Apertura negativa per borse europee con Piazza Affari in calo dello 0,40% in apertura. La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo all’indomani della riunione della Fed. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, venerdì 24 settembre, ha pochi spunti significativi. Sul
fronte italiano, da Istat il morale di imprese e consumatori nel mese di
settembre. La mediana delle attese scommette su un leggero calo di entrambe le
variabili: l’indicatore di fiducia passerebbe a 155,8 da 166,2 nel caso dei
consumatori, 112,6 da 113,4 per le imprese. Sul fronte delle banche centrali,
Christine Lagarde ragiona sulle attuali pressioni che interessano l’inflazione
della zona euro, osservando che la maggior parte dell’accelerazione è legata ai
costi dell’energia. Con il miglioramento della crescita si avrà del resto una ripresa
del costo della vita.
Sul fronte europeo, nel corso della mattina l’unico dato di rilievo in programma è l’indice IFO di fiducia degli imprenditori tedeschi, atteso in lieve rallentamento a settembre. Da oltreoceano, nel pomeriggio dagli Stati Uniti giungeranno le vendite di case nuove. In programma anche l’intervento di due membri Fed non votanti, Mester e George, sull’outlook economico.
L’indice del dollaro resta sui minimi da una settimana, penalizzato dalla pausa
degli acquisti rifugio. Ancora più penalizzata dal clima ‘risk on‘ la valuta
giapponese, che scivola contro la controparte Usa ai minimi dal 13 agosto. Il
cross euro/dollaro vale 1,1738, in rialzo di 0,02%; il cambio euro/yen 129,64
mentre il dollaro/yen scambia a 110,45.
Derivati sul greggio in leggero rialzo, promossi da timori sull’offerta legati alle
condizioni meteorologiche particolarmente avverse che hanno causato problemi
alla produzione Usa. Il future sul Brent viaggia in rialzo dello 0,49% a 77,63
dollari il barile e il future sul Wti sale dello 0,26% a 73,48 dollari.
Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 24 bp a 170,46, il Btp future
perde 21 bp a 153,42. Lo spread Btp/Bund riparte da 99 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,743%. Sul lato dell’offerta, a disposizione degli
investitori fino a EUR 3,5 mld nella prima delle aste di fine mese, in cui il
ministero dell’Economia riapre la quinta tranche del ‘Btp-short’ 20 gennaio
2024 per massimi EUR 2,5 mld insieme alla sedicesima dell’indicizzato maggio
2030 fino a un mld. Ieri sera, intanto, Via XX Settembre ha annunciato che offrirà
EUR 5,5 mld di Bot semestrali nel secondo dei collocamenti di fine mese.
Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari in calo dello 0,40%
in apertura. In discesa i principali indici EU. Negativi i titoli bancari sul Ftse
Mib. Bene Mediobanca, Telecom, Generali ed Enel. Scendono Terna, Snam, CNH,
Prysmian e Interpump.
Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo che guadagna
il 2,06% e Hong Kong negativa a -0,80%. Shanghai e Seoul in perdita
rispettivamente a -0,78% e a -0,07%. Negativa Sidney a -0,37%. Sul lato
macro, la People’s Bank of China (PboC) ha iniettato di nuovo liquidità a
sostegno del sistema finanziario ma a preoccupare gli investitori è il silenzio
delle autorità di Pechino sulla vicenda Evergrande. Il colosso delle costruzioni
cinesi, che crolla di nuovo di quasi il 10% a Hong Kong, ha comunicato di avere
rimborsato del debito che andava in scadenza giovedì ma non è chiaro se gli
obbligazionisti abbiano effettivamente ricevuto il pagamento.
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo all’indomani della riunione
della Fed. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,48%, l’S&P 500 l’1,21% ed il
Nasdaq Composite l’1,04%. Investitori rassicurati dall’evoluzione della politica
monetaria (riduzione del programma di acquisto di asset e rialzo dei tassi già
ampiamente scontati dal mercato) e dall’attenuazione dei timori sullo stato di
salute del colosso immobiliare cinese Evergrande. Sugli scudi il comparto
bancario. Tra i titoli in evidenza BlackBerry a +10,98%. L’azienda canadese ha
comunicato risultati relativi al secondo trimestre dell’esercizio 2022 segnati da
perdite nette in crescita da USD 23 mln a USD 144 mld.

