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	<title>Outlook secondo semestre 2023 Archives - Future Investments</title>
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		<title>Outlook sui mercati globali: l&#8217;impatto dei tassi e dei dati economici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 08:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook secondo semestre 2023]]></category>
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		<category><![CDATA[Raiffeisen Capital Management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato ha recentemente reagito positivamente anche a dati statunitensi un po' più deboli. L'analisi di Karin Kunrath, Raiffeisen CM</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="v1MsoNormal"><b><i><span lang="EN-US">A cura di Karin Kunrath, Chief Investment Officer di Raiffeisen Capital Management</span></i></b></h4>
<p class="v1MsoNormal"><b><span lang="EN-US"> </span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><i>Recentemente si è verificato un &#8220;<strong>cambio di regime&#8221; sul mercato azionario</strong>. Dopo una fase prolungata, in cui le sorprese positive dei dati economici portavano a sviluppi positivi perché sostenevano la prospettiva di un miglioramento degli utili aziendali, </i><em><strong>il</strong></em><i><strong> mercato ha recentemente reagito positivamente anche a dati statunitensi un po&#8217; più deboli</strong>, nella speranza di un <strong>aumento della probabilità di tagli dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/tassi">tassi</a> d&#8217;interesse</strong>.</i></p>
<p class="v1MsoNormal">In questo contesto, il mercato non solo non si aspettava alcun taglio per il 2024, ma in alcuni casi ipotizzava addirittura un rialzo dei tassi di interesse, sulla base dell’inflazione ostinata dovuta alla robusta economia statunitense.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ora – dopo alcuni dati macroeconomici più deboli e i crescenti segnali di una distensione sul fronte dell&#8217;inflazione – <strong>lo spazio per le speculazioni sui tagli dei tassi sta aumentando anche per la <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/fed">Fed.</a></strong></p>
<figure id="attachment_131688" aria-describedby="caption-attachment-131688" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-131688" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/Kunrath-Karin-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-131688" class="wp-caption-text">Karin Kunrath</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">In caso di conferma di tale tendenza nel corso dell’anno, il mercato a un certo punto dovrebbe iniziare a chiedersi se questa <strong>mossa delle banche centrali sia davvero del tutto positiva</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal"><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">L<strong>’inflazione</strong>,</a> infatti, generalmente diminuisce in modo duraturo solo in concomitanza con un’economia più debole. Il che potrebbe riaccendere la discussione su una possibile <strong>recessione negli Stati Uniti</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal">Un certo numero di analisti in effetti si aspetta tuttora una <strong>recessione negli Stati Uniti</strong>, sostenendo che gli effetti sulla crescita della politica monetaria restrittiva, in atto ormai da tempo, prima o poi sfuggiranno di mano e che le attuali stime sugli utili, in particolare per il 2025, siano di conseguenza troppo ottimistiche. <strong>Per allora il mercato potrebbe giungere alla conclusione che le cattive notizie non hanno più un effetto positivo, bensì negativo,</strong> <strong>almeno per le asset class più rischiose</strong>. E questo rappresenterebbe il passaggio al regime economico successivo. Resta da vedere se – e quando – ciò avverrà nei prossimi mesi.</p>
<p class="v1MsoNormal">Soprattutto perché il rallentamento dell’inflazione, unito ai dati economici ancora solidi e all’andamento molto positivo degli utili societari, continua a creare un contesto di mercato costruttivo. I nostri indicatori per gli asset rischiosi sono rimasti praticamente invariati a giugno. Anche questo mese rimaniamo quindi positivi.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Obbligazioni: rendimenti ancora in crescita per i governativi</b></h4>
<p class="v1MsoNormal"><b>I rendimenti dei titoli di Stato</b> a basso rischio sono saliti ancora. Anche le previsioni di rendimento degli analisti globali sono rimaste caute, esprimendo solo lievi – se non nulli – cali dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine. Pur prevedendo un calo dei rendimenti dei titoli di Stato, riteniamo che le classi obbligazionarie più rischiose (obbligazioni societarie “investment grade” e obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti) registreranno performance ancora migliori.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Le obbligazioni societarie</b> continuano ad attrarre l’attenzione degli investitori, con premi di rischio ancora a livelli bassi e con una tendenza ad un ulteriore ribasso. Questa classe obbligazionaria beneficia di aspettative di crescita economica bassa ma positiva, e quindi di un contesto caratterizzato sia dal fatto che le aziende non intendono implementare piani di crescita troppo rischiosi, sia dall’assenza di un impatto negativo di una recessione sugli utili. Di conseguenza ci aspettiamo un basso rischio di <i>downgrade</i> o di <i>default</i>. Continuiamo, d’altro canto, a considerare interessanti le obbligazioni societarie “investment-grade” denominate in euro.</p>
<p class="v1MsoNormal">Si osserva poi uno slancio economico relativamente buono nei mercati obbligazionari dei paesi emergenti che, rispetto ad altri “asset a spread” presentano attualmente il miglior profilo rischio/rendimento.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Mercati azionari: le società superano le aspettative sugli utili nei mercati sviluppati</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">Nelle ultime settimane i <b>mercati azionari internazionali</b> sono tornati a salire. La stagione dei bilanci ha rappresentato ancora una volta un fattore di supporto, con la maggior parte delle società che è riuscita a superare le aspettative e le revisioni degli utili che hanno recentemente dipinto un quadro positivo. Gli indicatori di sentiment continuano a mostrare dati molto favorevoli e quindi anche un rischio di temporanee battute d&#8217;arresto dei prezzi. In linea con il contesto complessivamente positivo, al momento siamo maggiormente investiti in azioni.</p>
<p class="v1MsoNormal">Dopo che ad aprile le azioni dei <b>mercati emergenti</b> hanno brevemente superato quelle dei mercati sviluppati per la prima volta dopo molto tempo – soprattutto grazie al buon andamento delle azioni cinesi – la performance relativa è ora nuovamente in calo. Tuttavia, la performance assoluta rimane positiva e ci aspettiamo che ciò prosegua nei prossimi mesi, poiché prevediamo un’ulteriore ripresa degli utili societari.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Materie prime: il segmento dei metalli preziosi resta solido</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">Nonostante il perdurare delle incertezze geopolitiche, <strong>il settore <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/energia">energetico</a> ha registrato un calo dei prezzi nelle ultime settimane.</strong> Senza trascurare la decisione dell’OPEC di ridurre gradualmente i tagli alla produzione, che ha messo ulteriormente sotto pressione i prezzi. Il settore dei metalli preziosi rimane molto solido in considerazione del recente ulteriore aumento dei rendimenti reali.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>Credito: come prepararsi alla seconda metà dell&#8217;anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 10:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook secondo semestre 2023]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recessione dei mercati sviluppati, prevista per la prima parte dell'anno, sembra solo rimandata ma sarà piuttosto superficiale. Schroders</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/credito-come-prepararsi-alla-seconda-meta-dellanno/">Credito: come prepararsi alla seconda metà dell&#8217;anno</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;">A cura di <strong>Julien Houdain, Head of Global Unconstrained Fixed Income </strong>e<strong> Martin Coucke, Credit Portfolio Manager, Schroders</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>volatilità</strong> a cui abbiamo assistito all&#8217;inizio dell&#8217;anno per i mercati delle obbligazioni corporate si è un po&#8217; calmata negli ultimi mesi e sembra che le principali economie siano riuscite a evitare una profonda recessione. Tuttavia, con l&#8217;<strong>Europa</strong> che si sta ancora adattando agli ultimi aumenti dei tassi da parte della Bce, l&#8217;<strong><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">inflazione</a> elevata e la bassa crescita</strong> continuano a essere un problema sia lì sia altrove.</p>
