Intervista a Nicola Calbiani – gestore in BCC Risparmio&Previdenza

L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?
Nicola Calbiani

L’anno in corso è stato molto positivo per i corsi azionari a stelle strisce grazie al forte aumento degli utili e ai bassi tassi d’interesse sia nominali che reali.

Il 2022 si prospetta invece come un anno più difficile per l’asset class. La forte crescita degli ultimi trimestri, che ha portato il Pil oltre i livelli pre-pandemia, è destinata infatti a rallentare.

Inoltre il protrarsi dei colli di bottiglia nelle catene produttive e il violento rialzo del costo dell’energia andranno a pesare negativamente sulla crescita e a rinfocolare l’inflazione.

Avremo dunque, a fronte di un mercato che è salito da inizio anno di oltre il 20%, una crescita degli utili limitata dal rallentamento economico e dalle pressioni sui margini derivanti dagli aumenti dei costi di produzione.

Allo stesso tempo un aumento dei tassi d’interesse legato al persistere delle pressioni inflazionistiche andrà ad impattare le valutazioni. Va tuttavia sottolineato che ci aspettiamo una crescita positiva anche nel 2022. E un’inflazione che andrà a calare nei prossimi mesi, sebbene sia destinata a stabilizzarsi a livelli più elevati rispetto a quelli a cui ci eravamo abituati negli anni scorsi. Per determinare l’andamento del mercato azionario nel 2022 sarà fondamentale la tempistica di riequilibrio dei mercati a cominciare dal mercato del lavoro, dell’energia e dei semiconduttori, per finire con il tema della logistica.

Quali scelte di asset allocation state adottando per costruire i vostri portafogli focalizzati sull’azionario Usa in questa fase di mercato?

Dato lo scenario delineato sopra, il portafoglio per il prossimo anno dovrà essere caratterizzato da una minore esposizione al rischio. Il tema ciclico resta tuttora valido, ma in una fase di ciclo avanzato ha senso spostarsi gradualmente sui titoli di maggior qualità.

Anche sul fronte “growth”, e in particolare nel comparto tecnologico, la strategia è quella di andare a ridurre i titoli più speculativi, mantenendo l’esposizione su quelli di maggiore qualità che, sebbene caratterizzati da alte valutazioni, presentano un profilo di crescita, storicamente consolidato, di gran lunga superiore rispetto a quello del mercato. A livello settoriale restano appetibili i titoli del comparto energia, che non stanno prezzando appieno il rialzo del greggio, e i finanziari, che beneficiano sia del rialzo dei tassi che della crescita dell’economia.