Ieri Ha preso il via l’EFPA Italia Meeting 2026 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze , la due giorni dedicata ai professionisti della consulenza finanziaria, quest’anno intitolata “Planning better, living longer. Tutto ha inizio da un punto”.
Al centro del confronto, il rapporto tra longevità, pianificazione patrimoniale e consulenza finanziaria, in uno scenario caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione, dall’evoluzione dei bisogni dei risparmiatori e dalla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale. Presentati anche i risultati della ricerca Finer sulle abitudini di risparmio degli italiani.
«Il nostro Paese è il secondo più anziano al mondo dopo il Giappone. Vivere di più è una cosa bellissima, una notizia straordinaria che però cambia le modalità di utilizzo del patrimonio e mette il mondo della consulenza davanti a una responsabilità nuova», ha spiegato in apertura Fabrizio Quaglio, presidente di EFPA Italia.
Di fronte alle grandi trasformazioni tecnologiche e demografiche, secondo Quaglio il ruolo del consulente finanziario dovrà fondarsi sempre più sulla fiducia e sulla capacità di accompagnare i clienti nelle diverse fasi della vita.
«I clienti con il passare degli anni diventano più fragili e bisognosi. Oggi però non esistono degli standard deontologici pensati per le persone più fragili, ma EFPA Italia li può definire e li definirà», ha assicurato il presidente, ricordando che nel 2027 la Fondazione celebrerà il suo 25° anniversario.
Risparmio e generazioni: gli italiani sono più cicale o formiche?
Uno dei momenti centrali del convegno di apertura dell’EFPA Italia Meeting 2026 è stata la presentazione della ricerca realizzata da Finer Finance Explorer, che ha analizzato le abitudini di risparmio e investimento degli italiani.
Ispirandosi alla celebre favola di Esopo, l’indagine ha cercato di capire se gli italiani siano prevalentemente “cicale”, orientate al consumo, oppure “formiche”, più attente alla costruzione del risparmio nel lungo periodo.
La ricerca ha coinvolto 9.100 risparmiatori e investitori, suddivisi per generazione e patrimonio finanziario, e 5.200 professionisti, tra consulenti finanziari e private banker.
I dati Finer: il 66% degli italiani si comporta da formica
Dall’indagine emergono differenze significative tra generazioni e tra chi si affida o meno a un professionista della consulenza finanziaria.
- 66%: la quota dei risparmiatori che segue la logica della “formica”, privilegiando il risparmio.
- 85%: la percentuale sale tra i risparmiatori assistiti da un consulente finanziario.
- 19%: la quota di “cicale” tra i boomer, secondo la classificazione generazionale utilizzata nella ricerca.
- 47%: la percentuale di “cicale” tra i ventenni.
- 24%: i giovani che investono regolarmente o ricorrono alla previdenza complementare, contro il 52% dei boomer.
- 63%: i più giovani che contano su pensioni e sussidi pubblici, rispetto al 77% registrato un anno prima.
I dati evidenziano come, nonostante una crescente consapevolezza dell’importanza di risparmiare fin da giovani, il ricorso agli strumenti di investimento e alla previdenza integrativa rimanga ancora limitato nelle nuove generazioni.
Nicola Ronchetti: serve un linguaggio diverso per ogni generazione
«L’aspetto fondamentale che ci dice questa analisi è che il consulente non può usare lo stesso linguaggio per le differenti generazioni perché sono diversi gli obiettivi per il futuro», ha sottolineato Nicola Ronchetti, fondatore e CEO di Finer Finance Explorer.
Per i più giovani, ha spiegato Ronchetti, è più efficace parlare di prevenzione, qualità della vita, viaggi e passioni. Per le generazioni più anziane, invece, diventano prioritari il mantenimento dello stile di vita e la possibilità di accedere a cure migliori.
La personalizzazione della consulenza finanziaria assume quindi un’importanza crescente, non soltanto in relazione alla disponibilità patrimoniale, ma anche all’età, alle aspettative e ai bisogni delle persone.
