Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l’analisi settimanale dei mercati finanziari a cura dell’Advisory
Macro review
Venerdì è stato pubblicato un solido job report, che secondo diversi analisti potrebbe indurre la FED a rinviare il taglio dei tassi. Il mese scorso, sono stati creati 216.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto a novembre, mentre gli analisti si attendevano un aumento di 170.000 posti. La disoccupazione è rimasta stabile al 3,7%, contro attese per un rialzo al 3,8%. Il settore terziario Usa però rallenta, con l’ISM non manifatturiero a dicembre 2023 che si è portato a 50,6 punti, dai 52,7 punti del mese precedente, risultando inferiore alle attese del mercato (52,6 punti).
Il dato preliminare d’inflazione annuale nell’area euro, comunicato da Eurostat, risulta pari al +2,9% a dicembre 2023, rispetto al +2,4% di novembre. Analizzando le sue principali componenti, il settore alimentare, alcol e tabacco sono quelli che hanno registrato un incremento annuale più elevato a dicembre, rispetto ai servizi e ai beni industriali non energetici. L’energia ha fornito un contributo negativo.
Azioni
Settimana negativa quella appena trascorsa per quasi tutti i principali indici azionari. Wall Street ha interrotto la serie di nove settimane consecutive di rialzi in quanto nella prima ottava dell’anno gli investitori hanno privilegiato le prese di beneficio dopo il rally di fine 2023.
Tra i listini il più debole è stato il Nasdaq, che ha perso il 3,25%, registrando la performance peggiore su base settimanale dal mese di settembre. Venerdì per l’indice delle 500 aziende a maggiore capitalizzazione è stata la prima seduta positiva del 2024, dopo tre consecutive negative. L‘indice Hang Seng è stato penalizzato soprattutto dai titoli tecnologici, portando a quasi -3% la performance settimanale.
Obbligazioni
A seguito del rally dei Treasury di fine 2023 che aveva spinto il rendimento del decennale sotto il 4% su aspettative di tagli dei tassi da parte della FED, gli operatori settimana scorsa hanno riconsiderato il loro outlook per i tassi, riducendo le aspettative. Il 10 anni è così salito al 4,05% (+20 bps).
Secondo i Fed Funds Futures, la probabilità di un taglio a marzo è scesa al 60% da oltre il 73% nell’ultima settimana del 2023. Il sentiment si è modificato dopo i forti dati dell’occupazione Usa nel corso dell’ultima ottava (ADP, sussidi e job report), oltre che il tono cautamente dovish degli ultimi verbali della FED di dicembre. Il movimento dei tassi Usa si è così riverberato anche sui Gilts e sui Bund. Il mercato obbligazionario primario è stato molto attivo in questo avvio d’anno con trenta nuove emissioni per oltre €32 mld raccolti tra Europa, USA e UK.
Valute e materie prime
Il Dollar Index nella settimana è salito dell’1,1%, trovando supporto come safe haven a causa dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente e dal movimento dei tassi. Il rally è stato in parte rallentato dalla pubblicazione di un indice ISM non manifatturiero. I prezzi del petrolio stanno risentendo dei forti tagli dei prezzi da parte del principale esportatore, l’Arabia Saudita, e dell’aumento della produzione dell’OPEC, compensando le preoccupazioni sull’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Outlook
A parte per i dati sull’inflazione (domani Tokyo, giovedì Stati Uniti e venerdì Cina), quella corrente è una settimana piuttosto scarna da un punto di vista macro. Al di fuori dell’inflazione, i dati dell’Asia-Pacifico si concentreranno sulle esportazioni cinesi a dicembre (venerdì) e vendite al dettaglio australiane nel mese di novembre (oggi). La Cina potrebbe anche aggiornare i dati finanziari aggregati questa settimana o all’inizio della settimana prossima.
Dopo la lunga pausa per le festività natalizie, i banchieri centrali dell’Eurozona riprenderanno la parola: Luis De Guindos interverrà ad un evento mercoledì e così anche Isabel Schnabel, che parteciperà ad una sessione Q&A live sulla piattaforma X. Venerdì è previsto, invece, un discorso pubblico di Philip Lane.

