Apertura positiva per borse europee, con Piazza Affari in salita dello 0,47%. Cross euro/dollaro vale 1,1562, in calo dello 0,25%. La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, giovedì 4 novembre, ha alcuni spunti significativi. Sul
fronte europeo, secondo quanto comunicato dal Central Bureau voor de
Statistiek, cioè l’Ufficio centrale di statistica dei Paesi Bassi, in ottobre il tasso
d’inflazione è cresciuto in Olanda al 3,4% annuo dal 2,7% di settembre e dal
2,4% in agosto. Il dato si attesta sui massimi dall’aprile 2002. L’inflazione
armonizzata è invece cresciuta al 3,7% annuo dal 3,0% precedente e dal 2,7%
in agosto. Sul fronte asiatico, l’indice Pmi dei servizi del Giappone, stilato da
Markit in collaborazione con Jibun Bank, è salito in ottobre a 50,7 punti dai 47,8
punti di settembre. Il dato, che torna sopra la soglia di 50 punti che separa
espansione da contrazione per la prima volta dal gennaio 2019, è in linea con
la lettura preliminare. Il Pmi Composite, che combina l’indice dei servizi con
quello del manifatturiero, è parimenti salito a 50,7 dai 47,9 punti precedenti. Da
oltreoceano, negli Stati Uniti, come ampiamente previsto, il Federal Open
Market Committee ha confermato i tassi d’interesse in un range compreso tra
lo 0% e lo 0,25%. Come anticipato in occasione del precedente meeting dallo
stesso chairman Jerome Powell, però, la Fed ha avviato il cosiddetto tapering,
ovvero la riduzione del colossale piano di stimolo realizzato attraverso
l’acquisto di titoli per USD 120 mld al mese. Anche l’ammontare del tapering era
stato largamente anticipato nelle scorse settimane dai rappresentanti
dell’istituto di Washington: a partire da dicembre la Fed ridurrà gli acquisti per
complessivi USD 15 mld (USD 10 mld in Treasury e USD 5 mld in mortgage
backed security). Se tale ritmo verrà confermato il piano di stimolo verrà di fatto
esaurito per luglio 2022.
Il cross euro/dollaro vale 1,1562 in calo dello 0,25%; il cambio euro/yen
132,05 mentre il dollaro/yen scambia a 114,17.
Il future sul Brent viaggia in salita dello 0,60% a 82,22 dollari il barile e il
future sul Wti cala dello 0,02% a 80,91 dollari.
Stamane il Bund future ha aperto in discesa di 7 bp a 169,35, il Btp future
guadagna 15 bp a 150,61. Lo spread Btp/Bund riparte da 120 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 1,015%.
Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello
0,47% in apertura. Positivi i principali indici EU. Positivi i titoli bancari sul FTSE
Mib. Bene Tenaris, STM, Saipem, Nexi e Amplifon. In apertura scendono
Telecom Italia, Diasorin, Pirelli e Ferrari.
Azionariato asiatico positivo stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a +0,93% e
Hong Kong che sale dello 0,65%. Shanghai e Seoul positive rispettivamente a
+0,81% e a +0,25%. Positiva Sidney a +0,48%. Sul fronte macroeconomico,
Haruhiko Kuroda, governatore della Bank of Japan, ha sottolineato che
l’istituto nipponico non intende uscire presto dal proprio stimolo monetario. Per
Kuroda, la BoJ deve affrontare una situazione diversa rispetto agli istituti
centrali in Occidente.
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha
guadagnato lo 0,29%, l’S&P 500 lo 0,65% ed il Nasdaq Composite l’1,04%. I
tre indici hanno aggiornato i record storici. Tra i titoli in evidenza Bed Bath &
Beyond a +15,22%. Il retailer di prodotti d’arredamento ha annunciato che
alcuni dei suoi prodotti per l’infanzia più acquistati saranno disponibili anche
da Kroger, secondo retailer generalista in Usa alle spalle di Walmart. In negozi
selezionati di Kroger, verranno realizzati corner per la vendita di prodotti di Bed
Bath & Beyond come biancheria da letto e mobili e accessori per bambini.
Activision Blizzard a -14,06%. Il produttore di videogame ha ammesso ritardi
nel lancio di titoli attesi come Diablo IV e Overwatch 2, due dei principali
progetti, da mesi invischiata in uno scandalo sessuale che ha già portato
all’uscita del president J. Allen Brack. Come nota, la guidance relativa al quarto
trimestre evidenzia che neppure l’uscita di un nuovo Call of Duty riuscirà a
risollevare Activision.