<figure id="attachment_127735" aria-describedby="caption-attachment-127735" style="width: 214px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-127735" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/07/Houdain-Julien_Schroders-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-127735" class="wp-caption-text">Julien Houdain</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ci aspettiamo che l&#8217;economia continui a rallentare.</strong> <strong>Sembra che la recessione dei mercati sviluppati, prevista per la prima parte dell&#8217;anno, sia solo rimandata, molto probabilmente alla seconda parte dell&#8217;anno</strong>. Anche l&#8217;ottimismo sulla riapertura della Cina sta svanendo, con gli ultimi dati che mostrano una crescita più debole del previsto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tuttavia, ci aspettiamo che <strong>un&#8217;eventuale <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/recessione">recessione</a> sia piuttosto superficiale</strong>. E ci sono segnali positivi: il tasso mensile di inflazione, ad esempio, è già rallentato parecchio grazie alle misure di <em>quantitative tightening</em> adottate dalle banche centrali, ed è probabile che continui. Potrebbero esserci altri rialzi all&#8217;orizzonte, ma in generale sembra che le banche centrali stiano iniziando a rallentare, almeno per ora.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il contesto attuale è difficile da gestire, quindi un&#8217;attenta selezione dei titoli rimane fondamentale per generare rendimenti</strong>. Gli investitori nel settore del credito dovrebbero anche tenere d&#8217;occhio la quantità di rischio che stanno assumendo e la duration del loro portafoglio per tenere conto del rallentamento economico e per fornire un migliore cuscinetto contro l&#8217;attuale contesto dei tassi.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><u>Cosa aspettarsi sul fronte dell&#8217;inflazione</u></h5>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sul fronte dell&#8217;inflazione, sembra che la situazione stia cambiando</strong>. I mercati sembrano essere d&#8217;accordo, dato che attualmente prevedono <strong>un calo significativo nei prossimi 6-12 mesi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quindi i <strong>tassi terminali sono probabilmente vicini al loro picco, almeno negli Stati Uniti. In Europa potrebbe volerci un po&#8217; di più, ma anche lì dovremmo essere vicini ai tassi terminali. Il Regno Unito dovrebbe seguirla a breve distanza</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tuttavia, nonostante l&#8217;inversione di tendenza dell&#8217;inflazione, possiamo aspettarci di operare ancora a <strong>lungo in un contesto di inflazione e tassi di interesse elevati</strong>, il che manterrà alta anche la volatilità. Eventi come la crisi dei Gilt britannici e, più di recente, le turbolenze nel settore bancario statunitense, sono buoni esempi di come le cose possano cambiare molto rapidamente nell&#8217;attuale contesto.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><u>La flessibilità resta fondamentale</u></h5>
<p style="font-weight: 400;">La selezione attiva delle obbligazioni è fondamentale perché aiuta gli investitori a evitare le insidie dei mercati volatili. <strong>L&#8217;attenzione deve essere rivolta alla scelta delle aziende giuste e ad evitare le crisi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Attualmente, ci sono diversi scenari su come potrebbero evolvere le cose da qui in poi. Se l&#8217;economia ci mettesse un po&#8217; a rallentare, l&#8217;inflazione potrebbe ricominciare a salire. Il che costringerebbe le banche centrali ad alzare ulteriormente i tassi di interesse. Finora l&#8217;economia è rimasta sorprendentemente forte, se si escludono alcune crepe nel settore bancario. Per questo <strong>è importante essere flessibili e in grado di cambiare le proprie prospettive</strong> a seconda di ciò che osserviamo sul mercato e di ciò che ci dicono i dati più recenti.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><u>Settore bancario: c&#8217;è il rischio di escalation?</u></h5>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È importante fare una distinzione tra il settore statunitense e quello europeo</strong>. Le banche statunitensi operano in un mondo a sé stante e il mercato è molto frammentato. Le banche statunitensi più piccole sono inoltre molto più esposte al settore immobiliare commerciale rispetto alle loro omologhe europee. Il che significa che in Europa non stiamo assistendo alla stessa quantità di deflussi di depositi che si registrano negli Stati Uniti.</p>
<p style="font-weight: 400;">In definitiva, <strong>è stata soprattutto la mancanza di regolamentazione a portare alla crisi <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/banche">bancaria</a> statunitense.</strong> Il fallimento di Credit Suisse è stato più il risultato di anni di cattiva gestione che un problema sistemico del settore bancario europeo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le attuali turbolenze sono quindi molto più incentrate sugli Stati Uniti e noi rimaniamo cauti</strong>. Tuttavia, il settore bancario statunitense dovrebbe essere in grado di superare abbastanza bene la tempesta. Al momento ci sono molte opportunità interessanti se si sa dove guardare.</p>
<h5><u>I settori sotto la lente</u></h5>
<p style="font-weight: 400;">Dato che riteniamo che l&#8217;economia continuerà a rallentare e che probabilmente in futuro assisteremo a un maggior numero di insolvenze, <strong>sono da tenere in considerazione le società investment grade</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se si guarda ai diversi temi, <strong>le società difensive che offrono un reddito stabile nonostante la volatilità del mercato dovrebbero ottenere risultati migliori in questo contesto</strong> rispetto alle loro controparti più cicliche.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;attenzione dovrebbe essere rivolta a società con profili aziendali resilienti e sostenibili, con una buona capacità di generare flussi di cassa per far fronte a costi di finanziamento potenzialmente più elevati.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il settore immobiliare è quello che attualmente si distingue e rappresenta probabilmente la maggiore opportunità di generare alpha</strong>, dato che gli spread sono prossimi ai massimi storici. Nonostante il vento contrario derivante dall&#8217;aumento dei tassi d&#8217;interesse, non si è verificato un deterioramento significativo dei fondamentali, poiché l&#8217;indicizzazione degli affitti all&#8217;inflazione ha compensato l&#8217;impatto negativo derivante dall&#8217;aumento dei rendimenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il settore logistico europeo appare particolarmente interessante</strong>, in quanto è ancora incline a beneficiare dell&#8217;ulteriore adozione dell&#8217;e-commerce. In questo ambito, l&#8217;Europa deve ancora recuperare terreno rispetto a Paesi più avanzati come il Regno Unito o gli Stati Uniti.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Cosa aspettarsi per la seconda metà dell&#8217;anno?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 09:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook secondo semestre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Stoxx Europe 600 è salito del 10,9% da inizio anno, cosa ci si può aspettare per il secondo semestre? Jan Viebig, global Co-CIO, Oddo BHF AM</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/cosa-aspettarsi-per-la-seconda-meta-dellanno/">Cosa aspettarsi per la seconda metà dell&#8217;anno?</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Lo Stoxx Europe 600 è salito del 10,9% da inizio anno, cosa ci si può aspettare per il secondo semestre? Jan Viebig, global Co-CIO e head of multi-asset range, ODDO BHF AM</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno abbiamo assistito a una crescente divergenza tra l&#8217;ottimismo dei mercati azionari e gli avvertimenti provenienti dal <em>fixed income</em>. I mercati azionari sono in rialzo, gli utili societari sono stati molto resilienti e, allo stesso tempo, le curve dei rendimenti sono ancora invertite, il che di solito segnala una recessione. <strong>Finora, il mercato azionario sta ignorando i segnali di allarme provenienti dai mercati obbligazionari.</strong> Inoltre, se osserviamo i flussi di mercato e gli indicatori di finanza comportamentale, si notano sempre più segnali di avidità ed eccessivo ottimismo. Questo è un altro motivo di cautela.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Dopo il recente <em>rally</em> azionario, le valutazioni negli Stati Uniti e in Europa appaiono meno interessanti.</strong> Inoltre, lo slancio degli utili sta rallentando un po&#8217; per via dell&#8217;inflazione elevata e dei rischi di recessione. Benché l&#8217;inflazione globale sembri aver raggiunto il picco, l&#8217;inflazione <em>core</em> rimane ostinatamente elevata. Ciò potrebbe costringere le banche centrali a mantenere la politica monetaria restrittiva più a lungo, il che peserebbe inevitabilmente sugli utili aziendali. Sebbene le aziende abbiano dimostrato un&#8217;impressionante capacità di resistere all&#8217;attuale contesto, a un certo punto dovranno subire il difficile contesto di mercato. In conclusione, la nostra analisi suggerisce che i mercati rimangono vulnerabili, soprattutto alla luce di <em>(1)</em> incertezze macroeconomiche, <em>(2)</em> valutazioni azionarie non convenienti, <em>(3)</em> bassa volatilità del mercato e <em>(4) </em>investitori troppo fiduciosi.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo contesto, <strong>manteniamo un leggero sottopeso sulle <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=azioni" target="_blank" rel="noopener">azioni</a> per poter essere più aggressivi quando si presenteranno opportunità.</strong> Perché solo leggermente sottopesati? In primo luogo, privilegiamo i titoli orientati alla qualità, con un basso indebitamento, un&#8217;elevata remunerazione del capitale, margini stabili e utili costanti. Il rischio fondamentale di ribasso per queste società tende a essere limitato e transitorio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In secondo luogo, ci concentriamo su aree di crescita strutturale</strong> che possono registrare una crescita anche in tempi economicamente difficili. Per chi investe in questi <em>compounder</em> di alta qualità nel lungo termine, , essere sul mercato e approfittare del trend di crescita a lungo periodo è generalmente più importante che esserne fuori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Allo stesso tempo, <strong>continuiamo a trarre vantaggio dagli interessanti rendimenti offerti dal mercato obbligazionario</strong>. Privilegiamo le emissioni di società con rating <em>investment-grade</em>, con bilanci solidi e con un basso fabbisogno di rifinanziamento. Queste emissioni offrono valutazioni interessanti con un basso rischio di credito incorporato.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=diversificazione" target="_blank" rel="noopener">diversificazione</a> rimane cruciale:</strong> diversificazione settoriale con aziende industriali, tecnologiche e healthcare, diversificazione geografica puntando su area europea, statunitense e, in misura minore, asiatica, diversificazione delle asset class con una maggiore correlazione tra azioni e obbligazioni. Infine, anche la presenza dell&#8217;oro in portafoglio potrebbe essere una fonte di maggiore diversificazione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ragioni per una maggiore esposizione ad asset rischiosi</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">I motivi per aumentare l&#8217;esposizione alle azioni potrebbero essere: <em>(1)</em> un calo a sorpresa dell&#8217;inflazione <em>core</em>, <em>(2)</em> una forte correzione del mercato, <em>(3)</em> un netto deterioramento del <em>sentiment</em> del mercato e <em>(4)</em> semplicemente il trascorrere del tempo, dato che la base degli utili delle nostre società preferite tende a crescere nel tempo, rendendo questi titoli più convenienti, anche in caso di scambi laterali.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/cosa-aspettarsi-per-la-seconda-meta-dellanno/">Cosa aspettarsi per la seconda metà dell&#8217;anno?</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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		<title>Atterraggio &#8216;duro&#8217; o &#8216;tranquillo&#8217;, le due ipotesi in ballo per il secondo semestre</title>
