I principali segnali emersi dai dati usciti settimana scorsa e i possibili “market movers” per questa settimana. Il weekly a cura di Cassa Lombarda
Il Presidente Fed, Jerome Powell, martedì e mercoledì testimonierà sullo stato dell’economia davanti alle Commissioni Finanza di Camera e Senato Usa. In settimana saranno pubblicati i dati preliminari sulla crescita del Pil nel 4Q in Eurozona, Germania e Gran Bretagna. Mercoledì sarà la volta della produzione industriale di Eurozona e giapponese. Negli Stati Uniti saranno pubblicate le evidenze su inflazione, vendite al dettaglio, produzione industriale e sussidi di disoccupazione. Attesa la decisione della Banca centrale in Nuova Zelanda. Sul fronte delle trimestrali, tra le principali, in arrivo Alibaba, Nvidia, Cisco, Vivendi, Barclays, RBS, Credit Suisse, Michelin, SoftBank, Nissan, Renault, Daimler, Bombardier, Airbus, Nestle, Heineken, PepsiCo, Kraft Heinz e Under Armour.
Macro review
I primi impatti del coronavirus sull’economia cinese si sono iniziati a manifestare con l’inflazione di gennaio salita al 5,4% annuo, su livelli record dal 2011, a causa di un boom degli alimentari, in particolare dei prezzi della carne di suino. La Fed ha ribadito come, nonostante la frenata del manifatturiero nel 2019, ciò non è sufficiente per innescare una recessione negli Usa. Per l’istituto centrale la crescita globale ha rallentato nel 2019, e si sono avuti segnali di stabilizzazione ad inizio 2020 prima del diffondersi del virus cinese, che potrà avere effetti negativi sull’economia Usa, e globale, ma è ancora troppo presto per determinarlo. S&P’s ha tagliato al 5% l’aspettativa della crescita del Pil cinese per il 2020, dal 5,7% atteso prima dell’inizio dell’epidemia di coronavirus. Nonostante l’epidemia in atto in Cina, il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, ha affermato che la Cina dovrà rispettare gli impegni assunti con la firma della “fase uno” dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti, e questi ultimi non sono preoccupati che Pechino possa venire meno ai suoi impegni. Mnuchin ha affermato che il Presidente Trump potrebbe tagliare i dazi sui prodotti importati dalla Cina solamente dopo la definizione della “fase due” dell’accordo commerciale.
Obbligazioni
Fitch ha confermato a BBB, con outlook negativo, il rating sovrano dell’ Italia. L’agenzia si aspetta per il 2020 un deficit pari al 2,4% del Pil, contro il 2,2% stimato dal governo e dice di non aspettarsi nuovi interventi da parte del governo per ovviare alla mancata crescita. Per Fitch, le misure per ridurre l’evasione fiscale e per attuare una spending review potrebbero richiedere del tempo per dare dei benefici e il loro impatto è incerto. Fitch ha inoltre confermato il rating sovrano della Russia a BBB con outlook stabile.
Azioni
Settimana scorsa si è assistito ad un rally impressionante dell’azionario, su scala globale, dovuto al calo dei timori per i danni economici dell’epidemia di coronavirus e per l’annuncio della Cina di una riduzione dei dazi su $75 miliardi di prodotti Usa importati, a partire dal prossimo 14 febbraio. Milano si porta sui massimi dal maggio 2018 grazie alla buona performance delle banche, in primis Unicredit dopo la solida trimestrale e l’indicazione di un aumento del payout. I tre indici principali a Wall Street hanno aggiornato i loro massimi storici, tuttavia il potenziale impatto dell’emergenza sanitaria in Cina tiene alta l’allerta nel top management delle società. Qualcomm, principale produttore di chip, ha ammonito che lo scoppio dell’epidemia rappresenta una potenziale minaccia per l’industria della telefonia mobile. A venerdì scorso il 64% delle società dell’ indice S&P500 ha riportato i risultati trimestrali per il quarto trimestre del 2019. In termini di ricavi il 71% delle società ha riportato al di sopra delle stime, ma ad un livello inferiore alla media quinquennale. In termini di utili le societàhanno riportato ad un livello del 4,6% superiore alle stime, anch’essi inferiori alla media quinquennale. In termini di vendite, il 67% delle società ha riportato vendite al di sopra delle stime, ed oltre alla media quinquennale.
Valute e materie prime
Nulla da segnalare sull’evoluzione del cross Euro-Usd ormai prigioniero, da diverse settimane, dello stretto trading range compreso tra i livelli di 1,10 e 1,12. Come atteso la Banca centrale australiana, RBA, ha mantenuto i tassi di riferimento invariati al minimo storico dello 0,75% e rimane cauta sulle prospettive 2020 per il possibile impatto sulla spesa interna degli incendi boschivi che hanno colpito il Paese. La banca centrale russa ha tagliato i tassi di riferimento di 25 basis points al 6%. L’istituto ha fatto notare che il rallentamento dell’inflazione supera le aspettative, mentre la crescita economica è aumentata nel secondo semestre 2019, ma persistono i rischi di un significativo rallentamento economico globale. In India la Banca Centrale ha mantenuto i tassi di riferimento invariati al 5,15% per la seconda riunione consecutiva, ai minimi di nove anni, pur mantenendo aperte le porte per ulteriori allentamenti a sostegno dell’economia quando l’inflazione rallenterà, dopo esser volata al 7,35% contro un obiettivo del 4%. La crescita del Paese nel 2020 è attesa al 5%, il livello più basso dalla crisi del 2008. In Brasile la Banca Centrale ha tagliato il tasso di riferimento di 25 punti base portandolo al 4,25%. In flessione i futures sul petrolio dopo che la Russia ha respinto il tentativo dell’Arabia Saudita di aumentare i tagli alla produzione di petrolio dell’Opec in risposta alle conseguenze del coronavirus in Cina. Per i delegati di Mosca è troppo presto per valutare l’impatto del virus sulla domanda globale di petrolio.

