Nel pomeriggio verranno pubblicati i dati sui nuovi cantieri residenziali e sulle licenze edilizie negli USA. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, mercoledì 19 ottobre, si presenta particolarmente
interessante. In mattinata saranno resi disponibili i dati sull’inflazione
dell’Eurozona, mentre nel pomeriggio, sul fronte americano verranno pubblicati i
dati sui nuovi cantieri residenziali, sulle licenze edilizie.

Sul fronte europeo, secondo quanto comunicato dall’Office for National
Statistics (Ons, l’ente statistico di Londra), in settembre l’inflazione è salita in
Gran Bretagna al 10,1% annuo dal 9,9% di agosto, contro il 10,0% del
consensus. Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5%
come in agosto, contro lo 0,4% atteso dagli economisti. L’indice core è invece
aumentato del 6,5% annuo e dello 0,6% sequenziale. Inoltre, secondo quanto
comunicato dall’Office for National Statistics (Ons, l’ente statistico di Londra), in
settembre i prezzi alla produzione in input sono balzati in Gran Bretagna del
20,0% annuo, in lieve rallentamento rispetto al 20,9% della lettura finale di
agosto e contro il 18,8% del consensus. Su base mensile l’indice dei prezzi alla
produzione in input è cresciuto dello 0,4% contro il precedente calo dello 0,9%. I
prezzi alla produzione in output sono invece saliti del 15,9% annuo contro il
16,4% di agosto e il 15,7% stimato dagli economisti. Su base mensile i prezzi in
output sono aumentati dello 0,2% contro lo 0,1% precedente.

Sul fronte statunitense, secondo le stime riportate martedì dall’American
Petroleum Institute (Api), le scorte di petrolio sono calate in Usa di 1,27 mln di
barili nella settimana chiusa il 14 ottobre. Le riserve di benzina sono invece scese
di 2,20 mln di barili. I dati dell’Api precedono quelli ufficiali della U.S. Energy
Information Administration (Eia) che saranno diffusi in giornata. Secondo il
consensus, l’Eia dovrebbe comunicare un progresso di 1,70 mln di barili per il
greggio. Inoltre, secondo Neel Kashkari, president della Federal Reserve (Fed) di
Minneapolis, i tassi d’interesse Usa potrebbero salire anche oltre al 4,75% se
l’inflazione underlying non smettesse di crescere. Sulla base delle recenti letture
dell’indice dei prezzi al consumo e di altri dati, gli economisti stimano che il Pce
Price Index (personal consumption expenditure, metrica privilegiata dalla Fed per
l’inflazione) sia aumentato del 5,1% annuo in settembre.

Il cross euro/dollaro vale 0,9817 in calo di 0,15%, mentre il cambio euro/yen si
attesta su 146,75 in rialzo dello 0,12% e il cambio usd/jpy scambia a 149,31 in
rialzo di 0,03%.

Derivati sul greggio in rialzo. Il futures sul Brent guadagna lo 0,62% a USD
90,57 il barile, mentre WTI Usa sale dell’1,04% a USD 83,68.

Stamane il Bund future ha aperto a 136,43 il Btp future a 110,43. Lo spread
Btp/Bund riparte da 242 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
4,727%.

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari che guadagna quasi
mezzo punto percentuale. Positivi i titoli bancari. In rialzo anche Tenaris,
Leonardo, Stallantis, Interpump e Pirelli. In ribasso invece Campari, Recordati,
Amplifon, Inwit e Moncler.

Azionariato asiatico misto stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo
che guadagna lo 0,37%, Hong Kong scende del 2,20%, Shanghai dell’1,05%,
Seoul dello 0,56%, mentre Sidney sale dello 0,31%. I risultati trimestrali
hanno aiutato almeno temporaneamente a compensare le preoccupazioni degli
investitori secondo cui l’aggressiva stretta monetaria della Federal Reserve
(Fed), la cui politica è stata seguita da molte banche centrali in Europa ma
anche in Asia, decisa per controllare l’impennata dell’inflazione possa in realtà
fare precipitare l’economia globale in recessione. Timori che hanno trascinato
Wall Street in bear market (nonostante l’ultima seduta l’S&P 500 rimane in
declino di oltre il 22% quest’anno). D’altronde i mercati solo alle trimestrali
possono rivolgersi, vista la mancanza di dati macroeconomici rilevanti in questi
giorni, anche per la decisione di Pechino di annullare la pubblicazione di quelli
relativi a Pil, produzione industriale e vendite retail della Cina.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha
guadagnato l’1,12%, l’S&P 500 l’1,14%, mentre il Nasdaq Composite lo
0,73%. Tra i titoli in evidenza Goldman Sachs Group +2,46%. La banca d’affari
ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto in calo a USD 2,96 mld (USD 8,25
per azione) ma superiore alle attese degli analisti (USD 7,69 per azione). GS ha
annunciato un progetto di riorganizzazione in tre divisioni. Lockheed Martin
+8,81%. Il colosso della difesa ha registrato un utile trimestrale superiore alle
attese degli analisti (USD 6,71 per azione contro i USD 6,67 del consensus) ed
ha confermato la guidance sui ricavi per l’intero esercizio a USD 65,25 mld.