		<link>https://fondiesicav.it/atterraggio-duro-o-tranquillo-le-due-ipotesi-in-ballo-per-il-secondo-semestre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 07:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La view di Invesco sul secondo semestre dell'anno a cura di Kristina Hooper, chief global market strategist</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/atterraggio-duro-o-tranquillo-le-due-ipotesi-in-ballo-per-il-secondo-semestre/">Atterraggio &#8216;duro&#8217; o &#8216;tranquillo&#8217;, le due ipotesi in ballo per il secondo semestre</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La view di Invesco sul secondo semestre a cura di Kristina Hooper, chief global market strategist</em></p>
<p>Nel tentativo di limitare la peggior inflazione degli ultimi decenni, le banche centrali delle economie occidentali sviluppate hanno attuato misure aggressive per procedere a una stretta della politica monetaria</p>
<p>Sebbene ciò abbia consentito di esercitare una pressione al ribasso sull’inflazione, ha anche comportato un significativo rallentamento della crescita globale e alcuni incidenti finanziari, tra cui diversi fallimenti di banche regionali negli <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Stati+Uniti" target="_blank" rel="noopener">Stati Uniti</a>. In questo quadro, numerose economie sono caratterizzate da una domanda interna resiliente, in particolare nei servizi. Il nostro scenario base prevede un rallentamento economico relativamente breve e poco profondo con l’inflazione in costante attenuazione e l’imminente conclusione della stretta della politica monetaria, seguiti da una ripresa. Lo definiamo un atterraggio turbolento data la persistenza di problemi economici in questo scenario.</p>
<p><strong>Riteniamo possibile uno scenario ribassista, un “atterraggio duro”, con forte penalizzazione della crescita globale e una recessione dapprima negli Stati Uniti</strong> con ripercussioni sulle altre economie. <strong>Crediamo anche nella possibilità di uno scenario rialzista, un “atterraggio tranquillo”, in cui la crescita risente meno del previsto della politica monetaria e l’economia globale rimane relativamente indenne</strong>. A nostro avviso, negli Stati Uniti i rialzi dei tassi sono giunti al termine e l’inflazione statunitense continuerà a scendere in maniera significativa, seppur frammentaria.</p>
<p>Sebbene la discussione di una recessione negli Stati Uniti sia ormai all’ordine del giorno, siamo convinti che il Paese potrebbe evitare una recessione sostanziale su vasta scala. A nostro avviso, la seconda metà di quest’anno sarà caratterizzata invece da una certa debolezza quando i responsabili politici si troveranno a dover affrontare un atterraggio turbolento, pur prevedendo una relativa resilienza dell&#8217;attività. Alle porte del 2024 ci aspettiamo un contesto di crescita più positivo con la ripresa dell’economia. Seppur con qualche ritardo, a nostro parere, zona euro e Regno Unito dovrebbero seguire dinamiche simili agli Stati Uniti.</p>
<p>Diverse forze hanno contribuito finora a sostenere la dinamica economica europea nel 2023, ma prevediamo che nel tempo l’inasprimento delle condizioni finanziarie peserà sulla crescita del credito contribuendo a ridurre le pressioni inflazionistiche e causando al contempo anche un rallentamento economico significativo. <strong>A differenza di molte delle principali economie dei mercati sviluppati, la Cina si colloca in una posizione decisamente diversa del ciclo.</strong> L’allentamento delle restrizioni dovute al COVID[1]19 ha sostenuto una ripresa significativa, seppur disomogenea.</p>
<p>La riapertura beneficia notevolmente della componente servizi dell’economia mentre il rallentamento della dinamica di crescita su scala globale ha determinato un calo dell’attività manifatturiera superiore al previsto. Ciononostante <strong>la <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Cina" target="_blank" rel="noopener">Cina</a> rimane un’isola felice con un’inflazione modesta e un outlook di crescita robusta. La People’s Bank of China (PBoC) manterrà, a nostro avviso, una posizione accomodante per il resto del 2023</strong>. In breve, sebbene riteniamo di essere al picco della politica, che sia in corso un calo dell’inflazione e un breve rallentamento economico globale, è probabile che i mercati superino questo episodio e inizino a scontare la ripresa economica futura</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/atterraggio-duro-o-tranquillo-le-due-ipotesi-in-ballo-per-il-secondo-semestre/">Atterraggio &#8216;duro&#8217; o &#8216;tranquillo&#8217;, le due ipotesi in ballo per il secondo semestre</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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		<title>Colpi di coda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 10:15:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook secondo semestre 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'outlook di Anima Sgr sul secondo semestre dell’anno a cura di Fabio Fois, head of investment research &#038; advisory</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;outlook di Anima Sgr sul secondo semestre dell’anno a cura di Fabio Fois, head of investment research &amp; advisory</em></p>
<p>A fine dicembre, riflettendo sui trend registrati nel 2022, avevamo sottolineato come la resilienza della crescita, la vischiosità dell’inflazione e la solitudine delle banche centrali nella battaglia per ripristinare la stabilità dei prezzi avessero avuto un ruolo cruciale nel plasmare le dinamiche di mercato. Il nostro scenario centrale prevedeva un indebolimento dell’attività economica e dell’inflazione nel 2023, ma con rischi orientati nella stessa direzione rispetto ai trimestri precedenti: che la crescita si rivelasse più solida del previsto, e le pressioni sui prezzi si allentassero più lentamente. Così è stato.</p>
<p><strong>Negli <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Stati+Uniti" target="_blank" rel="noopener">Stati Uniti</a>, l’attività economica è stata sostenuta dalla forza dei consumi</strong>, complici le dinamiche molto costruttive nel mondo del lavoro, gli ampi risparmi accumulati durante la crisi Covid e il perdurante desiderio di “rivalsa” dopo le restrizioni pandemiche; sviluppi costruttivi sono emersi anche nel settore immobiliare, e, più di recente e in via preliminare, nel comparto manifatturiero, che resta in contrazione ma potrebbe essere vicino a una stabilizzazione.</p>
<p><strong>La resilienza dovrebbe estendersi fino all’autunno, per poi lasciare spazio a una recessione, lieve e di breve durata; i rischi sono orientati al rialzo:</strong> con il meccanismo di trasmissione della politica monetaria meno potente che in passato, la contrazione potrebbe anche essere posticipata al 2024. In Area Euro, si sta assistendo a un delicato processo di bilanciamento fra forze di segno opposto: da una parte, la resilienza del settore dei servizi e la robustezza del turismo; dall’altra parte, l’indebolimento del settore manifatturiero e la stretta creditizia.</p>
<p><strong>Nel complesso, l’attività economica dovrebbe restare stagnante nei prossimi mesi, per poi sperimentare una recessione, non severa, nel quarto trimestre.</strong> In Cina, la fase di maggior slancio del processo di riapertura si è conclusa rapidamente e le prospettive per la crescita si sono deteriorate in modo sostanziale, sotto il peso di una combinazione tossica di sfide cicliche e strutturali; le autorità sono al lavoro per potenziare gli stimoli, ma il livello di scetticismo intorno a portata ed efficacia del sostegno che sarà offerto è molto alto, e ci aspettiamo che il PIL si espanda a un ritmo non superiore al potenziale nel secondo semestre.</p>
<p><strong>Le dinamiche dell’inflazione nei paesi sviluppati sono state intrinsecamente legate a quella della crescita.</strong> Gli effetti base positivi e il calo delle quotazioni delle materie prime hanno spinto gli indici headline su livelli significativamente più bassi rispetto ai picchi registrati nel 2022, ma i progressi a livello core sono rimasti scarsi e incerti. In particolare, i prezzi dei beni di base stanno scendendo, grazie alla normalizzazione delle catene produttive e a una domanda di beni da parte dei consumatori che mostra segni di rallentamento, ma le pressioni sui prezzi dei servizi si confermano più vischiose e le prospettive non sono molto incoraggianti: negli <strong>Stati Uniti</strong> non ci sono evidenze di una decelerazione sostenuta dei salari, mentre in <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Area+euro" target="_blank" rel="noopener"><strong>Area Euro</strong></a> la domanda stagionale di viaggi e attività ricreative potrebbe generare tensioni per tutto il terzo trimestre. In Cina, l’inflazione si è rivelata più debole del previsto e le pressioni dovrebbero intensificarsi solo gradualmente nei prossimi mesi.</p>
