Apertura positiva per borse europee. La Borsa di New York ha chiuso la seduta senza grandi variazioni dopo il selloff innescato dai timori per il collasso del big delle costruzioni China Evergrande. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, mercoledì 22 settembre, ha alcuni spunti significativi.
Sul fronte delle banche centrali, atteso oggi, alle 20 italiane, il verdetto della
Federal Reserve che dovrebbe discutere di un ‘tapering’ delle massicce misure
di stimolo messe in campo contro la pandemia per poi fare il relativo annuncio a
novembre e dare il via all’operazione a dicembre.
Da monitorare anche le nuove proiezioni per l’economia da cui potrebbero emergere le ricadute dell’inflazione più alta del previsto e della pandemia. Di ieri il monito dell’Ocse: è troppo presto perché si ritiri il sostegno eccezionale concesso alle economie nonostante il picco dell’inflazione. Inoltre, al termine della propria riunione, la banca centrale del Giappone, in linea con le attese, ha lasciato invariata la politica monetaria.
L’istituto ha però tracciato un quadro più fosco per export e produzione
rafforzando le attese che manterrà ancora in campo le massicce misure di
stimolo. Sempre sul fronte delle banche centrali, diffusi ieri i dati sugli
acquisti settimanali nell’ambito dei programmi Bce che hanno mostrato un
incremento nel Pepp rispetto alla scorsa settimana e una lieve decelerazione
negli acquisti di titoli pubblici nel Qe.
Da oltreoceano, ieri la Camera dei rappresentanti ha votato per finanziare il governo federale fino al 3 dicembre e sospendere il limite al debito fino a fine 2022 con il provvedimento che ora passa al Senato dove i Repubblicani minacciano di bloccarlo. Intanto, diffusi ieri, i dati sulle partite correnti Usa hanno mostrato un incremento del deficit al massimo di 14 anni nel secondo trimestre. Sul fronte europeo, unico dato macro di rilievo in una giornata povera da questo punto di vista è la stima di settembre della fiducia dei consumatori della zona euro che da attese dovrebbe attestarsi a -5,8 dal precedente -5,3.
Il cross euro/dollaro vale 1,1724, in calo di 0,01%; il cambio euro/yen 128,48
mentre il dollaro/yen scambia a 109,51.
Il future sul Brent guadagna lo 1,36% a 71,59 dollari il barile e il future sul Wti
sale dell’1,52% a 75,40 dollari.
Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 19 bp a 171,51, il Btp future
perde 3 bp a 154,08. Lo spread Btp/Bund riparte da 101 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,691%. Sul lato dell’offerta, ieri sera il Tesoro
ha detto che, all’asta del 24 settembre, offrirà EUR 2-2,5 mld nel Btp short term
e fino a EUR 1 mld in Btpei.
Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello
0,76% in apertura. In salita i principali indici EU. Positivi i titoli bancari sul
Ftse Mib. Bene Tenaris, Buzzi Unicem, Eni, Stellantis, Saipem ed Enel. Scendono
Ferrari, Recordati, Amplifon e Diasorin.
Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo che perde lo
0,67% e Hong Kong positiva a +0,51%. Shanghai e Seoul positive
rispettivamente a +0,29% e +0,33%. Positiva Sidney a +0,32%. Sul lato
macro, la People’s Bank of China (PboC) ha lasciato invariato al 3,85% per il
diciassettesimo meeting consecutivo il loan prime rate annuale. Inoltre,
iniziano ad andare in scadenza i debiti di China Evergrande ma gli economisti
si attendono un intervento diretto di Pechino solo nel caso che il colosso delle
costruzioni non riesca a trovare un accordo con i creditori.
La Borsa di New York ha chiuso la seduta senza grandi variazioni dopo il selloff di lunedì innescato dai timori per il collasso del big delle costruzioni China Evergrande ed alla vigilia delle decisioni del meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie). Il Dow Jones ha perso lo 0,15%, l’S&P 500 lo 0,08% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,22%.
Tra i titoli in evidenza, Uber Technologies a +11,49%. Il gigante di San
Francisco prevede di raggiungere il breakeven a livello di Ebitda adjusted nel
terzo trimestre. Warner Music Group a +11,77%. Credit Suisse ha alzato il
rating sul titolo della casa discografica “outperform” da “neutral”.

