Pictet Asset Management presenta per il quarto anno consecutivo una nuova ricerca dedicata all’analisi dello stato dell’arte dell’alfabetizzazione finanziaria in Italia
In occasione del mese dedicato all’educazione finanziaria, Pictet Asset Management presenta per il quarto anno consecutivo una nuova ricerca dedicata all’analisi dello stato dell’arte dell’alfabetizzazione finanziaria In Italia dal titolo “Osservatorio Edufin Pictet AM 2024: educare al futuro”.
Il titolo di quest’anno vuole fotografare quello che possiamo definire come il minimo comun denominatore di obiettivi, paure e bisogni dell’educazione finanziaria e del risparmio di oggi: l’orientamento al futuro.
L’educazione finanziaria viene infatti percepita sempre più da tutti, investitori e non, come strumento chiave per realizzare i propri progetti di vita, incrementando il desiderio di conoscenza, tempo dedicato, consapevolezza e sensibilità ai temi economico-finanziari.
Obiettivo principale dell’iniziativa resta quello di comprendere i bisogni e le difficoltà degli italiani nell’approcciarsi alla materia finanziaria, per supportarli al meglio nell’effettuare scelte di investimento consapevoli.
Per farlo, lo studio monitora, come ogni anno, l’andamento dell’interesse verso la materia, con un focus particolare sui giovani, le difficoltà riscontrate nella ricerca di contenuti e nell’individuazione di referenti autorevoli, l’evoluzione della dieta mediatica in ambito finanziario, dove la componente dei social network appare sempre più marcata, e quelle che sono le attitudini delle diverse generazioni al risparmio e previdenza sociale in un mercato oggi sempre più complesso, volatile e incerto.
La ricerca è stata realizzata da Pictet AM sotto la Direzione di Nicola Ronchetti, Fondatore e CEO di FINER Finance Explorer, Istituto di ricerca specializzato in ambito finanziario.

Daniele Cammilli, Head of Marketing di Pictet Asset Management dichiara: “Negli ultimi quattro anni la crescente complessità dei mercati finanziari, unita alle incertezze geopolitiche ed economiche, ha indubbiamente alimentato un maggiore interesse per la materia, la cui conoscenza e comprensione è ritenuta oggi cruciale da tutti per riuscire a realizzare i propri progetti di vita.
Tuttavia, continua a persistere un gap tra quelle che sono le iniziative promosse in questo ambito e l’effettiva crescita del livello di alfabetizzazione finanziaria in Italia. Ciò appare evidente sia nella difficoltà a trovare contenuti adeguati, sia nelle scelte di investimento che risultano spesso inefficienti e focalizzate sul breve termine.
Esempio emblematico sono ancora una volta i giovani: oltre la metà di loro si informa quasi quotidianamente su temi finanziari, prediligendo i canali social – in particolare Instagram – salvo poi non ritenersi soddisfatti dei contenuti e dell’affidabilità dei referenti. A questa difficoltà è imputabile l’incapacità di vedere il risparmio e gli investimenti in un’ottica di lungo termine, disciplinata da una attenta pianificazione finanziaria.
Ad esempio, i più giovani mostrano una pericolosa predilezione per il trading on line o l’acquisto di crypto valute, piuttosto che optare per approcci improntati alla diversificazione e alla comprensione del rischio attraverso un ingresso graduale nei mercati azionari tramite un PAC o pensare ad attivare forme di previdenza complementare.
Alla luce di ciò, noi operatori dobbiamo impegnarci nell’educare al futuro gli investitori di oggi e di domani, estendendo a un più ampio pubblico (generazioni e ricchezza) i servizi tipici della consulenza finanziaria, attraverso modelli di servizio innovativi, e promuovendo in primis una corretta pianificazione finanziaria per obiettivi. Un lavoro che noi di Pictet AM portiamo avanti da anni, attraverso molteplici iniziative, consapevoli dell’importanza economica e sociale di un’educazione finanziaria di qualità e sempre più accessibile a tutti.”
Nicola Ronchetti, Fondatore e CEO di FINER Finance Explorer aggiunge: “Questo progetto che portiamo avanti con Pictet AM da ormai quattro anni, ci ha permesso di tracciare la progressiva evoluzione dell’alfabetizzazione finanziaria in Italia, nonché monitorare le strategie di comunicazione e promozione della stessa messe in atto da operatori e istituzioni a vantaggio di tutti, specialmente dei più giovani.
In particolare, questo studio ci ha consentito di analizzare quelli che sono i principali limiti, in termini di contenuti, canali e referenti, al fine di riuscire nel tempo a meglio intercettare i bisogni e soddisfare le esigenze dei risparmiatori. Risparmio e investimento sono oggi temi imprescindibili e, a tal proposito, diventa fondamentale identificare a chi spetta il compito di educare: In Italia la scuola e le istituzioni si confermano oggi al primo posto, evidenziando da un lato l’importanza di sensibilizzare sempre di più e meglio le giovani generazioni, ma dall’altro anche la necessità di avere un referente che in qualche modo certifichi la validità dei contenuti finanziari veicolati.”
Le principali evidenze emerse:
- La complessità economica, unita al desiderio di realizzare i propri progetti di vita, accrescono l‘interesse per l’educazione finanziaria, che registra una crescita del 12% rispetto ai livelli del 2021. I giovani, in particolare, si dimostrano sempre più attenti ai temi economico-finanziari, con oltre il 40% del campione che desidera aumentare il proprio livello di conoscenza finanziaria.
- I social network si confermano tra i principali canali di informazione finanziaria, con una crescita di circa il 10% in tre anni. In particolare, Instagram conquista sempre di più i giovani che nel 35% circa dei casi lo usano sia per informarsi che per ricercare consigli di investimento. Di contro, l’individuazione di contenuti e/o referenti adeguati rimane l’ostacolo principale per il 39% del campione.
- L’orizzonte di breve periodo continua a dominare le scelte di investimento, complice la complessità dello scenario macro e la difficoltà a risparmiare. Il 70% della popolazione dichiara di soffrire di ansia finanziaria, alimentata a sua volta da una diffusa avversione al rischio e un’insufficiente conoscenza finanziaria. Tra gli investitori, il 47% del campione italiano investe in obbligazioni e il 22% in immobili. Mentre i giovani risparmiatori, più idonei a investire in azioni in ottica di lungo termine, continuano a mostrare poco interesse e scarsa conoscenza di strumenti a loro più adatti, quali i PAC o la previdenza complementare.
- Infine, negli ultimi anni si registra un progressivo sviluppo della digitalizzazione della finanza. Ad oggi, oltre il 40% di Boomer e GenX si avvale del banking online, mentre tra i più giovani questo strumento è affiancato e, nel caso della GenZ, superato dal trading on line e dall’acquisto di crypto valute.