<p>Gli sviluppi macro registrati hanno costretto le autorità monetarie a mantenere alta la guardia nella lotta contro l’inflazione, complici le evidenze di un impatto limitato delle turbolenze scoppiate a marzo sulle politiche creditizie delle banche, in particolare negli Stati Uniti. Ci aspettiamo che<strong> Fed</strong> e <strong>BCE</strong> prolunghino la stretta durante l’estate alzando i tassi di 25bp a luglio e settembre, e conservino un approccio restrittivo anche in seguito se i dati lo giustificheranno.</p>
<p><strong>Come a dicembre, a livello macro i rischi rimangono gli stessi, nei protagonisti e nelle dinamiche: che l’inflazione scenda meno del previsto, e la crescita si riveli più solida delle attese.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Long View: chi ha ragione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 07:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook secondo semestre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo semestre tra aspettative ancora ottimistiche del mercato per un atterraggio morbido e previsioni economiche più prudenti. ClearBridge Investments</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Secondo semestre tra aspettative ancora ottimistiche del mercato per un atterraggio morbido e previsioni economiche più prudenti. Jeffrey Schulze, Investment Strategist di ClearBridge Investments, parte di Franklin Templeton</em></h5>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<h4 style="font-weight: 400;"><strong>È un rally del mercato ribassista, o sta emergendo un nuovo mercato rialzista?</strong></h4>
<p style="font-weight: 400;">La metà dell&#8217;anno è un momento naturale per riflettere su quale sia stato l&#8217;andamento degli eventi rispetto alle attese. Per molti investitori è un elemento chiave del successo, ed è un compito che svolgiamo periodicamente. Sei mesi fa, si prevedeva che nel 2023 si sarebbe assistito alla recessione più anticipata di tutti i tempi, una view alla quale tre mesi fa hanno contribuito ulteriormente i quattro fallimenti bancari più gravi della storia.</p>
<p style="font-weight: 400;">I <strong>mercati azionari non si sono lasciati sconvolgere dalla crisi delle banche regionali</strong>, e dopo il collasso e il passaggio di proprietà della Silicon Valley Bank a metà marzo sono rapidamente <strong>saliti del 15%</strong>. In effetti, l&#8217;indice S&amp;P 500 è del 9% al di sopra delle previsioni medie degli strateghi per l&#8217;inizio dell&#8217;anno ed è a un passo dal recuperare i massimi storici.</p>
<h5 style="font-weight: 400;">La domanda chiave per il secondo semestre dell&#8217;anno è: <strong>siamo nel pieno di un rally storicamente ampio e prolungato tipico di un mercato ribassista, o in realtà stiamo assistendo ai primi momenti di un nuovo mercato rialzista sostenibile</strong>?</h5>
<p style="font-weight: 400;">Non è possibile dare una risposta chiara, considerando la forte divergenza tra gli esiti impliciti nelle stime del consensus per il mercato e per l&#8217;economia. Stando al consensus bottom-up, <strong>i prezzi delle azioni statunitensi tengono conto di un ritorno a una crescita positiva dell&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/eps">EPS</a> nel secondo trimestre</strong> e una drastica accelerazione nel secondo semestre.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le previsioni degli economisti suggeriscono, invece, un <strong>rallentamento persistente della crescita del PIL nei prossimi trimestri</strong>. Anche se la crescita del PIL nominale dovrebbe rimanere positiva, ciò è in gran parte funzione dell&#8217;inflazione, che dovrebbe raffreddarsi ulteriormente ma rimanere ben al di sopra dell&#8217;obiettivo del 2% fissato dalla Fed fino al 2024. Questa visione contrastante pone agli investitori un dilemma su quale sia la lettura più accurata dell&#8217;andamento dei prossimi sei mesi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da parte nostra, <strong>siamo ancora convinti che l&#8217;economia sia avviata verso una recessione entro la fine di quest&#8217;anno.</strong> Il faro che guida questa view continua ad essere il nostro ClearBridge Recession Risk Dashboard, nel quale questo mese non vi è stata alcuna variazione dei segnali e che continua a inviare un segnale generale in profondo rosso, o di recessione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La tesi favorevole a un atterraggio morbido è stata sostenuta dalla forza recente nel settore residenziale,</strong> una delle aree dell&#8217;economia più sensibili ai tassi di interesse. Maggio è stato il mese più vivace degli ultimi tre decenni per l&#8217;avvio di nuove costruzioni, mentre l&#8217;indice S&amp;P/Case-Shiller U.S. National Home Price ha evidenziato un rimbalzo nelle ultime due cifre più recenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa forza ha incoraggiato l&#8217;idea che nell&#8217;economia statunitense potrebbe susseguirsi una serie di recessioni consecutive in settori specifici, risultante in parte dalla normalizzazione post-pandemia (il cui impatto è stato risentito in momenti diversi da aree diverse dell&#8217;economia). In questo scenario, <strong>l&#8217;economia generale potrebbe non entrare mai in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/recessione">recessione,</a> considerando che nicchie di forza in un settore compensano la debolezza in un altro.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Storicamente, molte flessioni del passato all&#8217;inizio sono state simili a recessioni consecutive del settore, con una flessione più sincronizzata come quella del 2020 che costituisce più l&#8217;eccezione che non la regola.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I settori economici come l&#8217;edilizia abitativa e i beni durevoli abitualmente subiscono una contrazione prima che l&#8217;economia entri in recessione</strong>, con una contrazione in aree meno cicliche quali i beni non durevoli e i servizi che avviene solo dopo che la recessione è iniziata.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un elemento importante è che non sarebbe una novità per i settori mettere a segno un rimbalzo durante la flessione più seria sia in vista di una recessione che durante quelle passate. Inoltre l&#8217;economia può entrare in recessione mentre il mercato residenziale continua ad essere sano, come è avvenuto nel 2001.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine, molte recessioni del passato sono state precedute da recessioni settoriali consecutive; una di queste potrebbe risultare in un atterraggio morbido nei prossimi trimestri.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un altro <strong>argomento a favore di una prosecuzione di questa espansione è che l&#8217;economia sta resistendo meglio e pertanto il momentum economico dovrebbe aiutare gli Stati Uniti a evitare una recessione</strong>. Ciò è visibile negli indici Economic Surprise, che misurano la frequenza con cui i dati comunicati stanno superando (positivamente) o deludendo (negativamente) le attese.</p>
<p style="font-weight: 400;">Queste serie sono tendenzialmente <em>mean-reverting</em> e attualmente si trovano nel decile più alto, un livello a partire dal quale abitualmente inizia un&#8217;inversione. Una serie di dati deludenti nella seconda parte di quest&#8217;anno potrebbe cancellare un importante elemento a favore delle prospettive e della crescita degli utili.</p>
<p style="font-weight: 400;">Storicamente si è visto che spesso l&#8217;economia subisce un drastico deterioramento del momentum quando si amplificano le forze recessionistiche. <strong>Oggi l&#8217;economia sembra godere di basi solide, ma la situazione può cambiare spettacolarmente nel giro di pochi trimestri</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Un altro pilastro della tesi di un atterraggio morbido è stato il forte movimento dei mercati azionari dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno.</strong> I mercati guardano al futuro, ma non sempre hanno ragione. Nella storia moderna (dalla Seconda Guerra Mondiale in poi), il rendimento del mercato è stato positivo per il 42% del tempo nei sei mesi precedenti all&#8217;inizio di una recessione, e il 25% del tempo nei tre mesi precedenti. In entrambi i periodi, i rendimenti sono stati abitualmente contenuti, con gli investitori ostinatamente aggrappati alla tesi rialzista fino alla fine. In altre parole, <strong>un&#8217;azione positiva del prezzo (e l&#8217;assenza di un&#8217;ampia flessione nei mercati azionari) non impedisce all&#8217;economia di scivolare in recessione.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Figura 5: I mercati non hanno sempre un ruolo guida</em></p>
<table style="font-weight: 400;" width="396">
<tbody>
<tr>
<td width="129"></td>
<td width="162"><strong>Performance S&amp;P 500</strong></td>
<td width="105"></td>
</tr>
<tr>
<td width="129"><strong>Inizio della recessione</strong></td>
<td width="162"><strong>Sei mesi prima</strong></td>
<td width="105"><strong>Tre mesi prima</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Nov 1948</td>
<td width="162">-11,6%</td>
<td width="105">-7,7%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Lug 1953</td>
<td width="162">-6,2%</td>
<td width="105">0,5%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Ago 1957</td>
<td width="162">4,5%</td>
<td width="105">-4,7%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Apr 1960</td>
<td width="162">-5,5%</td>
<td width="105">-2,2%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Dic 1969</td>
<td width="162">-5,8%</td>
<td width="105">-1,1%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Nov 1973</td>
<td width="162">-9,4%</td>
<td width="105">-7,6%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Gen 1980</td>
<td width="162">10,9%</td>
<td width="105">13,1%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Lug 1981</td>
