Dan Siluk di Janus Henderson e Lindsay Rosner di Gsam, analizzano la decisione della Fed di non modificare i tassi d’interesse
La Fed riconosce che la forza lavoro rimane stabile, eliminando ogni riferimento a un tasso di disoccupazione in aumento.
Questo può essere visto come un segnale che la Fed è ora meno preoccupata del deterioramento del mercato del lavoro.
Di maggiore rilevanza è l’eliminazione del commento sui “progressi compiuti” in materia di inflazione. Ciò suggerisce che la Fed potrebbe vedere un miglioramento su questo fronte in fase di stallo o di rallentamento, rafforzando potenzialmente la decisione di sospendere i tagli dei tassi per il momento.
La Fed mantiene una certa flessibilità sulle mosse future, affermando che la politica è ora ben posizionata. Ciò potrebbe indicare un approccio più cauto e dipendente dai dati, piuttosto che un impegno a una serie di tagli. In questo contesto, la Fed potrebbe essere in modalità “pausa” piuttosto che in modalità “abbandono” per quanto riguarda i tassi. L’aspetto fiscale giocherà un ruolo molto più importante per i tassi. Bisogna anche osservare come si svilupperanno le iniziative politiche su tariffe, immigrazione e regolamenti. Il FOMC potrebbe aver imparato qualche lezione su come deve rispondere agli impulsi fiscali come quelli che abbiamo visto durante la pandemia.
Lindsay Rosner, head of multi sector fixed income investing di Goldman Sachs Asset Management:
Mettere in pausa. Il nuovo anno ha visto la Fed entrare in una “nuova fase” del proprio ciclo di allentamento monetario, con una crescita sostenuta e solidi dati relativi al mercato del lavoro che hanno permesso di adottare un approccio più paziente in un contesto di elevata incertezza di dati e politiche. Continuiamo ancora a ritenere che il ciclo di allentamento della Fed non abbia fatto il suo corso, ma crediamo anche che il FOMC vorrà vedere ulteriori miglioramenti nei dati sull’inflazione per poter effettuare il prossimo taglio dei tassi, come evidenziato dalla rimozione del riferimento ai progressi dell’inflazione.

