Molti i dati attesi macro in giornata. Focus sulla fiducia di consumatori e
imprese in Italia a gennaio: dopo il rimbalzo registrato a dicembre, soprattutto il
clima tra i consumatori è visto in flessione in un mese che continua a risentire
delle restrizioni per contenere la diffusione del coronavirus.
Tra i dati in arrivo anche l’economic sentiment di Eurozona a gennaio, atteso in calo, e l’inflazione tedesca nello stesso mese, vista in recupero a livello tendenziale.
Negli Stati Uniti sono invece in arrivo le nuove richieste settimanali di disoccupazione, la bilancia commerciale di dicembre, la revisione delle licenze edilizie e la vendita di nuove case unifamiliari in dicembre, e soprattutto la stima del Pil nel quarto
trimestre, con attese per una crescita del 4%.
L’economia americana nel 2020 ha probabilmente subìto la peggiore contrazione da 74 anni. In Giappone le vendite al dettaglio sono scese in dicembre dello 0,8% su mese, facendo peggio del -0,7% atteso, ma recuperando rispetto al calo del 2,1% di
novembre.
Su base annua, il dato è sceso dello -0,3% (consensus -0,5%). Negli Usa la Federal Reserve ha lasciato invariata la politica monetaria, confermando i tassi attorno allo zero e l’acquisto di bond per un valore di almeno USD 120 mld, e ribadendo l’impegno a usare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere un’economia la cui ripresa negli ultimi mesi ha registrato un rallentamento.
Dopo il meeting il presidente Powell ha detto che il programma di vaccinazione è fondamentale, che l’economia Usa è molto lontana dal centrare gli obiettivi di politica monetaria e di inflazione e, probabilmente, ci vorrà del tempo prima che vengano compiuti ulteriori significativi progressi.
Il dollaro estende i guadagni dopo la Fed. Il cross euro/dollaro è a 1,2090, in
calo dello 0,15%, l’euro/yen scambia a 126,14, il dollaro quota a 104,27 yen.
Prezzi del petrolio in calo stamane per i timori sulla domanda globale,
nonostante un forte calo delle scorte settimanali Usa evidenziato ieri dai dati Eia.
Il futures sul Brent perde lo 0,90% a USD 55,30 il barile, al Nymex il Wti Usa
cede lo 0,80% a USD 52,40.
Stamane il Bund future marzo ha aperto in rialzo di 4 tick a 177,83, il Btp future
cedono 8 bp a 150,94. Lo spread Btp/Bund riparte da 121 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale risalito allo 0,66%.
Nell’appuntamento clou della tornata d’aste di fine mese, stamani il Tesoro mette a disposizione fino a EUR 8,75 mld nei collocamenti a medio-lungo termine, con i rendimenti dei Btp a 5 e 10 anni, offerti insieme al Ccteu aprile 2026, attesi in rialzo.
Apertura in calo per le borse europee, sulla scia dei cali di Wall Street e delle
piazze asiatiche, con i principali indici EU e Piazza Affari che perdono entro il
punto percentuale nelle prime battute. Misti i titoli bancari, in calo Enel, Exor,
Recordati, Amplifon, Diasorin, Eni, Generali, Pirelli e Stellantis. In rialzo invece
Tenaris e Saipem.
Borse asiatiche in forte calo sulla scia dei ribassi di Wall Street che erodono i
guadagni del 2021, con l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in
calo dell’1,53%, sell anche su Shanghai -1,90%, Hong Kong -2,77%, Seoul –
1,71%, Sidney -1,93%.
L‘impostazione ‘dovish’ della Fed non ha aiutato. Alla borsa di Tokyo male Murata Manufacturing (-3,6%). A Taiwan Foxconn ha perso il 3,25%, mentre Taiwan Semiconductor Manufacturing Company è scesa del 2,44%. Alibaba sotto pressione alla borsa di Hong Kong dopo che il Wall Street Journal ha riportato indiscrezioni secondo cui Ant Group – la cui Ipo è saltata – dovrebbe finire sotto il controllo della banca centrale cinese.
Chiusura negativa per Wall Street, con i principali indici hanno terminato la
seduta in territorio negativo dopo le decisioni di politica monetaria della FED. Il
Dow Jones ha subito un calo del 2,05%, l’S&P500 -2,57% e Nasdaq
Composite -2,61%. Sul fronte societario, in attesa delle trimestrali di Apple,
Facebook e Tesla diffuse a mercati chiusi, vendite su Boeing (-3,97%).
Il colosso aerospaziale ha terminato il 4Q con una forte perdita. Chiusura in lieve
rialzo invece per Microsoft (+0,25%), dopo aver diffuso risultati in crescita e
migliore delle attese. Apple (-3,22% in after-hours) conclude il quarto trimestre
con boom fatturato, oltre USD 100 mld per la prima volta nella storia. Tesla
perde il 5% in after-hours nonostante un fatturato del 4Q in rialzo del 45,5%:
deludono gli utili del periodo, sotto le attese.

