A cura dell’Economic Team di Payden & Rygel
Tagliare o non tagliare: questo il dilemma per i policymaker in vista della riunione di dicembre della Fed, in calendario tra due settimane. Vi sono diversi fattori da considerare: primo tra tutti l‘inflazione, che a oggi sembra essere più sticky rispetto all’estate, come conferma il PCE core.
Mentre le tre componenti dell’indice (beni, abitazioni e servizi non abitativi) hanno mostrato notevoli progressi, come sottolineato dal governatore Waller nel suo discorso di questa settimana, “c’è stato un aumento dei servizi core non di mercato, escluse le abitazioni”.
In questa categoria rientrano diversi servizi finanziari e assicurativi per i cui prezzi il BEA (Bureau of Economic Analysis) utilizza stime piuttosto che transazioni effettive. Sempre secondo Waller “non si traggono molti indizi dall’inflazione elevata per gli altri servizi non di mercato”.
ln effetti, l‘inflazione PCE core basata sul mercato, che esclude dal paniere i prezzi di generi alimentari ed energia, è rimasta coerente con l’obiettivo del 2% della Fed da aprile 2024. Se davvero le misure basate sul mercato danno un’idea più precisa dell’andamento dell’inflazione, come suggerito da Waller nel suo discorso, gli investitori dovrebbero “aspettarsi che i tagli dei tassi continuino nel corso del prossimo anno, fino a quando non ci si avvicinerà a un’impostazione più neutrale del tasso di policy”.