<td width="162">1,1%</td>
<td width="105">-1,5%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Lug 1990</td>
<td width="162">8,2%</td>
<td width="105">7,7%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Mar 2001</td>
<td width="162">-19,2%</td>
<td width="105">-12,1%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Dic 2007</td>
<td width="162">-2,3%</td>
<td width="105">-3,8%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Feb 2020</td>
<td width="162">1,0%</td>
<td width="105">-5,9%</td>
</tr>
<tr>
<td width="129"><strong>% Positivo</strong></td>
<td width="162"><strong>41,7%</strong></td>
<td width="105"><strong>25,0%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="129"><strong>Media</strong></td>
<td width="162"><strong>-2,9%</strong></td>
<td width="105"><strong>-2,1%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="font-weight: 400;"><em>Fonte: FactSet, S&amp;P. <strong>I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;">Persistono i <strong>punti interrogativi sulla sostenibilità del rally in atto</strong>. Il posizionamento è diventato meno favorevole, tenendo conto dell&#8217;aumento dall&#8217;inizio dell&#8217;anno degli investimenti sia retail che istituzionali. Il sentiment si è invertito passando da estremamente negativo a rialzista.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le valutazioni sono elevate</strong>, avendo appena superato di 19x gli utili forward, che come già ricordato implicano ottimismo per la prossima crescita andando avanti. Inoltre, altri mercati finanziari stanno inviando un segnale diverso. Il rimbalzo di certi asset più sensibili all&#8217;economia (spesso utilizzati per individuare le prospettive di crescita ai prezzi di mercato) tra i quali petrolio, rame, titoli di small cap, titoli finanziari e obbligazioni ad alto rendimento non è stato pari a quello verificatosi dopo minimi del mercato importanti. Questa divergenza suggerisce che <strong>l&#8217;S&amp;P 500 potrebbe in realtà essere l&#8217;anomalia</strong>, in quanto i prezzi di altre asset class implicano una maggiore cautela.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Figura 6: Il mercato azionario vola da solo</em></p>
<table style="font-weight: 400;" width="396">
<tbody>
<tr>
<td colspan="8" width="396"><strong>Rendimenti dell&#8217;indicatore di rischio macro +8 mesi dai minimi più importanti dell&#8217;S&amp;P 500</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="74"><strong>S&amp;P 500</strong></p>
<p><strong>Data del minimo</strong></td>
<td width="54"><strong>S&amp;P 500</strong></td>
<td width="54"><strong>Petrolio</strong></td>
<td width="54"><strong>Rame</strong></td>
<td width="54"><strong>Small cap</strong></td>
<td width="56"><strong>Finanza</strong></td>
<td width="51"><strong>High yield</strong></td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Ott. 1974</td>
<td width="54">49,1%</td>
<td width="54">10,4%</td>
<td width="54">-12,8%</td>
<td width="54">&#8212;</td>
<td width="56">&#8212;</td>
<td width="51">&#8212;</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Ago. 1982</td>
<td width="54">52,1%</td>
<td width="54">-4,1%</td>
<td width="54">23,7%</td>
<td width="54">72,9%</td>
<td width="56">&#8212;</td>
<td width="51">&#8212;</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Dic. 1987</td>
<td width="54">21,4%</td>
<td width="54">-19,1%</td>
<td width="54">-2,9%</td>
<td width="54">41,1%</td>
<td width="56">&#8212;</td>
<td width="51">&#8212;</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Ott 1990</td>
<td width="54">29,0%</td>
<td width="54">-51,7%</td>
<td width="54">-13,0%</td>
<td width="54">46,8%</td>
<td width="56">58,2%</td>
<td width="51">18,1%</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Ott. 2002</td>
<td width="54">25,6%</td>
<td width="54">7,0%</td>
<td width="54">16,0%</td>
<td width="54">36,0%</td>
<td width="56">33,2%</td>
<td width="51">27,8%</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Mar 2009</td>
<td width="54">61,6%</td>
<td width="54">69,0%</td>
<td width="54">81,0%</td>
<td width="54">72,6%</td>
<td width="56">138,1%</td>
<td width="51">56,7%</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Dic 2018</td>
<td width="54">21,1%</td>
<td width="54">19,2%</td>
<td width="54">-4,9%</td>
<td width="54">15,2%</td>
<td width="56">16,6</td>
<td width="51">7,3%</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Mar 2020</td>
<td width="54">59,9%</td>
<td width="54">83,9%</td>
<td width="54">55,1%</td>
<td width="54">81,4%</td>
<td width="56">56,4%</td>
<td width="51">30,3%</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Media</td>
<td width="54">40,0%</td>
<td width="54">14,3%</td>
<td width="54">17,8%</td>
<td width="54">52,3%</td>
<td width="56">60,5%</td>
<td width="51">28,0%</td>
<td width="1"></td>
</tr>
<tr>
<td width="74">Ott 2022</td>
<td width="54">21,3%</td>
<td width="54">-23,6%</td>
<td width="54">9,5%</td>
<td width="54">11,0%</td>
<td width="56">9,2%</td>
<td width="51">5,5%</td>
<td width="1"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="font-weight: 400;"><em>Dati al 30 giugno 2023. Fonte: FactSet, S&amp;P. <strong>I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;">In queste ultime settimane è stato consumato molto inchiostro per commentare la <strong>ristrettezza del rally azionari,</strong> con rendimenti dominati da un piccolo gruppo dei nomi principali nell&#8217;indice. Come risultato, l&#8217;S&amp;P 500 ponderato per la capitalizzazione di mercato, ha battuto la sua versione equiponderata del 10%.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se questo divario dovesse persistere fino alla fine dell&#8217;anno, sarebbe il maggiore dal 1998. Merita ricordare che dopo vari anni di stretta leadership del mercato e marcata sovraperformance delle mega cap, <strong>nei primi anni Duemila vi sono stati un ampio crollo delle valutazioni di tali titoli e uno spostamento generale nella leadership del mercato.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Questi periodi passati di ritorno alla media si sono dimostrati proficui per gestori attivi,</strong> che possono evitare flessibilmente nicchie di valutazione o aspettative integrate eccessive, concentrandosi invece su aree che sono state trascurate. La partecipazione al mercato si è ampliata nelle ultime settimane, tuttavia se nel secondo semestre dovesse iniziare una flessione delle sorprese economiche, l&#8217;ampliamento recente in aree più cicliche del mercato potrebbe andare in stallo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se i mercati dovessero effettivamente cominciare a scendere, l&#8217;intelligenza artificiale (IA) sarebbe un jolly</strong>. La narrativa dell&#8217;IA è decisamente interessante: l&#8217;emergere di un&#8217;innovazione tecnologica che può trasformare le attività dando slancio alla produttività e consentendo nel corso del processo di ottenere margini più ampi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Leader tecnologici ampi e con abbondante liquidità appaiono in buona posizione per beneficiare dell&#8217;utilizzo di questi nuovi strumenti, le cui opportunità teoriche accessibili nel mercato sono gigantesche. Mentre qualcuno potrebbe sostenere che si tratta di una flessione della bolla delle dot-com, le valutazioni in effetti restano molto inferiori allo slancio di quell&#8217;epoca. È importante che <strong>oggi sono molto più redditizie le società con<em> return on equity</em> più elevati</strong>, che dovrebbero offrire un cuscinetto ammortizzante parziale per i prezzi delle azioni qualora nei prossimi anni i risultati dell&#8217;IA dovessero dimostrarsi meno incoraggianti di quanto non sia scontato attualmente nei prezzi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se riflettiamo su questi ultimi sei mesi, non vediamo grandi cambiamenti delle nostre opinioni generali, malgrado tutto ciò che è avvenuto. Sicuramente non ci attendevamo questa forza delle azioni statunitensi, e ritenevamo che gli utili previsti attualmente sarebbero diminuiti di più, come è avvenuto con le previsioni economiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il rovescio della medaglia è che<strong> molte delle nostre view si sono dimostrate corrette, tra l&#8217;altro che i tagli dei tassi previsti erano molto improbabili,</strong> dal momento che i mercati non stavano apprezzando adeguatamente il cambiamento della funzione di reazione della Fed e l&#8217;impegno a una politica monetaria più alto più a lungo a fronte di un&#8217;inflazione persistentemente elevata (riguardo alla quale avevamo pensato che il mercato fosse troppo ottimista, soprattutto nella prima parte dell&#8217;anno).</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci vorrà ancora qualche tempo prima di sapere se emergerà un atterraggio morbido o una recessione, per stabilire chi abbia ragione: <strong>se gli investitori ottimisti nel mercato azionario o gli economisti più prudenti.</strong> Al momento attuale, <strong>continuiamo a ritenere che una recessione sia la strada più probabile per il futuro dell&#8217;economia statunitense</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Asset allocation guidata dalla ricerca della qualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 09:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Il 2023 è stato positivo per i mercati e per l’economia, ma sembra troppo bello per continuare”. L'outlook di JP Morgan Am a cura di Maria Paola Toschi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Il 2023 è stato positivo per i mercati e per l’economia, ma sembra troppo bello per continuare”. L&#8217;outlook di JP Morgan Am a cura di Maria Paola Toschi</em></p>
<p>È questa la frase che potrebbe riassumere l’outlook per la seconda metà del 2023, presentato da <strong>Maria Paola Toschi</strong>, global market strategist di <strong>J.P. Morgan Asset Management.</strong></p>
