La Cina è quotata “D++” secondo il Kelony® risk-rating. È un paradosso, considerando che la Cina è seconda solo agli Stati Uniti per Pil, ma è solo apparente, poiché il Prodotto interno non può essere ritenuto l’indice della qualità e del benessere sostenibile di un Paese.
La via di sviluppo che la Cina sta percorrendo è in realtà una crescita impoverente, che, unita a una politica intimidatoria verso i suoi stessi partner commerciali, non può che accentuare il suo triplice indebitamento.
In una morsa
La Cina cresce economicamente, ma solo del 2,3% nel 2020, il risultato più basso mai registrato dal 1976. Aumentano anche la disoccupazione, fino al 6,2% nel 2020, e le spese militari per la difesa.
La Cina sta imboccando la stessa via che portò l’Urss al declino. Il crollo di questa potenza ha dimostrato che quando gli interessi economici crescono, salgono anche il bisogno di limitare potenziali ingerenze esterne, quindi la spesa per la difesa aumenta e vengono così dirottate risorse altrimenti utili alla crescita sociale del Paese.

