Pictet Asset Management presenta la terza edizione dell’Osservatorio Internazionale Edufin. Cresce l’interesse per la finanza soprattutto nei giovani, anche se si reputano ancora non all’altezza della materia
Ottobre è il mese dedicato all’educazione finanziaria e, per il terzo anno consecutivo, Pictet Asset Management ha voluto dare il proprio contributo con una nuova ricerca dedicata all’analisi dello stato dell’arte dell’alfabetizzazione finanziaria dal titolo[1] “Osservatorio Internazionale Edufin Pictet AM 2023: diventare investitori”. Il titolo di questa terza edizione vuole riassumere il principale obiettivo di questa e delle molteplici altre iniziative di educazione finanziaria promosse negli ultimi anni in Italia volte a cercare di ingaggiare un pubblico sempre più vasto e supportalo al meglio nell’effettuare scelte di investimento consapevoli. Al centro della ricerca, l’analisi dell’interesse verso la materia, con un focus particolare sui giovani, le difficoltà riscontrate nella ricerca di contenuti e la predilezione sempre più marcata per i canali social, percepiti come fonte di informazioni affidabile. Temi che ci aiutano a comprendere l’attitudine delle diverse generazioni al risparmio, gli effetti di mercati sempre più incerti e volatili sulle scelte di investimento, le modalità e gli strumenti utilizzati per orientarsi e il posizionamento dell’Italia grazie a un confronto sul livello di educazione finanziaria con le grandi economie europee (UK, Germania, Francia e Spagna). La ricerca è stata realizzata da Pictet AM sotto la Direzione di Nicola Ronchetti, Fondatore e CEO di FINER Finance Explorer, Istituto di ricerca specializzato in ambito finanziario.
Emerge netta la percezione di non trovare i giusti contenuti nei canali più usati per informarsi, i social network. Il basso livello di educazione finanziaria impatta oggi più che mai sulle scelte di investimento
- Incertezza di mercato e complessità economica accrescono l’interesse per l’educazione finanziaria, che registra una crescita del 10% rispetto ai livelli del 2021. I giovani, in particolare, si dimostrano sempre più attenti ai temi economico-finanziari, con il 50% del campione che vi dedica regolarmente del tempo su base settimanale.
- Contenuti digitali e social network si confermano tra i principali canali di informazione finanziaria, con un più 10% in due anni. Solo nell’ultimo anno la fiducia verso le piattaforme social è aumentata del 17%; tuttavia, il 35% del campione continua ad affermare di non trovare contenuti disponibili o referenti adeguati.
- L’orizzonte di breve periodo domina le scelte di investimento, complice la complessità dello scenario macro, una diffusa avversione al rischio e un’insufficiente conoscenza finanziaria. Tra gli investitori, il 45% del campione italiano investe in obbligazioni e il 21% in immobili. Viceversa, i giovani risparmiatori, paradossalmente più idonei a investire in azioni in ottica di lungo termine, affermano di preferire investimenti quali la liquidità (65%) o il mercato immobiliare (24%), mostrando poco interesse e scarsa conoscenza di strumenti a loro più adatti, quali i PAC.
- A livello internazionale, tra gli attori preposti all’educazione finanziaria cresce il ruolo della scuola, seconda dopo le istituzioni in tutti i paesi Europei, a eccezione della Gran Bretagna. In Italia, l’introduzione di tematiche finanziarie nei programmi scolastici di educazione civica è stata favorevolmente accolta dal 49% del campione.