<p>Secondo l’asset manager, i primi sei mesi dell’anno hanno mostrato un contesto economico favorevole: la crisi energetica in Europa è stata sventata e ciò ha permesso la ripartenza dei consumi, che sono stati forti anche negli Usa grazie alle robuste condizioni del mercato del lavoro, ai sussidi e ai risparmi accumulati. A tutto ciò si è aggiunta la ripartenza della Cina, che ha alimentato la crescita globale.</p>
<p>Ora, però, <strong>si è entrati in una fase di graduale rallentamento economico, come mostrano gli indicatori di momentum, a causa dell’inasprimento delle condizioni finanziarie che hanno colpito il mercato del credito e i settori più sensibili ai tassi d’interesse</strong>. Detto ciò, J.P. Morgan Am non prevede che entro la fine dell’anno si possa assistere a un taglio di questi ultimi, a meno che non si assista a un peggioramento dei livelli occupazionali, cosa che non sembrerebbe al momento emergere visto le condizioni del mercato.</p>
<p><strong>In questo contesto di graduale normalizzazione, per quanto riguarda le politiche d’investimento, l’asset manager conferma cruciali nell’asset allocation le <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=obbligazioni" target="_blank" rel="noopener">obbligazioni</a>, sia nella componente breve, sia in quella lunga</strong>, poiché è previsto che l’inflazione rientri. Rimane fondamentale la qualità dell’emittente e per tale ragione vengono preferiti i titoli governativi e quelli Ig, mentre per il credito Hy è richiesta maggior cautela, vista la buona performance della prima parte dell’anno.</p>
<p><strong>Anche per quanto riguarda la componente azionaria, dove si pensa che la volatilità potrebbe aumentare a causa dell’incertezza che aleggia sui mercati, il focus è sulla qualità delle aziende</strong> in cui si decide di investire. Le previsioni di crescita degli utili sono contrastate nel 2023, ma molto incoraggianti nel 2024; le valutazioni sono salite, ma non ai livelli estremi del 2022, soprattutto se si dovessero escludere i primi 10 titoli dell’S&amp;P che hanno trainato l’indice da inizio anno.</p>
<p>Per quanto riguarda lo stile d’investimento (value vs growth) e le scelte geografiche, J.P. Morgan Am ritiene che sia tempo per rimanere neutrali, nonostante si riscontri del valore nel mercato europeo, sia perché tratta a sconto rispetto alla media storica, sia in termini di rendimento dei dividendi. <strong>Le basse valutazioni, un <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=dollaro" target="_blank" rel="noopener">dollaro</a> più debole, le politiche monetarie più vicine a un’inversione di tendenza e il contributo della crescita cinese possono favorire i mercati emergenti.</strong> L’investimento in Cina continua a rimanere centrale all’interno dell’universo degli emerging market: il modello di sviluppo del paese sta cambiando, è sempre più concentrato sui consumi e si sta assistendo a un’accelerazione in tanti settori che sono più direttamente legati alla tecnologia, alla sostenibilità, alla transizione energetica, alla mobilità elettrica. Inoltre, aspetto da non trascurare, c’è spazio per allentare ulteriormente la politica monetaria e per stimoli fiscali.</p>
<p>Il futuro caratterizzato da scarsità sarà un tema cruciale sull’evoluzione della sostenibilità, che, insieme alla transizione energetica, rimane una tematica di lungo termine.</p>
<p><strong>La diversificazione è sempre più cruciale e possibilmente da ampliare agli asset alternativi, all’interno dei quali l’asset manager considera interessanti le infrastrutture.</strong></p>
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		<title>In una fase di correzione è da privilegiare un’allocazione difensiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 11:15:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Outlook secondo semestre 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una traiettoria di crescita incerta richiede ancora un’allocazione prudente. L’outlook di Amundi per il secondo semestre del 2023</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una traiettoria di crescita incerta richiede ancora un’allocazione prudente. L’outlook di Amundi per il secondo semestre del 2023</em></p>
<p><em><strong>L’analisi di Monica Defend, head of Amundi Institute</strong></em></p>
<p>La resilienza economica e l’adeguamento meno problematico delle catene di fornitura e delle fonti (globalizzazione trasformativa) sia nei Paesi sviluppati, sia nei Paesi emergenti, ci hanno indotto a rivedere al rialzo le nostre previsioni sulla crescita a breve termine nonostante il fragile contesto mondiale. Stimiamo per il 2023 una crescita del PIL mondiale del 2,9%. <strong>La crescita nei Paesi sviluppati dovrebbe scendere dal 2,7% del 2022 allo 0,9%, rallentando meno del previsto, mentre la crescita nei Paesi emergenti dovrebbe salire al 4,2%, aumentando il divario tra i due gruppi di Paesi</strong>. Nonostante ciò, l’inflazione elevata, all’interno di un contesto macro-politico restrittivo e di un peggioramento del contesto geopolitico, ci inducono ad aspettarci una crescita mondiale complessivamente bassa per il 2023.</p>
<p>L’outlook sulla crescita è ancora più variegato all’interno delle singole regioni e dei singoli Paesi, soprattutto dove i miglioramenti riflettono più una dinamica a breve termine che non futuri, inattesi venti favorevoli. <strong>La stretta monetaria si sta avviando verso la conclusione anche se i suoi effetti ritardati si stanno facendo ancora sentire</strong>; prevediamo tuttavia che le Banche Centrali manterranno ancora per un po’ un orientamento monetario restrittivo, motivo per cui è meglio tenere d’occhio la liquidità. Le Banche centrali sono impegnate su due fronti: innalzamento dei tassi di interesse per combattere l’inflazione e ampi bilanci per preservare il ciclo economico e la stabilità finanziaria.</p>
<p>Prevediamo una crescita anemica in Europa, con il Regno Unito che dovrebbe riuscire a evitare la recessione grazie all’ottimo andamento del mercato del lavoro e ai maggiori introiti fiscali. <strong>L’inflazione elevata e le condizioni più difficili di accesso al credito dovrebbero spingere le famiglie e le imprese a ridurre le spese.</strong> Nonostante una crescita inferiore al potenziale, l’inflazione dovrebbe rimanere superiore al target fino a metà 2024.</p>
<p>Malgrado la discreta tenuta dell&#8217;economia, prevediamo una lieve recessione negli Stati Uniti a partire dal quarto trimestre del 2023 a causa dell’inasprimento delle condizioni di accesso al credito derivanti dalle costanti turbolenze che agitano il settore delle banche regionali e la progressiva trasmissione degli effetti della stretta monetaria all&#8217;economia reale. L’inflazione statunitense dovrebbe rimanere al di sopra del target per tutto il 2023.</p>
<p><strong>Nei Paesi <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=emergenti" target="_blank" rel="noopener">emergenti</a>, la dinamica macroeconomica complessiva è fragile ma resiliente</strong>, soprattutto dove le misure di sostegno da parte dello Stato sono più consistenti. Il supporto fiscale sta mettendo in ombra il supporto alla politica monetaria perché la maggior parte delle misure varate per tutelare i consumatori dal carovita non sono ancora state eliminate del tutto.</p>
<p><strong>Nel secondo semestre del 2023 la politica monetaria nei Paesi emergenti dovrebbe essere stabile o più accomodante.</strong> In Cina, prevediamo che la crescita del PIL reale nel 2023 si attesterà al 5,7%; a maggio sono emersi alcuni segnali di debolezza del settore immobiliare. Nel complesso, le condizioni economiche dei Paesi emergenti rimangono fragili, con la maggior parte della crescita economica concentrata nel primo trimestre del 2023.</p>
<p><em><strong>Asset allocation a cura di Francesco Sandrini, head of multi asset strategies, e John 0Toole, head of multi asset investment solutions</strong></em></p>
<p>In una fase di correzione è da privilegiare un’allocazione difensiva <strong>stando all’Advanced Investment Phazer di Amundi Institute il contesto economico atteso dovrebbe favorire il proseguimento dell’attuale fase di correzione sui mercati finanziari fino alla fine dell’anno</strong>, con una convinzione ancora più forte visto il peggioramento delle condizioni dell’economia negli Stati Uniti e vista una recessione degli utili che non ha ancora toccato il fondo. I mercati sono rimasti ottimisti sulla scia degli utili nel primo trimestre. Grazie alla domanda robusta, le aziende sono riuscite a trasferire i costi più elevati ai consumatori, ma gli utili del secondo/terzo trimestre non dovrebbero più beneficiare di queste condizioni favorevoli, rispecchiando il peggioramento dell’outlook per i consumatori. Prevediamo un deterioramento dei fatturati USA e degli utili per azione perché siamo convinti che ci sarà una lieve recessione. <strong>Nei due prossimi trimestri, i risultati sugli <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=utili" target="_blank" rel="noopener">utili</a> potrebbero innescare una correzione di mercato rispetto ai livelli attuali che, a sua volta, potrebbe creare punti di ingresso sui mercati azionari.</strong> Stando all’Inflation Phazer di Amundi Institute, nel primo semestre del 2023 si è passati da un regime di iperinflazione (con un aumento dei prezzi anno su anno negli Stati Uniti &gt;10%) &#8211; che era stato dominante nel 2022 &#8211; a un regime inflazionistico più benigno (con un aumento dei prezzi anno su anno nell’ordine del 3%-6%).</p>
<p>Per il secondo semestre del 2023, un mix di fattori tra cui la stretta monetaria, il prezzo più basso delle materie prime e l’indebolimento della domanda dovrebbero contribuire a un ulteriore calo dei prezzi, soprattutto per quanto riguarda l’inflazione complessiva. Tuttavia, <strong>non vi sono certezze riguardo al ritorno a un regime inflazionistico normale – con un aumento dei prezzi anno su anno nell’ordine del 2%-3% – perché l’inflazione di fondo rimane persistente</strong> e si prevede che rimarrà al di sopra degli obiettivi fissati dalle Banche centrali. In termini di asset allocation è da preferire un approccio difensivo, con l’oro e la duration tra le asset class preferite, mentre manteniamo un atteggiamento prudente sugli attivi rischiosi. Per quanto riguarda il 2024, è più probabile una ripresa graduale nel primo semestre.</p>