Pensioni e previdenza complementare: il ruolo sociale della consulenza finanziaria
Le differenze generazionali pongono interrogativi anche sulla sostenibilità del sistema previdenziale e sulla capacità dei giovani di pianificare il proprio futuro economico.
A richiamare l’attenzione sul tema è stato Mauro Maria Marino, presidente dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari (OCF).
«I giovani oggi non hanno chiaro che con l’attuale sistema previdenziale pubblico, se non si cambia qualche cosa, ci sarà una generazione che non potrà vedersi riconosciuta la pensione», ha osservato Marino.
In questo scenario, la consulenza finanziaria assume una funzione che va oltre la semplice gestione degli investimenti, diventando, nelle parole di Marino, «un’infrastruttura immateriale del Paese».
L’educazione finanziaria, la pianificazione previdenziale e la costruzione di un patrimonio nel lungo periodo diventano così strumenti fondamentali per affrontare le conseguenze economiche dell’invecchiamento demografico.
Al confronto hanno partecipato anche Luigi Conte, presidente di ANASF, Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti, oltre a Ronchetti, Marino e Quaglio.
Longevity risk: come cambia la pianificazione patrimoniale
Tra i temi principali dell’EFPA Italia Meeting 2026 ha trovato ampio spazio il longevity risk, ovvero il rischio finanziario legato alla possibilità di vivere più a lungo rispetto all’orizzonte temporale inizialmente previsto nella pianificazione delle proprie risorse.
L’aumento dell’aspettativa di vita impone infatti di ripensare le strategie di investimento, risparmio e previdenza, considerando periodi di pensionamento potenzialmente più lunghi e maggiori esigenze di assistenza sanitaria.
Per i consulenti finanziari si apre dunque una nuova fase, che richiede competenze sempre più trasversali.
Non basta più accompagnare il cliente nella fase di accumulo del patrimonio: diventa necessario pianificare anche il suo utilizzo nel tempo, garantendo un equilibrio tra disponibilità finanziarie, bisogni familiari e obiettivi personali.
Il confronto ha affrontato anche le nuove modalità con cui le giovani generazioni si avvicinano agli investimenti, spesso attraverso piattaforme digitali, e i rischi connessi alla crescente digitalizzazione: frodi online, cybersecurity e falsi consulenti finanziari.
Intelligenza artificiale e consulenza finanziaria: la centralità del rapporto umano
Un altro tema centrale dell’incontro è stato l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla consulenza finanziaria, tra opportunità di innovazione e necessità di tutelare la relazione con il cliente.
Secondo Luigi Conte, presidente di ANASF, l’AI può rappresentare uno strumento importante, ma non deve portare a semplificare eccessivamente la pianificazione patrimoniale.
Il processo deve infatti considerare non soltanto gli aspetti tecnici, ma anche il contesto personale ed economico dei clienti, dalle esigenze delle famiglie alle caratteristiche delle microimprese.
«Il messaggio che dobbiamo rappresentare, innanzitutto a noi stessi e poi ai nostri interlocutori, è che dialogare con un consulente finanziario prevede il verbo con cui ho iniziato la frase, “dialogare”».
Conte ha poi evidenziato uno dei limiti nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale: «L’intelligenza artificiale è straordinaria, ma ha un problema di fondo: se non sai chiedere, la risposta non sarà adeguata».
Il valore della consulenza, dunque, resta legato alla capacità di ascoltare, interpretare i bisogni e costruire un rapporto di fiducia, anche in un contesto sempre più tecnologico.
Retail Investment Strategy e Value for Money: il dibattito europeo
Durante il meeting è stato affrontato anche il tema della Retail Investment Strategy (RIS), il pacchetto di riforme europee volto a rafforzare la tutela degli investitori al dettaglio e a intervenire sulle regole della distribuzione dei prodotti finanziari.
Particolare attenzione è stata dedicata al principio del Value for Money, che punta a valutare se i costi di un prodotto finanziario siano giustificati dai benefici offerti agli investitori.
Secondo Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti, un’impostazione concentrata prevalentemente sui costi rischia però di non valorizzare adeguatamente il servizio di consulenza.
