Intervista a John Streur, president and ceo di Calvert Research and Management (gruppo Morgan Stanley).
Potrebbe descrivere la filosofia di investimento di Calvert?
«La nostra attività, come società di gestione, è basata su quattro pilastri. Il primo è l’attenzione alle performance: i nostri clienti, infatti, si aspettano di ottenere validi rendimenti quando investono con noi. In secondo luogo, dedichiamo ingenti risorse allo sviluppo della nostra ricerca proprietaria. In questo ambito abbiamo implementato una serie di criteri Esg proprietari che ci servono per analizzare e comprendere appieno le aziende, il loro management e i paesi in cui investiamo. In terzo luogo, per noi è fondamentale condurre politiche attive nei confronti delle aziende alle quali siamo esposti.
Non ci limitiamo, infatti, a usare la nostra ricerca al solo fine di selezionare i titoli: a essa accompagniamo una forte attività di engagement per spingere i gruppi a migliorare il loro profilo su tutte e tre le voci dell’acronimo Esg.
Infine, vogliamo comprendere e misurare l’impatto delle nostre scelte, in particolar modo nei confronti di quelle categorie di persone che storicamente si sono trovate in una posizione di svantaggio e per le quali finora il capitalismo non ha sempre funzionato come avrebbe potuto».
Calvert ha una lunga esperienza nel campo degli investimenti sostenibili; che cosa differenzia il vostro approccio rispetto a quello di altre case di gestione?
«Calvert è una società di asset management globale che opera nel campo degli investimenti responsabili dagli anni ‘80, ben prima che l’etichetta Esg diventasse mainstream. Forti di questa esperienza, possiamo investire praticamente in ogni mercato e ogni nazione, sia che si tratti di economie emergenti, sia sviluppate».

