Giovedì prossimo è fissata la riunione di politica monetaria della Banca Centrale inglese. Weekly a cura del team di Cassa lombarda

A catalizzare l’attenzione degli operatori di mercato saranno gli indici PMI (servizi e composito) e la riunione di politica monetaria della Bank of England (giovedì 09/05). Per gli USA focus sulle vendite del commercio all’ingrosso, scorte e produzione greggio, nuove richieste di sussidi di disoccupazione e sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. Per l’Eurozona gli investitori monitoreranno anche la fiducia degli investitori Sentix, i prezzi alla produzione e le vendite al dettaglio.

Macro review

Inizio settimana con i dati inflattivi della Zona Euro, in Germania l’inflazione armonizzata UE di aprile è salita del +0,6%, come da attese ed in linea al dato precedente, anno su anno, l’aumento è stato pari a +2,4%, poco sopra le attese ed il dato precedente (+2,3). In Spagna è salita dello 0,6%, in rallentamento dal +1,4% di marzo, il consensus era +0,7%. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i prezzi al consumo salgono del 3,4%, come da previsioni. A metà settimana scorsa era attesa la riunione della FED: con un voto all’unanimità dei membri del board, la banca centrale degli Stati Uniti ha lasciato i tassi al 5,25%- 5,50%. La Fed ha deciso anche di rallentare la velocità di riduzione del suo bilancio: da giugno, il tetto al reinvestimento dei Treasury in scadenza scende a 25 miliardi al mese, dagli attuali 60 miliardi. Questa decisione serve a prevenire turbolenze sul mercato monetario, memori di un’analoga tragica esperienza nel 2019″. La crescita dell’occupazione negli Stati Uniti ha rallentato più del previsto ad aprile e gli aumenti salariali annuali si sono raffreddati. Il mese scorso i datori di lavoro hanno creato 175.000 posti di lavoro, al di sotto delle aspettative di un aumento di 243.000 unità. I salari sono aumentati del +3,9% nei 12 mesi fino ad aprile, al di sotto delle aspettative di un aumento del +4,0% dopo essere aumentati del +4,1% a marzo. Il tasso di disoccupazione è salito al 3,9% dal 3,8%, rimanendo sotto il 4% per il 27esimo mese consecutivo.

Azioni

Positiva la settimana per le principali Borse Europee, con Wall Street che ha accolto più che bene la frenata dei nuovi posti di lavoro di aprile. Nasdaq +1,43% il bilancio della settimana, S&P500 +0,55% a 5.127 punti. Sul piano grafico, c’è un timido segnale di ripartenza con i due indici che provano ad allontanarsi dalle rispettive soglie discriminanti posizionate sulla media mobile a 100 gg, che transita intorno a 4.979 e 15.621 punti. L’indice MSCI World (3.361) a sua volta ha reagito dalla media mobile a 100 gg, che transita intorno a 3.280 punti. Il nostro FTSEMIB (33.629) ha chiuso la settimana in calo dell’1,81%, rallentato dalla correzione delle banche. Nessun allarme sul quadro grafico, visto che l’indice difende la media a 50 gg, che transita a 33.736 punti, e quella a 100 gg, che transita molto più sotto a 32.137 punti.

Obbligazioni

Il mercato obbligazionario è rimbalzato leggermente dopo le novità emerse dal meeting della FED. Il rendimento del Treasury Note dieci anni ha chiuso la settimana al 4,51%, il Bund tedesco a 2,49%, infine il BTP a 3,81% con lo spread che si assesta in area 132bp. Il capo economista Bce, Lane, ha detto che l’istituto centrale deve aspettare i dati macro prima di ciascun taglio dei tassi, alla luce della profonda incertezza delle prospettive economiche. Il Tesoro emetterà il nuovo BTP Valore, dal 06 maggio al 10 maggio, destinato ai soli investitori retail. A chi compra il titolo nel periodo di offerta e lo detiene fino a scadenza il Tesoro garantisce un premio fedeltà di 0,8%. Secondo i dati di Banca d’Italia, in gennaio la quota del debito in mano a famiglie e imprese non finanziarie è stata pari al 13,8%.

Valute e materie prime

L’indice Bloomberg delle commodity chiude la settimana in rosso dell’1,53%. La prospettiva di tassi USA alti per un periodo più lungo di tempo, ha tolto benzina al rally partito a metà febbraio che aveva portato l’indice a rivalutarsi del +10% in circa due mesi. Il movimento delle materie di base resta impostato al rialzo perchè sullo sfondo ci sono timidi segnali di ripresa dell’economia europea e altrettanti segnali di accelerazione in Cina. L’OIL ritraccia significativamente su base settimanale (-6,85% il WTI), col prezzo ai minimi da sette settimane, a seguito della robusta crescita delle scorte e della produzione statunitense oltre che nella speranza che si attenui la tensione in Medio Oriente. L’oro difende con fatica la soglia psicologica dei 2.300 USD, perduta e ripresa più volte nelle ultime sedute. La prospettiva di tassi alti ha spinto il metallo prezioso verso la seconda settimana negativa di seguito (-1,55%). Il dollaro chiude la settimana con una perdita dello 0,64%, il quadro resta favorevole alla valuta US, con area 1,06/1,05 come livello interessante per prendere profitto. Lo Yen si è allontanato dal record negativo dal 1990 toccato a quota 160,17 il 29 aprile, chiudendo la settimana a 153,05 contro USD. Reuters ha stimato che il Giappone potrebbe aver speso tra 3,66 e 5,5 trilioni di yen (23,59 miliardi-35,06 miliardi di dollari) per difendere lo Yen nel corso della settimana.