a cura di Pinuccia Parini

“I contadini volanti” è un progetto nato con l’omonimo libro, una raccolta di immagini sui protagonisti dei terrazzamenti della Costiera Amalfitana, cui è stata affiancata una mostra fotografica. Antonella Ferrara, strategic corporate advisor, presenta a Fondi&Sicav questa “storia di sostenibilità” tutta italiana.

I “contadini volanti” è un termine quasi evocativo. Di che cosa si tratta?

«Il termine è stato coniato da Flavia Amabile per i contadini della Costiera Amalfitana.  Amabile è una giornalista impegnata de La Stampa e ha iniziato a fotografare i contadini della Costiera Amalfitana dal luglio del 2014 seguendo tutte le fasi, dalla piegatura durante l’estate alla copertura durante l’autunno inoltrato fino alla raccolta in primavera. È lei l’ideatrice del progetto “I contadini volanti”, oltre ad avere pubblicato un libro fotografico e realizzato una mostra fotografica di forte impatto sull’argomento. Ed è sempre lei, in prima linea, a confrontarsi con le istituzioni sulle condizioni in cui queste persone svolgono la loro attività. Sono ormai pochi e spesso anziani i contadini che continuano a coltivare gli sfusati (il nome della varietà di limoni della zona) con gli unici strumenti possibili. Pochi fortunati hanno una teleferica o una monorotaia, qualcuno ha i muli, tutti gli altri si basano solo su braccia robuste  per riuscire a trasportare le casse piene di limoni su e giù per migliaia di gradini durante la raccolta, oppure pali di castagno pesanti anche un quintale quando è il momento di rifare il pergolato. E non hanno a disposizione altro che gambe agili per salire in piedi sulla struttura di legno che regge le piante e camminare da un albero all’altro per piegare i rami o stendere le reti. I loro piedi sono spesso rialzati rispetto al terreno e in alcune fasi sembra che volino. E da qui il nome “contadini volanti”, che ha già ispirato molti artisti. Il loro prezioso lavoro è la salvezza di uno dei tratti di costa più belli del mondo, l’unica vera difesa contro il degrado e l’abbandono, ma è anche un lavoro faticoso dai guadagni spesso irrisori, se non inesistenti.  Anno dopo anno, il numero di giardini abbandonati è in aumento, un rischio che questa terra non può e non vuole correre».

Qual è lo scopo di raccontare un mondo e una terra che rischiano di scomparire? 

«Dopo gli anni della rassegnazione, in questi ultimi tempi i contadini stanno vivendo una stagione diversa, nascono idee e iniziative, si sperimentano nuove vie per non essere costretti ad andare via. Il racconto e le testimonianze servono a sensibilizzare e a mantenere viva l’attenzione sul tema della necessità di tutela di un territorio meraviglioso come la Costiera Amalfitana più autentica. Lo storytelling di chi si occupa dell’”oro giallo”, i celebri limoni di questa terra, diventa uno strumento potentissimo per aggregare community che vogliono conoscere profondamente un territorio patrimonio dell’Unesco, visitato ogni anno da turisti provenienti da tutto il mondo».

Qual è l’obiettivo del progetto?

«L’obiettivo è fare in modo che le storie e le immagini dei curatori dei limoni possano sensibilizzare, in primis, le istituzioni che hanno il dovere di aiutare e tutelare questa “agricoltura eroica” con azioni concrete, sostenendo le spese e la fatica dei contadini, spesso loro stessi piccoli proprietari dei terrazzamenti. C’è l’urgenza di evitare l’abbandono dei terreni che sono sempre più difficili da mantenere a causa dei cambiamenti climatici. Inoltre, le coltivazioni sono sempre più soggette a intemperie che compromettono i raccolti, cui si aggiunge la difficoltà di accesso ai terrazzamenti che sono raggiungibili quasi sempre solo tramite scale. Molti contadini devono salire anche oltre 500 gradini per raggiungere i propri appezzamenti. Potete immaginare la fatica e gli enormi sforzi economici per trasportare il materiale agricolo. I curatori dei limoni sono oggi spesso persone anziane, che non riescono più fisicamente a occuparsi dei loro terreni. Ed ecco l’altro grande obiettivo: sensibilizzare i giovani locali che devono innamorarsi “dell’Altra Costiera” e ricominciare a percepire il lavoro agricolo come una grande opportunità che la loro terra offre».

