Weekly outlook di Allianz Global Investors a cura di Dr. Hans-Jörg Naumer, Director Global Capital Markets & Thematic Research
I dati sull’economia reale avranno un ruolo particolarmente importante nelle prossime settimane. Saranno resi noti solo pochi dati, ma estremamente significativi. Oggi sarà pubblicato l’indice degli indicatori anticipatori relativi agli Stati Uniti. Il consensus prevede una flessione. Appaiono improbabili eventuali indicazioni di un imminente taglio dei tassi nel verbale dell’ultima riunione del Federal Open Market Committee (il comitato della Federal Reserve per la politica monetaria), la cui pubblicazione è prevista per mercoledì.
Per giovedì sono attesi diversi indici dei responsabili degli acquisti (PMI) per l’area euro e i suoi stati membri, ma anche per Giappone, Regno Unito e USA. Negli Stati Uniti saranno inoltre resi noti i dettagli delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione. Il mercato del lavoro USA sembra entrato in una fase di graduale normalizzazione.
Tuttavia non si è ancora stabilizzato abbastanza da attenuare i timori della Fed. Infine, usciranno l’indice della fiducia dei consumatori GfK per il Regno Unito e l’indice del sentiment delle imprese ifo per la Germania. Dopo un peggioramento quasi ininterrotto della valutazione della situazione attuale, del sentiment futuro e dei dati relativi ai singoli settori, possiamo solo sperare in un’incipiente inversione positiva degli indici.
Intanto, il quadro tecnico dei mercati azionari è precario. Anche se le medie mobili a 30 e a 200 giorni non inviano segnali di vendita sui principali mercati e l’ampiezza del mercato (misurata in base alle “advance-decline lines”, che indicano la differenza tra il numero di titoli in rialzo e il numero di titoli in ribasso) è aumentata, gli indici di forza relativa puntano a una situazione di ipercomprato.
Tale quadro potrebbe frenare la tendenza al (o, in altre parole, la “volontà” di) rialzo. A tal proposito, i sondaggi di Sentix e dell’American Association of Individual Investors segnalano un sentiment ottimista, e il nostro indicatore relativo agli USA, incentrato sulla relazione tra il rapporto prezzo/utili (P/E) e l’indicatore della volatilità VIX, è una rappresentazione di “compiacenza”.
Una compiacenza che sembra ignara dei rischi, ad esempio di quelli associati alla situazione geopolitica. Forse tra non molto gli investitori saranno costretti ad adeguare sia volontà che rappresentazione – o, per essere più espliciti: volontà e desideri per il futuro – alla realtà.