<p>Tuttavia, <strong>è troppo presto per ipotizzare un atteggiamento generalizzato di propensione al rischio vista la visibilità limitata sull’impatto cumulativo della stretta monetaria generata tramite l’innalzamento dei tassi di interesse da parte della Fed.</strong> Uno scenario caratterizzato da pressioni inflazionistiche più moderate dovrebbe rendere le valutazioni attuali più sostenibili. I rischi rialzisti potrebbero giungere da uno scenario macroeconomico meno doloroso del previsto, con un impatto positivo sui ricavi societari, che rappresentano il principale motore di qualsiasi recessione da utili. I margini dovrebbero beneficiare di una normalizzazione dei prezzi alla produzione e del costo del lavoro, nonché dell’indebolimento del dollaro. <strong>I rischi di downside sono legati a un evento del credito e alle sue ripercussioni sulle obbligazioni societarie e sull’intera economia.</strong></p>
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		<title>Il perdurare dell&#8217;inflazione è una sfida a livello mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 08:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[Outlook secondo semestre 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ultima fase di riduzione dell'inflazione verso i livelli di riferimento potrebbe essere quella più impegnativa. L'outlook di Vanguard</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/il-perdurare-dellinflazione-e-una-sfida-a-livello-mondiale/">Il perdurare dell&#8217;inflazione è una sfida a livello mondiale</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>L&#8217;ultima fase di riduzione dell&#8217;inflazione verso i livelli di riferimento potrebbe essere quella più impegnativa. </em><em>Andrew Patterson, senior international economist di Vanguard</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Le tematiche che avevamo evidenziato nelle <strong><em>Previsioni economiche e di mercato di Vanguard per il 2023: contrasto all&#8217;inflazione</em></strong>, vale a dire il perdurare dell&#8217;inflazione, l&#8217;eccesso di offerta nel mercato del lavoro e l&#8217;aumento dei tassi di riferimento, sono ancora di attualità. Le economie dei mercati sviluppati si sono dimostrate resilienti. I mercati del lavoro sono rimasti solidi, il che ha portato a un calo dell&#8217;inflazione inferiore rispetto al previsto. Le pressioni sui salari si sono attenuate ma non sono venute meno, soprattutto nel settore dei servizi. Di conseguenza, le banche centrali hanno dovuto aumentare i tassi di riferimento più del previsto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci aspettiamo ulteriori progressi nella lotta all&#8217;inflazione, con le banche centrali che dovranno mantenere i tassi d&#8217;interesse in territorio restrittivo più a lungo. Di conseguenza, prevediamo un certo livello di debolezza dell&#8217;economia nei prossimi mesi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>L'&#8221;ultimo chilometro&#8221; del contrasto all&#8217;inflazione potrebbe richiedere parecchio tempo.</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Si sono registrati dei progressi nella lotta all&#8217;inflazione, ma è ancora troppo presto per cantare vittoria. Vanguard prevede che l&#8217;inflazione core nei mercati sviluppati (che non tiene conto dei prezzi di alimentari e energia) continuerà a scendere fino alla fine del 2023 rispetto ai recenti massimi generazionali. In ogni caso prevediamo che sarà solo verso la fine del 2024 &#8211; o addirittura nel 2025 &#8211; che l&#8217;inflazione tornerà ai livelli obiettivo delle banche centrali, che si attestano in genere attorno al 2%.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Crediamo che le banche centrali abbiano ancora molto lavoro da fare.</strong> Abbiamo sempre creduto che l&#8217;inflazione non sarebbe scesa così per miracolo, nemmeno una volta risolti i problemi della catena di fornitura finita la pandemia. La pandemia ha impresso un&#8217;accelerazione ai cambiamenti demografici nei mercati del lavoro. La forte domanda di lavoratori in grado di pretendere retribuzioni più elevate rispetto agli standard storici presuppone una politica monetaria chiaramente restrittiva. <strong>A nostro avviso l&#8217;ultima fase di riduzione dell&#8217;inflazione ai livelli di riferimento delle banche centrali potrebbe essere quella più impegnativa.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Questa fase sarà probabilmente diversa da una regione all&#8217;altra. Mentre i catalizzatori iniziali della crescita dell&#8217;inflazione erano di natura globale, il ritmo con cui l&#8217;inflazione percorrerà 2l&#8217;ultimo chilometro&#8221; per raggiungere i livelli di riferimento dipenderà in misura maggiore dai fattori locali e, in particolare, da quanto saranno restrittive le politiche di contenimento nei singoli Paesi e nelle diverse regioni, da quale sarà la domanda locale e da quali saranno le dinamiche dei mercati del lavoro e quelle abitative.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Inflazione e politiche monetarie fanno aumentare il rischio di recessione</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Negli Stati Uniti  si è avuta una pausa in quello che è stato un ciclo ininterrotto di rialzi dei tassi, ma la US Federal Reserve (Fed) ha fatto capire che i rialzi non sono ancora finiti.</p>
<p style="font-weight: 400;">La ripresa dalla recessione più breve in oltre 150 anni &#8211; una flessione di due mesi all&#8217;inizio del 2020 &#8211; ha conosciuto uno dei cicli di rialzo dei tassi d&#8217;interesse più aggressivi nella storia della Fed. La crescita recente è stata stabile, pari a circa il 2% su base annua. Riteniamo che vi sia ancora un&#8217;elevata probabilità di recessione, anche se è molto più probabile che si verifichi nel 2024 anziché nel 2023. L&#8217;inflazione del mercato degli alloggi dovrebbe rallentare nella seconda metà del 2023 e tornare ai livelli pre-pandemia entro il 2024. Nel corso dell&#8217;anno il rallentamento dell&#8217;accelerazione del mercato del lavoro dovrebbe ridurre l&#8217;inflazione dei servizi escluso il settore abitativo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nelle nostre previsioni iniziali per il 2023 avevamo indicato un indebolimento del mercato del lavoro (di pari passo col rallentamento della crescita) come condizione necessaria per il calo del livello di inflazione. Il mercato del lavoro ha fatto storia a sé, rimanendo resiliente nonostante il proseguire del calo dell&#8217;inflazione. Il tasso di disoccupazione rimane al di sotto del 4%, livello in cui si trovava quando la Fed ha dato inizio all&#8217;attuale ciclo di rialzo dei tassi. Continuiamo a prevedere un qualche ammorbidimento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dati i lunghi e variabili ritardi che intercorrono tra i cambiamenti di politica monetaria e le ripercussioni sull&#8217;attività economica, i responsabili delle politiche della Fed potrebbero decidere che i 500 punti base (5 punti percentuali) di rialzo dei tassi d&#8217;interesse decisi a partire da marzo del 2022 sono sufficienti a far calare l&#8217;inflazione fino al valore di riferimento del 2%.  Tuttavia, riteniamo probabile almeno un altro aumento dei tassi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Area euro e Regno Unito</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Nell&#8217;area euro  ci aspettiamo che la leggera contrazione dell&#8217;economia del quarto trimestre del 2022 e del primo trimestre del 2023, da ricondurre probabilmente alla crisi energetica, lasci il posto a una nuova ma effimera espansione. È probabile che un&#8217;ulteriore flessione si verifichi questo o il prossimo anno, quando si materializzeranno gli effetti ritardati dell&#8217;inasprimento della politica monetaria.</p>
<p style="font-weight: 400;">Comunque la si consideri, l&#8217;inflazione nell&#8217;area euro è diminuita in modo significativo. Il calo dei prezzi dell&#8217;energia dovrebbe contribuire a far diminuire ulteriormente la percentuale dell&#8217;inflazione globale nei prossimi mesi. L&#8217;inflazione dei prezzi dei servizi, legata alla crescita dei salari, è più sensibile ed è alla base della nostra previsione che l&#8217;inflazione core finirà il 2023 al 3,3%, ancora ben al di sopra del valore di riferimento del 2% della Banca Centrale Europea (BCE).</p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>BCE</strong> ha aumentato i tassi d&#8217;interesse di 400 punti base (4 punti percentuali) in 12 mesi e ci aspettiamo ancora uno o due aumenti nel 2023. Un tasso sui depositi del 3,75-4%, rispetto all&#8217;attuale 3,5%, rappresenterebbe una politica restrittiva (il tasso sui depositi è il tasso d&#8217;interesse annualizzato pagato dalla BCE sui depositi overnight delle banche). Si tratta di un valore superiore rispetto alla nostra previsione d&#8217;inflazione e sarebbe più del doppio della nostra stima dell&#8217;1,5-2% del tasso d&#8217;interesse neutrale della regione, un tasso teorico che non stimola né impedisce la crescita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo aver raggiunto un picco dell&#8217;8,6% nel 2020 a causa della pandemia di Covid-19, ad aprile del 2023 il tasso di disoccupazione è sceso al 6,5%. Prevediamo un parziale ritracciamento al 7-7,5% entro fine anno, quando le politiche di lotta all&#8217;inflazione della BCE supereranno il traguardo di un anno.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Come per altri mercati, ha destato sorpresa la resilienza dell&#8217;economia del Regno Unito.</strong> La nostra previsione iniziale di una contrazione della produzione di beni e servizi nel 2023 ha lasciato il posto a una stima che non prevede nessuna variazione della produzione rispetto all&#8217;anno precedente. Come per altri casi, riteniamo più probabile una recessione di un atterraggio morbido.</p>