Come dunque dare una nuova opportunità ai giovani attraverso la cura del limone?

«Oggi un contadino può diversificare molto la sua attività, anche grazie al nuovo turismo sempre più interessato alle esperienze autentiche. L’attività agricola e quella turistica sono sempre più vicine. I turisti italiani e stranieri che ogni anno visitano questo angolo di paradiso in terra sono sempre più affascinati dalle storie legate alle coltivazioni del limone e alle vite di coloro che se ne occupano. Amano ricevere testimonianze del grande sacrificio e anche del grande amore che sta dietro ai meravigliosi terrazzamenti dell’”oro giallo”. Un contadino può regalare molte esperienze ai turisti e diventare quindi anche un operatore turistico, offrendo ospitalità nella sua stessa abitazione e facendo vivere esperienze enogastronomiche raccontando storie e tradizioni che altrimenti rischierebbero di essere dimenticate. È un lavoro molto affascinante per un giovane che ama confrontarsi con persone provenienti da tutti gli angoli del mondo».

Quali attività accompagnano il progetto?

«La mostra e il libro fotografico sono i due strumenti che consentono al progetto di continuare a vivere. è in uscita il secondo volume che avrà nuove storie e immagini da raccontare. Alla mostra si possono abbinare interessanti attività collaterali, come workshop, talk, video storici e racconti live dei contadini volanti e delle “furmichelle”, le trasportatrici dei limoni che fino a qualche decennio fa erano donne. Il limone ha una generosità proverbiale e le sue proprietà terapeutiche sono un vero miracolo che va raccontato, sia agli adulti, sia ai bambini, e infatti sono pronti anche progetti didattici da inserire nei programmi scolastici per insegnare ai più piccoli il grande valore della cura del limone e dei suoi terrazzamenti. La mostra poi ha una grande forza emozionale. Le immagini fanno percepire tutta la passione che c’è dietro le vite dei contadini volanti. Mani, volti, scale, sorrisi che non nascondono abnegazione e fatica, ma sempre tanta determinazione a non mollare questo luogo così faticoso, ma anche così pieno di storie e di amore».

Come può un’azienda o un privato sostenere il progetto?

«Chiunque può ospitare la mostra e le sue attività collaterali nel suo borgo, nel suo paese o nella sua città o sostenere le spese per potere continuare a metterla in scena nei luoghi più autentici della Costiera Amalfitana. Il secondo volume del libro fotografico, in uscita, è in cerca di un editore. Si sta cercando un partner che aiuti a fare partire il progetto di “adozione delle piante di limoni” per sostenere concretamente i contadini volanti. Serve impostare la piattaforma che permette ad aziende e a privati di potere adottare e monitorare il raccolto. I partner potrebbero accedere a  particolari sconti per vivere la Costiera in qualunque momento dell’anno e venire a vedere il proprio albero ( o il proprio intero terrazzamento ) crescere. Ci piace immaginare un grande Festival in giallo nel momento della raccolta per celebrare il grande lavoro dei contadini volanti e ringraziare tutti i “padrini” e le “madrine” che li hanno sostenuti».

Antonella Ferrara
Strategic corporate advisor,
ideatrice e curatrice indipendente
di eventi e progetti speciali

Venticinque anni con diversi incarichi nel settore Mice e una conoscenza delle nuove esigenze in ambito Csr delle più importanti aziende italiane. Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione con diverse realtà del mondo dell’arte e della cultura italiana e internazionale, si è specializzata nell’intercettare sinergie inesplorate tra il mondo corporate e quello della cultura, dell’arte e dell’ambiente, che, a suo parere, non possono più perdersi di vista.

www.antonellaferrara.com