virtù di un’inflazione dei servizi vischiosa, di un mercato del lavoro resiliente e di condizioni finanziarie accomodanti.
Anche le considerazioni sulla gestione del rischio giocano un ruolo importante, in quanto i costi in termini di reputazione di un’inversione di rotta una volta iniziato il ciclo dei tagli sono elevati.
Whitney Watson, Co-Head e Co-CIO of Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management
“Come previsto, la BCE ha mantenuto i tassi invariati e ha ribadito il proprio approccio dipendente dai dati nel meeting di gennaio, secondo cui prima di poter iniziare a tagliare i tassi, la Banca Centrale deve avere a disposizione maggiori prove sul fatto che l’inflazione stia tornando in modo sostenibile verso il target.
Nonostante la revisione al ribasso della crescita e dell’inflazione, la BCE ha sottolineato che le pressioni sui prezzi a livello nazionale rimangono elevate, in parte a causa della forte crescita dei salari. Di conseguenza, prevediamo che la BCE inizierà a tagliare i tassi a partire da giugno, per un totale di quattro tagli da 25 punti basse per quest’anno. Sebbene i rischi siano diventati più equilibrati, tagli dei tassi più profondi o più rapidi potrebbero concretizzarsi nel caso in cui la disinflazione dovesse prendere piede o l’economia dovesse entrare in una fase di recessione”.
David Chappell, Senior Fixed Income Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments
Sebbene nelle dichiarazioni di oggi la BCE abbia confermato l’attuale livello dei tassi, il miglioramento delle previsioni sull’inflazione core e i segnali abbastanza evidenti della Presidente Lagarde durante la conferenza stampa, hanno rafforzato le aspettative del mercato secondo cui il primo taglio avverrà all’inizio di giugno.
Inoltre, aver riconosciuto esplicitamente la presenza di pressioni ancora elevate sui prezzi interni, in parte dovute alla forte crescita dei salari, offre alla BCE la possibilità di rinviare la decisione di allentare la politica monetaria restrittiva a partire dalla riunione di aprile, senza però escluderla del tutto.
Con le prospettive di crescita ridimensionate nel breve termine e l’inflazione core al livello target nel medio termine, i circa 100 punti base di tagli attualmente prezzati entro la fine dell’anno risulteranno insufficienti se i dati dei salari dei prossimi mesi dovessero riservare sorprese al ribasso.
Felix Feather, economista di abrdn
Sebbene le preoccupazioni per gli effetti di secondo impatto dell’elevata crescita dei salari nominali abbiano impedito alla BCE di tagliare i tassi durante la riunione odierna, le revisioni delle proiezioni dello staff della Banca centrale europea suggeriscono che i tagli non sono lontani.
Sia le previsioni sull’inflazione globale che quelle sull’inflazione di fondo per il 2024 e il 2025 sono state riviste al ribasso, suggerendo che la BCE è sempre più convinta che l’inflazione si stia effettivamente dirigendo rapidamente verso l’obiettivo di inflazione del 2%.
Prevediamo che il primo taglio dei tassi avverrà a giugno, quando il Consiglio direttivo avrà preso visione dei dati sui salari del 1° trimestre.

