L’agenda macroeconomica di oggi si è aperta con segnali di rallentamento dell’economia nei due paesi. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
Se nel primo caso la riduzione delle importazioni (-7,3%) e delle esportazioni (-8,8%) era attesa ed è risultata inferiore alle attese, nel secondo l’indice predittivo si è attestato a 107,6 da 108,8 e sotto le attese a 107,9. Il dato conferma la BoJ nella sua posizione di politica monetaria ancora espansiva. Già resa nota anche la rilevazione sulla produzione industriale tedesca, scesa dello 0,8% in luglio dopo il -1,4% di giugno e contro attese a -0,5%. Prosegue la frenata, vistosa, della Germania. Alle 10:00 toccherà all’Italia mostrare lo stato di salute della sua economia con le vendite al dettaglio in luglio, attese in crescita dello 0,2% m/m dopo -0,2% precedente. Ben più rilevante a livello dell’eurozona il dato in uscita alle 11:00. La lettura preliminare del PIL è stimata in crescita dello 0,3% m/m dopo la stagnazione del trimestre precedente e dello 0,6% a/a da +1,1%. Nel pomeriggio, dagli USA, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono previste a 234.000 da 228.000. Alle 17:00 le scorte di petrolio greggio dovrebbero essere scese di 2,064 milioni di barili dopo il calo di 10,584 milioni di settimana scorsa.
Borse Europa
Con un quadro in deterioramento sul fronte economico e almeno un altro rialzo dei tassi di interesse BCE entro fine anno, le Borse europee hanno aperto le contrattazioni al ribasso. Sul FTSE Mib solo Moncler riesce a salire di mezzo punto percentuale. Più concreti i
ribassi con STMicroelectronics ed Eni a guidare.
Borse Asia
Bilancia commerciale cinese e indice predittivo giapponese hanno avuto effetti negativi sui mercati asiatici me è la debolezza dell’economia cinese a pesare di più. A cui si aggiungono le nuove tensioni sul fronte della tecnologia con gli USA dopo la presentazione del
nuovo chip montato sui telefonini di Huawei.
Wall Street
Se l’economia va bene, Wall Street scende. E così ieri Wall Street ha imboccato la via del ribasso dopo che l’indice ISM servizi (che rappresentano oltre il 70% dell’economia americana) è salito a sorpresa fino a 54,5. Nemmeno i temi di mercato hanno aiutato la Borsa statunitese. Apple è scesa dopo che la Cina avrebbe vietato ai funzionari governativi di utilizzare l’iPhone. BlackBerry ha annunciato un calo dei ricavi trimestrali e Lockheed Martin ha ridotto le previsioni di consegna dei velivoli F-35. Si aggiunge l’attesa di nuove
restrizioni incrociate sugli scambi tecnologici tra Cina e USA.
Obbligazioni
Rendimenti ancora in salita sul mercato obbligazionario con il biennale USA che rende oltre il 5% e il Btp decennale al 4,4%. Lo spread rimane oltre quota 170.
Valute e commodities
Il dollaro ha guadagnato terreno ieri dopo i dati del settore servizi, spingendo la sterlina e l’euro sui minimi degli ultimi tre mesi. In ribasso anche lo yen ma con il sostegno della BoJ che minaccia interventi per stabilizzare la valuta. Sul mercato delle materie prime si è fermata la corsa del greggio che prende fiato con il Brent oltre quota 90 dollari e le scorte di petrolio USA in diffusione oggi.

