Il Governo di Pechino potrebbe varare presto una serie di stimoli economici per supportare la crescita dell’economia. Cosmo Zhang, credit analyst, e Carlos de Sousa, portfolio manager di Vontobel
Gli ultimi dati economici mostrano che l’economia cinese continua a rallentare e il crescente rischio di deflazione sottolinea la necessità di un sostegno immediato da parte delle politiche monetarie e fiscali. Pertanto, ci aspettiamo che il governo cinese adotti pacchetti di stimolo economico nei prossimi mesi. Per quanto riguarda la politica monetaria, ci attendiamo che la People’s Bank of China (PBOC) tagli di altri 25 punti base il coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) nel trimestre in corso e che la crescita del finanziamento sociale totale (TSF) salga al 9,8% annuo entro fine anno. La PBOC ha già tagliato il tasso di finanziamento a medio termine (MLF) di 10 punti base a giugno, e forse sono possibili altri due tagli nella seconda metà del 2023. Sebbene il tasso di interesse nominale appaia basso, il tasso di interesse reale della Cina non lo è, nell’attuale contesto disinflazionistico.
Oltre all’allentamento della politica monetaria, la situazione attuale richiede forti misure di politica fiscale per stimolare la domanda aggregata e aumentare la fiducia delle imprese e dei consumatori. Lo stimolo fiscale da parte del governo centrale, finanziato da un aumento del debito, potrebbe essere un modo più adeguato per contrastare le pressioni economiche al ribasso, poiché le fonti di finanziamento dei governi locali sono state utilizzate per sostenere il settore immobiliare e da allora sono state limitate da una rigida regolamentazione dei prestiti. Prevediamo che un leggero pacchetto di stimoli fiscali arriverà nel corso del terzo trimestre del corrente anno, Tuttavia, è improbabile un massiccio stimolo politico simile a un bazooka. Le misure fiscali sarebbero favorevoli per le istituzioni finanziarie, le principali imprese statali (SOE), i veicoli di finanziamento delle amministrazioni locali e i settori che beneficiano di investimenti come l’edilizia e i materiali.
I dati economici più deboli del previsto suggeriscono che l’economia ha perso parte dello slancio di crescita dopo la riapertura. Tuttavia, è importante tenere presente che l’economia cinese sta affrontando sfide sia cicliche che strutturali. Sebbene riteniamo che il tasso di crescita del PIL superiore al 5% sia raggiungibile per il 2023, vi sono forti venti contrari per una crescita sostenibile nei prossimi anni, soprattutto se si considerano le tendenze secolari come il calo dei tassi di natalità, l’invecchiamento demografico e le nuove dinamiche disinflazionistiche. L’inflazione CPI è scesa ulteriormente a giugno a uno 0,0% annuo, inferiore alle attese, dallo 0,2% di maggio. In linea con il forte calo dei prezzi delle materie prime, l’inflazione PPI è scesa ulteriormente a -5,4% da -4,6%. Nel frattempo, il PMI manifatturiero ufficiale si è attestato a 49,0, al di sotto del livello espansivo di 50,0.
Opportunità in un ampio universo d’investimento
L’anno scorso l’inflazione nei mercati sviluppati ha raggiunto livelli che non si vedevano da quattro decenni. Gli aumenti dei tassi da parte delle principali banche centrali hanno determinato un inasprimento delle condizioni finanziarie sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. I Paesi emergenti, che si trovano ad affrontare sfide simili e sono più sensibili alla volatilità dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia, hanno iniziato ad aumentare i tassi prima e, nella maggior parte dei casi, più rapidamente. Tuttavia, l’impatto di alcuni degli shock negativi dell’offerta del 2022 si sta attenuando da un po’ di tempo. La maggior parte dei Paesi ha superato il picco dell’inflazione e le banche centrali si stanno preparando – o hanno già iniziato – ad allentare le proprie politiche monetarie.
Inoltre, sebbene né la Federal Reserve né la Banca Centrale Europea abbiano ancora terminato le loro manovre, le sorprese da falco sono molto meno probabili in futuro, visti i crescenti segnali di disinflazione, il rallentamento della crescita economica e l’inasprimento delle condizioni finanziarie per motivi diversi dalla politica monetaria. Di conseguenza, la probabilità che si verifichino situazioni di risk-off, come quelle degli ultimi mesi, è ora decisamente più bassa.
Inoltre, negli ultimi anni le principali economie emergenti hanno ridotto le loro vulnerabilità grazie a conti correnti molto più sani, grazie al miglioramento delle condizioni di scambio e a un minore ricorso al finanziamento esterno rispetto al decennio precedente.
Infine, le aspettative quasi unanimi indicano un aumento del differenziale di crescita tra paesi emergenti e sviluppati nei prossimi anni. Con il rallentamento delle economie statunitensi ed europee e la ripresa delle economie emergenti, il differenziale di crescita dovrebbe aumentare per molti altri grandi mercati emergenti rispetto al passato.
Sebbene il sentimento nei confronti dell’economia cinese sia diventato più cupo nell’ultimo mese, non c’è motivo di abbandonare il debito dei mercati emergenti. L’universo di investimento è abbastanza ampio e le opportunità di investimento sono molteplici. Per quanto riguarda le obbligazioni sovrane in valuta forte, riteniamo che vi sia ancora un buon valore in alcuni titoli sovrani a basso rating, in particolare nei titoli sovrani dell’Africa subsahariana in euro, non in difficoltà. Troviamo opportunità interessanti anche nei titoli quasi sovrani dell’Asia centrale e dell’Europa dell’Est, la cui maggioranza è investment grade. Anche le obbligazioni del debito estero delle Bahamas, in un contesto di piena ripresa del turismo e di politiche fiscali responsabili, offrono opportunità interessanti. In valuta locale, le strategie long duration in America Latina e in Europa dell’Est appaiono interessanti visto il processo di disinflazione in corso. Riteniamo che le banche centrali dei mercati emergenti di queste regioni saranno in grado di tagliare i tassi prima della Federal Reserve nei prossimi mesi, il che dovrebbe favorire i prezzi delle obbligazioni in valuta locale. Per quanto riguarda le obbligazioni societarie, vi sono opportunità interessanti in America Latina e in Europa dell’Est.