<p style="font-weight: 400;">In riferimento a diversi parametri, in particolare la percentuale di occupazione e di crescita dei salari, il mercato del lavoro britannico si è rivelato solido nei primi mesi del 2023, anche se i consumatori non si sono dimostrati fiduciosi riguardo all&#8217;occupazione futura. Nella seconda metà dell&#8217;anno prevediamo un modesto aumento della disoccupazione, fino al 4-4,5% a fine anno.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;aumento dell&#8217;inflazione dei servizi ha fatto salire l&#8217;inflazione core nel Regno Unito ai massimi da oltre 30 anni, mentre la stessa è risultata in calo in molti altri mercati sviluppati. Riteniamo che il prossimo anno l&#8217;inflazione complessiva dipenderà da quella core dei servizi, nonostante il venir meno degli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari, dell&#8217;energia e di altri beni. Prevediamo che nel 2023 l&#8217;inflazione core e quella headline nel Regno Unito si attesteranno in media al 5,3%, oltre un punto percentuale in più rispetto alla nostra previsione di inizio anno.</p>
<p style="font-weight: 400;">Abbiamo recentemente rivisto al rialzo di tre quarti di punto percentuale le previsioni sul tasso terminale della <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Bank+of+England" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bank of England</strong></a>, portandole a fine anno al 5,5-5,75%, alla luce di dati sull&#8217;inflazione più solidi del previsto, del persistente eccesso di offerta nel mercato del lavoro e dell&#8217;accelerazione della crescita delle retribuzioni. Restiamo dell&#8217;opinione che i tassi non saranno tagliati prima della metà del 2024.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Cina e mercati emergenti</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Attualmente per quanto riguarda la <strong>Cina</strong> ci aspettiamo una crescita annua dell&#8217;economia del 5,5-6% nel 2023, più di quanto avevamo previsto ad inizio anno. Ma la maggior parte di questi guadagni si è già verificata, il che significa che è probabile che la crescita rallenterà nella seconda metà dell&#8217;anno. È probabile che la crescita annua supererà l&#8217;obiettivo conservativo del governo, ma tre anni di incertezza politica peseranno sulla fiducia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il mercato del lavoro è migliorato costantemente dalla riapertura della Cina dopo la pandemia, con un tasso di disoccupazione nominale sceso al 5,2%. Tuttavia la disoccupazione giovanile è salita a un livello record, il che costituisce un rischio per la crescita. Prevediamo un tasso di disoccupazione nominale a fine anno del 4,7%.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il calo dei prezzi dell&#8217;energia e della carne di maiale ha contribuito a ridurre l&#8217;inflazione. È probabile un rimbalzo nel corso dell&#8217;anno, grazie all&#8217;aumento della domanda di credito e alla stabilizzazione dei prezzi dei generi alimentari e dell&#8217;energia. In ogni caso abbiamo ridotto quasi della metà la previsione iniziale di inflazione, portandola all&#8217;1% a fine anno rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il recente taglio al 2,65% del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali a medio termine a 1 anno da parte della <strong>People&#8217;s Bank of China</strong> non dovrebbe avere effetti economici tangibili. Riteniamo probabili altri tagli di 10-20 punti base (0,1-0,2 punti percentuali). Ma la sfida, per la Cina, è costituita dalla mancanza della domanda &#8211; e non dell&#8217;offerta &#8211; di denaro. La probabilità di uno stimolo fiscale aggressivo è bassa a causa dell&#8217;aumento del debito pubblico locale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La nostra percezione delle condizioni dell&#8217;economia dei mercati emergenti varia da regione a regione. In <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=America+latina" target="_blank" rel="noopener"><strong>America Latina</strong></a> l&#8217;inflazione sembra aver raggiunto il picco, ma ci aspettiamo che le banche centrali rivedranno lentamente al ribasso i livelli di riferimento dei tassi d&#8217;interesse. Nel frattempo nei paesi europei in via di sviluppo le sfide sono amplificate rispetto a quelle che devono affrontare l&#8217;area euro e il Regno Unito. Per quanto riguarda le regioni dell&#8217;Europa centrale e dell&#8217;Africa prevediamo una crescita di circa l&#8217;1% nel 2023 e di poco inferiore a tale livello nel 2024, mentre l&#8217;inflazione core rimarrà in doppia cifra. Prevediamo inoltre che <strong>i paesi emergenti asiatici avranno una crescita decisamente superiore a quella del resto dei mercati emergenti mondiali, ovvero il 5,25% quest&#8217;anno, che diminuirà leggermente al 5% nel 2024.</strong></p>
<p><strong>Rendimenti decennali attesi per le classi di attivi </strong></p>
<p>I mercati azionari mondiali in generale hanno fatto registrare una forte ripresa &#8211; con la notevole eccezione della Cina, il mercato emergente dominante per controvalore totale &#8211; rispetto a quando abbiamo pubblicato nelle Previsioni economiche e di mercato di Vanguard per il 2023: contrasto all&#8217;inflazione. <strong>Per la maggior parte degli investitori a livello mondiale la ripresa ha ridotto i rendimenti attesi delle azioni globali, escludendo i mercati locali.</strong></p>
<p>Anche i mercati obbligazionari mondiali hanno in generale fatto registrare una forte ripresa &#8211; ma solo in termini di dati nominali non corretti per l&#8217;inflazione &#8211; dalla fine del 2022. Rispetto alle nostre previsioni iniziali i rendimenti attesi sono in genere diminuiti leggermente.</p>
<p>In controtendenza rispetto ad un andamento globale caratterizzato da elevate performance azionarie e obbligazionarie, i mercati del Regno Unito hanno avuto difficoltà nel primo semestre del 2023. Il calo delle valutazioni azionarie e l&#8217;aumento dei rendimenti obbligazionari hanno confermato le nostre aspettative di rendimento annualizzato a 10 anni in sterline. L&#8217;ampliamento dei differenziali dei tassi d&#8217;interesse tra Regno Unito e Stati Uniti ha migliorato le prospettive per le azioni e le obbligazioni globali, escluse quelle britanniche.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un nuovo macro regime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 11:15:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook secondo semestre 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il panorama economico sta subendo un profondo cambiamento, con un macro regime che è molto diverso da quello degli ultimi 30 anni. BlackRock</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il panorama economico sta subendo un profondo cambiamento, con un macro regime che è molto diverso da quello che ha caratterizzato gli ultimi 30 anni. BlackRock</em></p>
<p>All’interno diquesto scenario in evoluzione, il BlackRock Investment Institute ha introdotto il tema delle mega forze, da considerarsi come degli elementi tali da rimodellare le economie e i portafogli di investimento. Questa la premessa che fa da sfondo all’outlook di metà anno presentato da <strong>Bruno Rovelli</strong>, Chief Investment Strategist di <strong>BlackRock Italia</strong>.</p>
<p>La frammentazione geopolitica e la riorganizzazione delle catene di fornitura globali, insieme alle politiche governative verso un&#8217;economia a basse emissioni di carbonio, sono destinate a far lievitare i costi di produzione e quelli dell&#8217;energia nel prossimo decennio. A ciò si aggiungono le pressioni che si ripercuoteranno sul mondo del lavoro a causa dell’invecchiamento della popolazione. La diffusione dell&#8217;intelligenza <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=intelligenza+artificiale" target="_blank" rel="noopener">intelligenza artificiale</a> (Ai) potrebbe contribuire a compensare alcuni di questi vincoli di offerta grazie agli aumenti di produttività, ma occorrerà tempo perché tutto ciò si concretizzi. In tale contesto, il compito delle banche centrali è complesso perché si trovano a gestire, da un lato, l’inflazione, dall’altro, la crescita: è un compromesso non facile da raggiungere.</p>
<p>Da un punto di vista tattico, con un orizzonte temporale di 6-12 mesi, la strategia di Blackrock è improntata alla <strong>prudenza</strong>, soprattutto negli Usa e in Europa. Per quanto riguarda le diverse asset class, l’asset manager ritiene che le obbligazioni a lungo termine comincino a riflettere questo nuovo regime, con una crescita in decelerazione e un’inflazione in discesa, anche se in misura più contenuta rispetto alle attese. Per tale ragione è stato chiuso il sottopeso bond in Eurozona e nel Regno Unito; negli Stati Uniti, invece, c’è un sovrappeso sulle obbligazioni inflation-linked, sui Treasury a breve scadenza e sugli agency Mbs. <strong>Nel mercato del credito, la scelta è quella di essere neutrali sui bond Ig e sottopeso su quelli Hy, vista la sensibilità di questi ultimi all’andamento dell’economia. Infine, è in sovrappeso il <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=debito+emergente" target="_blank" rel="noopener">debito emergente</a> in valuta locale</strong>, grazie alle scelte di politica monetaria standard che hanno permesso di controllare l’inflazione in questi paesi. Ora, per alcuni di essi, potrebbe iniziare una fase di allentamento delle politiche monetarie.</p>
<p><strong>Sul mercato azionario, Blackrock sostiene che l’espansione dei multipli degli ultimi 12 mesi sia insostenibile e che l’assunzione di ulteriore rischio nei portafogli non sia adeguatamente remunerato</strong>. A livello di aree geografiche, l’indicazione è quella di sovrappesare la Cina e i mercati emergenti, mentre è neutrale l’esposizione in Giappone e nel Pacifico. Tutte le altre aree sono in sottopeso. Tuttavia, l’asset manager ritiene che, in un contesto economico per quanto difficile da leggere, sia possibile identificare delle <strong>opportunità d’investimento legate a mega forze quali l’adozione dell’intelligenza artificiale, la riconfigurazione della catena di approvvigionamento, la demografia, la transizione verso basse emissioni di carbonio e la rapida evoluzione del sistema finanziario.</strong></p>
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