Tofanelli ha definito questa visione potenzialmente «già superata», perché il valore della relazione professionale non può essere misurato esclusivamente attraverso il prezzo dei prodotti.
La pianificazione patrimoniale, infatti, può svilupparsi su orizzonti temporali superiori ai 30 anni e richiede una valutazione complessiva degli obiettivi del cliente.
In questa prospettiva assume rilevanza il Goal-Based Investing, un approccio agli investimenti che costruisce le strategie di portafoglio a partire da obiettivi di vita concreti, come l’acquisto di una casa, l’istruzione dei figli, la pensione o la protezione del patrimonio familiare.
Dall’accumulo al decumulo: pianificare le diverse fasi della vita
La longevità rende sempre più importante distinguere tra la fase di accumulo del patrimonio e quella di decumulo, durante la quale le risorse finanziarie vengono progressivamente utilizzate per sostenere le esigenze di vita.
«Ognuno di noi ha tanti obiettivi in funzione degli anni e delle fasi della vita. Dalle fasi di accumulo si passa a delle fasi di decumulo importanti», ha spiegato Tofanelli.
La consulenza finanziaria deve quindi accompagnare le famiglie non soltanto nella definizione degli obiettivi di lungo periodo, ma anche nell’individuazione delle tappe intermedie.
Il punto centrale diventa capire quando destinare una parte del portafoglio al disinvestimento, cercando di ridurre il rischio di dover liquidare gli investimenti in una fase sfavorevole dei mercati.
Una sfida che richiede pianificazione, diversificazione e una continua revisione delle strategie in funzione dell’evoluzione dei bisogni personali.
Mercati finanziari e rischio Paese: l’analisi di Luigi Buttiglione
A delineare il quadro macroeconomico è stato Luigi Buttiglione, fondatore e amministratore delegato di LB Macro, che ha analizzato le principali variabili da considerare nelle scelte di investimento, dalla geopolitica all’andamento dei mercati finanziari.
Buttiglione ha descritto l’Italia come un «Paese ad alto debito», individuando nella debole produttività uno dei principali problemi strutturali dell’economia nazionale.
«Il problema numero uno è la produttività: siamo i peggiori in Europa», ha affermato.
Secondo le proiezioni illustrate dall’economista, i rischi di crisi sovrana potrebbero esercitare pressioni al rialzo sui rendimenti dei titoli di Stato di Italia e Francia.
Uno scenario definito «preoccupante», nel quale diventano fondamentali la qualità delle decisioni economiche e la capacità di individuare competenze adeguate per affrontare le criticità.
«Non si possono trovare soluzioni se non si mettono le persone giuste al posto giusto», ha concluso Buttiglione.
Francesco Zaccariello e l’innovazione nell’e-commerce farmaceutico
A chiudere gli interventi è stato Francesco Zaccariello, fondatore di Efarma Group, che ha raccontato la propria esperienza imprenditoriale nel settore farmaceutico.
Esponente della terza generazione di una famiglia di farmacisti, Zaccariello ha scelto di puntare sull’e-commerce, trasformando un’attività tradizionale in un progetto imprenditoriale digitale.
Attraverso lo sviluppo delle farmacie online, ha contribuito alla creazione di 200 posti di lavoro e di un importante hub di ricerca europeo.
Una testimonianza che ha portato al meeting il tema dell’innovazione imprenditoriale e della capacità di cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione tecnologica.
EFPA Italia Meeting 2026: la consulenza finanziaria guarda al futuro
Dalla ricerca Finer al confronto sull’intelligenza artificiale, passando per pensioni, previdenza complementare e longevità, dall’EFPA Italia Meeting 2026 emerge una trasformazione del ruolo del consulente finanziario.
La sfida non riguarda più soltanto la gestione del risparmio, ma la capacità di accompagnare le persone lungo un percorso di vita sempre più articolato e potenzialmente più lungo.
In questo scenario, competenze tecniche, educazione finanziaria, innovazione e fiducia diventano elementi centrali per costruire una pianificazione patrimoniale capace di rispondere alle esigenze delle diverse generazioni.

