Le borse di Dubai e Abu Dhabi sono state chiuse per due giorni (2-3 marzo 2026) a causa dell’escalation dei colpi di stato e attacchi tra Iran, USA e Israele, con l’obiettivo di contenere la volatilità finanziaria e proteggere la stabilità economica locale.
I mercati della regione che sono rimasti aperti (es. Qatar, Arabia Saudita) hanno mostrato forti ribassi dei principali indici nel contesto di instabilità regionale. Questa decisione non solo riflette un clima di turbativa per gli investitori, ma indica anche come le autorità locali stiano tentando di “governare” l’impatto sul mercato finanziario.
Impatto su infrastrutture e operazioni commerciali
Gli attacchi e la tensione regionale hanno provocato:
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Chiusure temporanee di aeroporti e porti cruciali per il commercio e il turismo.
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Interruzioni nelle catene logistiche, con danni a infrastrutture come Dubai International Airport e al porto di Jebel Ali.
Anche aziende globali hanno adottato misure preventive: alcune hanno chiuso negozi o sospeso operazioni negli Emirati Arabi Uniti fino a nuovo avviso.
Risposta istituzionale del mercato
Malgrado le tensioni:
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Alcuni importanti hedge fund hanno mantenuto operative le loro sedi nel DIFC (Dubai International Financial Centre), segnale di fiducia da parte di operatori istituzionali su una visione di medio-lungo termine.
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Autorità locali insistono sul fatto che l’economia “è costruita per resistere a shock”, con linee di fornitura e sistemi per limitare impatti su crescita e commercio.
Mercato immobiliare e investitori
Secondo fonti di settore, la crescita record del mercato immobiliare del 2025 potrebbe subire un rallentamento nelle transazioni a causa dell’incertezza geopolitica. Alcuni broker ritengono che molte compravendite possano essere posticipate per settimane o mesi mentre gli investitori rivalutano il rischio.

