In una fase in cui le attività che generano reddito scarseggiano, le obbligazioni cinesi continuano a offrire opportunità interessanti. Pictet Am
Nonostante le valutazioni poco interessanti, i timori per il rallentamento della crescita e la risalita delle infezioni da COVID-19 hanno stimolato un forte rally delle obbligazioni globali. Ciò ha portato il rendimento reale, depurato dall’inflazione, a un record del -1,17% negli Stati Uniti in agosto. Contemporaneamente, il volume delle obbligazioni con rendimenti negativi è salito al livello più alto degli ultimi sei mesi, oltre i 16.000 miliardi di dollari.
Da allora il rally ha perso slancio a causa del diffuso timore che la Fed avrebbe preparato il terreno per la normalizzazione della politica monetaria e in virtù dell’attenuazione delle preoccupazioni riguardo al rallentamento dell’economia globale.
A nostro avviso, in un momento in cui le attività che generano reddito scarseggiano, le obbligazioni cinesi continuano a offrire opportunità interessanti. Si tratta di una classe di attività con bassa volatilità e liquidità in aumento, che offre anche rendimenti interessanti del 2,9%.
Inoltre, un recente cambiamento della politica monetaria della PBOC sostiene il mercato del reddito fisso del Paese. Di fronte a un rallentamento della seconda maggiore economia mondiale, la Banca Centrale è pronta ad allentare ulteriormente la politica monetaria dopo un taglio di 100 punti base dei requisiti di riserva bancari a luglio. Ciò è in contrasto con la Fed, che prevede di ridurre il proprio stimolo monetario.
Neutrali sui Treasury Usa
Altrove, manteniamo la nostra posizione neutrale sui Treasury USA. I rendimenti statunitensi appaiono troppo bassi agli attuali livelli dell’1,30%, 40 punti base al di sotto di quanto i nostri modelli indicano come valore equo a lungo termine. Tuttavia, non prevediamo un aumento significativo dei rendimenti.
Riteniamo che l’attuale aumento della pressione inflazionistica sia dovuto in gran parte alle distorsioni delle catene di approvvigionamento e alla domanda di articoli sensibili al COVID-19 come le auto usate, che aggiungono fino a 2,5 punti percentuali ai dati headline. Escludendo questi effetti, l’inflazione core rimane moderata all’1,6%.
Siamo neutrali anche su tutti gli altri principali mercati dei titoli di Stato e delle obbligazioni societarie, a parte le obbligazioni svizzere e le obbligazioni high yield statunitensi, su cui siamo sottopesati.
Il quadro sui mercati valutari
Nei mercati valutari, il dollaro USA, sostenuto da una forte crescita statunitense, è salito al livello massimo degli ultimi 10 mesi dopo aver toccato il minimo un paio di mesi fa. Guardando al futuro, tuttavia, non prevediamo che il biglietto verde ripeta la sua recente risalita, motivo per cui manteniamo il nostro posizionamento neutrale su tutte le principali valute. L’eccezione è la sterlina, su cui siamo sottopesati.
La Banca d’Inghilterra, che ha già rallentato il ritmo degli acquisti di obbligazioni, ha ora iniziato a elaborare piani per un graduale inasprimento della politica monetaria. Questo, a nostro avviso, indica una doppia stretta che potrebbe avere effetti negativi sull’economia, ancora fragile.
Prevediamo che il Regno Unito sarà il primo tra le economie sviluppate ad avere una curva dei rendimenti invertita in questo ciclo economico – di solito un segnale di allarme per l’economia.

