Apertura negativa per borse europee. Ancora record per criptovalute, con il nuovo massimo toccato dal Bitcoin. Il clima è negativo in Asia con il crollo del 12% di China Evergrande. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, giovedì 21 ottobre, ha alcuni spunti significativi.
Prevista la riunione dei leader dell’Unione europea che discuteranno della crisi
energetica in atto e si attendono le decisioni di politica monetaria della banca
centrale turca. A livello macro il calendario prevede le nuove richieste di
sussidi negli Usa ma anche il Phlilly Fed e le vendite di case esistenti. In
uscita anche la fiducia dei consumatori della zona euro. Sul fronte europeo,
secondo quanto comunicato dall’Ufficio centrale di statistica dei Paesi Bassi, in
agosto la spesa dei consumatori è cresciuta in Olanda del 5,8% annuo, in
accelerazione rispetto al 4,7% di luglio (6,7% in giugno). Si tratta della quinta
espansione consecutiva dopo una striscia negativa durata 13 mesi. Sempre in
Olanda, secondo quanto comunicato dall’Ufficio centrale di statistica olandese,
in ottobre la fiducia dei consumatori è scesa a -10 punti da -5 punti di
settembre e dai -6 punti in agosto. L’indice scivola quindi sotto alla media di -8
punti degli ultimi 20 anni. Sul fronte asiatico, in agosto i prezzi alla produzione
sono cresciuti in Corea del Sud del 7,5% annuo, in lieve accelerazione rispetto al
7,4% della lettura finale di agosto e di luglio. Su base sequenziale l’indice è
invece salito dello 0,2% contro il precedente incremento dello 0,5%.
L’attenzione del mondo si rivolge tuttavia soprattutto alle criptovalute, in
questo momento, dopo il nuovo record toccato dal Bitcoin, che ha stracciato
quello precedentemente testato alla metà di aprile. I prezzi della criptovaluta
numero uno al mondo sono arrivati a sorpassare anche quota USD 66.900,
rispetto al precedente record pari a USD 64.899 di metà aprile, per poi rallentare
il passo. Notevole nelle ultime ore anche il balzo dell’Ethereum, in rally di
oltre +7% oltre a USD 4.000, vicino a riconquistare il massimo storico di USD
4.380 testato a maggio. Il cross euro/dollaro vale 1,1641 invariato rispetto alla
chiusura; il cambio euro/yen 132,75 mentre il dollaro/yen scambia a 113,99.
Il movimento dei prezzi del petrolio continua, stavolta sulla scia della
pubblicazione dei dati sulle scorte Usa di oil e benzina, da parte della EIA,
agenzia preposta a dare informazioni sull’energia. Il future sul Brent viaggia in
discesa dello 0,64% a 85,19 dollari il barile e il future sul Wti cala dello 0,54% a
83,01 dollari.
Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 10 bp a 168,67, il Btp future
perde 10 bp a 151,09. Lo spread Btp/Bund riparte da 106 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,929%.
Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari in discesa dello
0,53% in apertura. Negativi i principali indici EU. Male i titoli bancari sul FTSE
Mib. Bene Italgas, A2A e Snam. In apertura scendeno Pirelli, CNH, STM, Atlantia,
Stellantis e Nexi.
Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a -1,87% e
Hong Kong che cala dello 0,84%. Shanghai e Seoul miste rispettivamente a
+0,16% e a -0,19%. Positiva Sidney a +0,02%. Sul fronte macroeconomico, i
nuovi lockdown frenano la fiducia delle imprese in Australia. L’indice Nab
Quarterly Business Confidence è infatti crollato nel terzo trimestre a -1 punti
dai 18 punti di primo e secondo. Il clima è negativo in Asia nonostante le
buone indicazioni in arrivo dalle trimestrali, visto che a rubare la scena è
ancora China Evergrande, crollata di oltre il 12% a Hong Kong dopo avere
dichiarato fallito il tentativo di cedere il controllo della sussidiaria Evergrande
Property Services Group a Hopson Development.
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo in vista della pubblicazione
dei risultati trimestrali dei colossi hight tech. Il Dow Jones ha guadagnato lo
0,43%, l’S&P 500 lo 0,37%. Poco sotto la parità il Nasdaq Composite a
-0,05%. L’indice delle blue chips ha aggiornato il record storico. Tra i titoli in
evidenza Netflix a -2,17%. Il colosso dello streaming ha registrato nel terzo
trimestre 4,4 mln di nuovi abbonamenti. Si tratta di un risultato migliore
rispetto ai 3,5 mln della guidance societaria e che arriva, soprattutto, dopo i
poco più di 1,5 mln del secondo trimestre, livello più basso mai registrato. Per
l’attuale periodo le previsioni sono invece di una crescita di 8,5 mln di utenti,
appena sopra agli 8,4 mln del consensus. Sostanzialmente raddoppiati i profitti
netti, da USD 790 mln a USD 1,45 mld

