“L’intelligenza artificiale è probabilmente il più profondo cambiamento che la tecnologia, la società e le imprese abbiano conosciuto da molto tempo. Il punto di vista di Dws

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Ho iniziato a lavorare nel 1997 e ho visto il boom delle dot.com crescere per poi trasformarsi in una bolla. Allora Amazon vendeva libri online e veniva scambiata a multipli elevati, difficili da giustificare; oggi è diventata la società che tutti conosciamo e che allora non avremmo mai immaginato”. Il commento è di Benny Gaertner, head of global equities di Dws, che, nel presentare il punto di vista dell’asset manager tedesco, ricorda che l’evoluzione di una tecnologia dirompente come l’intelligenza artificiale produrrà successi e delusioni: ci saranno aziende destinate a diventare protagoniste e altre che cadranno nell’oblio. L’Ai sembra però correre ancora più veloce e continua a sorprendere: in dodici mesi Anthropic ha strappato lo scettro a OpenAI e i big del comparto hanno quasi raddoppiato i piani di spesa per il 2026. Attualmente, pur sapendo che l’Ai genererà un’ondata di cambiamenti, l’orizzonte non è ancora chiaro.

A “GAME CHANGER”

Circa un anno fa, secondo Gaertner, è avvenuto qualcosa di importante nell’ambito dell’intelligenza artificiale: l’agentic Ai, ossia un operatore attivo in grado di pianificare e decidere per raggiungere un obiettivo. In pratica, da strumento passivo, l’Ai è diventata un vero e proprio “collaboratore” autonomo che, in alcuni casi, ha causato anche incidenti di percorso. Lo testimonia il forte aumento dei “token” utilizzati, sia negli investimenti sia nei prodotti. È stata proprio la proliferazione dell’agentic Ai a far probabilmente slittare il momento in cui i tassi di crescita raggiungeranno il picco.

BULLISH SULL’AI

L’asset manager tedesco continua a essere ottimista riguardo alla diffusione dell’intelligenza artificiale e individua tre ambiti di investimento: le infrastrutture, i modelli di Ai (OpenAI, Anthropic, ecc.) e le società che applicano l’Ai. Lo sviluppo di questa tecnologia richiederà una capacità di archiviazione e una potenza di calcolo significativamente superiori e contribuirà in misura sproporzionata alla crescita della domanda di token. Nel secondo trimestre di quest’anno, infatti, le aziende americane hanno speso per i token 11 USD per dipendente, mentre per l’1% delle imprese di livello più alto il costo è già di 8.000 USD. In altri termini, occorrerà maggiore capacità di calcolo, foriera di ulteriori investimenti, in particolare in data center.

Gaertner ricorda che, dopo il Covid, gli investimenti sono cresciuti del 10% su base annua, una dinamica che non si vedeva in simili proporzioni da anni. Poiché gli investimenti sono una delle componenti più importanti del Pil, questa crescita sta già avendo impatti significativi sull’economia americana e sugli utili delle aziende tecnologiche, che contribuiranno per circa il 30% al totale generato dai settori industriali. Il fenomeno non è solo Usa-centrico, ma globale, ed è ciò che sta guidando i mercati azionari. Sul tema degli investimenti, Gaertner ha ricordato anche le risorse sempre maggiori destinate alla spesa per la difesa, soprattutto dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

INDIRETTAMENTE LEGATI ALL’AI

Inoltre, ci sono aziende che traggono vantaggio dall’Ai in molti altri comparti, in particolare tra i fornitori di data center, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture elettriche, o tra i fornitori di materie prime critiche. La crescente domanda di energia derivante dall’Ai, dai data center e dall’elettrificazione rappresenta un forte incentivo affinché il settore elettrico rivesta un ruolo importante nel contesto attuale, in cui l’affidabilità dell’approvvigionamento energetico sta diventando sempre più cruciale. A lungo termine, Gaertner prevede che un numero crescente di aziende che trarranno vantaggio dall’Ai saranno proprio quelle che la utilizzeranno, riuscendo a incrementare produttività e ricavi grazie a questa tecnologia.

EUROPA: VECCHIO VS NUOVO

L’Europa parte probabilmente svantaggiata nella corsa all’Ai, con la Germania che attraversa un periodo delicato, penalizzata anche da una crescente competizione con la Cina, nei cui confronti aumenta il disavanzo commerciale. Esistono settori del Vecchio continente che, per Gaertner, sono in grande difficoltà, come quello automobilistico. Tuttavia, ci sono ambiti che potrebbero trarre vantaggio dal piano di stimoli tedesco e dalla necessità di creare nuove infrastrutture, soprattutto in ambito energetico. È all’interno di questi segmenti in cui gli utili sono in crescita e che potrebbero offrire un’opportunità di investimento.

CONCLUSIONI

La crescita continua a sorprendere al rialzo nonostante le tensioni geopolitiche. Per ora lo scenario resta nella fase “Goldilocks” grazie al boom globale degli investimenti in conto capitale, che sta trainando la crescita. Allo stesso tempo, lo sviluppo dell’Ai sta ancora avvantaggiando le società direttamente legate a questa tecnologia, mentre gli effetti positivi che dovrebbe avere sulle altre imprese non sono ancora tangibili. La concentrazione del mercato su un numero limitato di titoli è ripresa negli ultimi mesi a causa della guerra contro l’Iran, che ha fatto salire i prezzi dell’energia e provocato la reazione delle banche centrali, gettando incertezza sull’evoluzione del ciclo dei tassi.