I commenti ai risultati delle elezioni francesi a cura degli esperti di Carmignac, abrdn e BlueBay. Quale direzione per l’euro e l’equity francese?
Frederic Leroux, membro del Comitato di Investimento Strategico di Carmignac.
Come previsto, l’organizzazione di un “fronte repubblicano” contrario al Rassemblement National è riuscita a impedire l’ascesa al potere dell’estrema destra, dopo la sua vittoria clamorosa al primo turno delle elezioni.
Ciò che ha sorpreso, nel secondo turno, è stata la portata della sconfitta del Rassemblement National.
La nuova Assemblea Nazionale non ha una maggioranza. I partiti di destra hanno ottenuto il maggior numero di seggi, ma la loro componente principale – il Rassemblement National – non potrà formare una coalizione con il centro. Nel frattempo, a sinistra, anche La France Insoumise (estrema sinistra) non potrà partecipare a una collazione allargata. Ciò significa che non c’è spazio per una coalizione maggioritaria tra il resto della sinistra e il centro.
Le maggioranze si formeranno quindi in base ai provvedimenti da votare, in un contesto in cui i temi di consenso saranno particolarmente rari. Lo scenario più probabile è quello di uno stallo che impedisca qualsiasi iniziativa legislativa di rilievo. La Francia gestirà quindi i propri affari quotidiani, fino al prossimo scioglimento (tra più di un anno) o alle dimissioni del Presidente della Repubblica, in un contesto di ulteriore deterioramento dei conti pubblici.
Cosa possiamo aspettarci dai mercati?
È difficile pensare che il credito sovrano francese non si discosti da quello tedesco. Lo spread tra i due, che attualmente oscilla tra i 70 e i 75 punti base, è destinato a salire gradualmente, aumentando il costo del debito francese e contribuendo all’indebolimento dell’economia nazionale.
Sui mercati azionari, nonostante meno del 20% degli utili del CAC40 sia generato in Francia, è possibile che le allocazioni di asset in Francia vengano ridotte in modo permanente. La notizia dello scioglimento dell’Assemblea nazionale francese aveva provocato un calo uniforme di tutti i titoli francesi, mostrando una riduzione indiscriminata dell’allocazione alla Francia. Ora che l’apparente “worst-case scenario” del mercato è stato scongiurato, le migliori società esportatrici dovrebbero tornare a sovraperformare il mercato azionario francese, che risentirà di una chiara e duratura mancanza di dinamismo interno.
La situazione francese sembra inoltre destinata a contribuire all’indebolimento dell’euro, dato lo stallo del motore politico franco-tedesco. La mancanza di iniziativa economica rischia di “europeizzarsi”.
Alex Everett, investment manager, abrdn
Il fine settimana è stato di ulteriore sollievo per i mercati, poiché il Rassemblement National di Le Pen si è visto negare in modo netto l’auspicata maggioranza assoluta. Il risultato forte e sorprendente per la coalizione di sinistra Nouveau Front Populaire crea un’intricata lotta per il potere in Francia.
Un’affluenza storicamente elevata al secondo turno suggerisce una forte avversione nei confronti della prospettiva di una presa del potere da parte della destra. Il voto apparentemente tattico giustifica i frenetici accordi della settimana precedente tra partiti di sinistra e di centro.
Con un’ipotesi di parlamento sospeso ormai estremamente probabile, i mercati sono temporaneamente confortati da quello che sembra essere l’esito “meno negativo”. A parità di altre condizioni, non prevediamo un aumento significativo del debito francese. La politica del compromesso comporta pochi cambiamenti da qui in poi, limitando gli eccessi di un solo partito.
Una volta che la situazione si sarà stabilizzata, la fase di stallo di un parlamento sospeso si rivelerà più dannosa di quanto inizialmente ipotizzato. I problemi di bilancio della Francia non sono scomparsi. La scadenza del 20 settembre per un piano realistico di riduzione del deficit si è sempre più vicina. Il tentativo di Macron di imporre l’unità ha invece alimentato ulteriori contrasti. Siamo scettici sulla possibilità di registrare progressi significativi in materia di bilancio e continuiamo a sottopesare la Francia rispetto agli altri Paesi europei”.
Kaspar Hense, BlueBay senior portfolio manager, investment grade, RBC BlueBay
“Il risultato delle elezioni francesi ha grandemente sorpreso rispetto agli ultimi sondaggi. Ci si aspettava che il partito di Macron ottenesse un risultato migliore, ma il fatto che sia arrivato davanti al National Rally può comunque essere visto come una vittoria del centro.
In termini di reazione del mercato, il mercato azionario potrebbe concentrarsi sull’attuale situazione di paralisi politica, sull’immobilismo e sull’aumento delle tasse da parte della sinistra. Per gli spread della periferia europea, invece, la situazione non è così netta. Il mercato tornerà a concentrarsi sulla spesa europea per la difesa, mentre il deficit eccessivo sarà probabilmente gestito meglio da un governo più europeista”.

