Nessuna sorpresa da parte della BCE. Tassi fermi per la quinta volta consecutiva. Il commento di Generali Investments, DWS, abrdn, LGIM

Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments

La BCE ha aperto la strada a un cambiamento di politica, con la certezza che la disinflazione continuerà e che la moderazione della crescita dei salari sia un ingrediente fondamentale. Mentre alcuni membri del Consiglio direttivo avrebbero voluto tagliare i tassi, la maggioranza ha preferito attendere l’aggiornamento delle prospettive a giugno. Ci aspettiamo che questi dati siano coerenti con la proiezione di disinflazione e che il Consiglio direttivo si attenga al suo discorso di ieri, secondo cui sarebbe opportuno ridurre l’inasprimento della politica monetaria. Continuiamo a prevedere un primo taglio di 25 punti base entro giugno.

Ulrike Kastens, European Economist, DWS

Ulrike Kastens

Come previsto, la Banca Centrale Europea (BCE) ha aperto le porte a un primo taglio dei tassi, anche se la decisione finale dipenderà dalle prospettive di inflazione, dall’andamento dell’inflazione sottostante e dal meccanismo di trasmissione della politica monetaria. In particolare, data la nostra previsione di un ulteriore rallentamento della dinamica salariale, un taglio dei tassi a giugno sembra essere certo, e ci aspettiamo un abbassamento del tasso di deposito di 25 punti base al 3,75%.

Allo stesso tempo, la conferenza stampa di oggi ha confermato tre cose in particolare: in primo luogo, la BCE sta reagendo al contesto economico dell’eurozona, molto più debole rispetto ad altri blocchi economici come gli Stati Uniti. In secondo luogo, il rischio di un’inflazione “appiccicosa”, soprattutto nei prezzi dei servizi, non è stato eliminato. In terzo luogo, come previsto, il Presidente della BCE Lagarde ha sottolineato l’alto grado di dipendenza dai dati e ha ribadito che la BCE non si è impegnata a seguire un particolare percorso dei tassi di interesse. Di conseguenza, la riduzione della politica monetaria restrittiva sarà probabilmente un processo lento.

Felix Feather, Economist, abrdn

Felix Feather

“Nessuna sorpresa da parte della BCE, che ha optato per il mantenimento dei tassi di interesse per la quinta volta consecutiva. Come previsto, la banca ha inoltre posto le basi per un imminente ciclo di allentamento modificando la sua dichiarazione di politica monetaria.

La decisione odierna conferma che, a parte eventuali sorprese economiche di grande rilievo, la banca si prepara a effettuare un taglio dei tassi nella riunione di giugno.

Non ci aspettiamo, tuttavia, che la banca si affretti a tagliare i tassi d’interesse.

Benché abbiano abbracciato l’idea di un taglio dei tassi, i funzionari hanno anche sottolineato la necessità di mantenere una politica restrittiva per un certo periodo di tempo, il che precluderebbe una serie di tagli molto bruschi.

Ciononostante, ci aspettiamo che la banca effettui diversi tagli di 25 punti base prima della fine dell’anno”.

Simon Bell, Fund Manager per l’Active Fixed Income di LGIM

Simon Bell

Nessuna novità nella politica monetaria, ma un’affermazione che lascia presagire un atteggiamento più distensivo. È così che potremmo riassumere quanto è emerso a seguito del meeting della Banca Centrale Europea che si è tenuto in data odierna.

Infatti, nel pronunciare le seguenti parole: “Se le prospettive del Consiglio circa l’andamento dell’inflazione, le dinamiche dell’inflazione sottostante e l’impatto dei provvedimenti presi dovessero migliorare a tal punto da aumentare la speranza di una convergenza verso gli obiettivi prefissati, allora sarebbe opportuna la riduzione delle attuali restrizioni della politica monetaria” la Bce ha abbandonato le sue precedenti posizioni di neutralità sintetizzate nella formula “Mantenere il livello attuale per un periodo sufficientemente lungo”, senza però impegnarsi formalmente per un taglio dei tassi a giugno.

Allo stesso tempo, però, l’istituto di Francoforte ha dato un segnale forte quando ha fatto riferimento ai dati futuri, facendo intuire che, se questi ultimi si dovessero dimostrare in linea con le aspettative, allora il taglio ci sarà davvero.

Durante la conferenza sono stati toccati anche altri punti importanti, uno su tutti, la possibilità di abbassare i tassi d’interesse prima della Federal Reserve. La presidente Christine Lagarde, a differenza di ciò che ci si poteva aspettare, non ha del tutto escluso questa eventualità, affermando che, sebbene le dinamiche globali siano un fattore importante nei modelli decisionali, gli elementi che determinano l’inflazione in Europa sono diversi e potrebbe essere così anche in futuro.

Ulteriore speranza verso un taglio dei tassi a giugno la dà il fatto che alcuni esponenti del Consiglio sarebbero stati favorevoli a un taglio già in questo meeting; un elemento che non ci deve sorprendere visto quanto siano diventati più espliciti alcuni membri “dovish” dopo le buone notizie di marzo.

In conclusione, nonostante i dati che arrivano circa l’andamento dell’inflazione e dell’indice dei prezzi al consumo negli Usa, noi di LGIM riteniamo che giugno resti comunque la data più probabile per assistere a un primo taglio dei tassi. Ma dobbiamo comunque considerare che l’arrivo di dati positivi, che indicano una convergenza verso gli obiettivi prefissati, ora è più cruciale che mai.