Apertura positiva per le borse europee. L’agenda macro di oggi prevede diversi spunti macro in arrivo dall’Europa e dagli Usa. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, venerdì 12 agosto, prevede diversi spunti macro in arrivo dall’Europa e dagli Usa. A cominciare dai dati inglesi, con la pubblicazione alle 8 del Pil e della produzione industriale. In uscita anche per la zona euro il dato sulla produzione industriale. Nel pomeriggio dagli Usa è invece previsto l’aggiornamento con il dato preliminare di agosto relativo alla fiducia dei consumatori calcolato dall’università del Michigan.
Sul fronte europeo, in Francia l’indice dei prezzi al consumo registrato un incremento a luglio dello 0,3% rispetto al mese precedente, in rallentamento rispetto al +0,8% di giugno. Gli economisti avevano previsto un aumento dello 0,3%. Su base annua l’incremento è pari al 6,1%, in linea con le attese. L’indice armonizzato risultati in crescita dello 0,3% rispetto al mese precedente (consensus +0,3%) da +0,9% di giugno. Inoltre, il tasso di disoccupazione, sempre in Francia, è cresciuto nel secondo trimestre al 7,4% dal 7,3% del primo trimestre. Gli economisti avevano previsto un dato stabile al 7,3%. Poco fa l’Office for National Statistics ha comunicato la prima stima relativa al PIL del secondo trimestre nel Regno Unito: -0,1% t/t e +2,9% a/a. I dati sono in forte rallentamento rispetto a quelli del primo trimestre (+0,8% t/t e +8,7% a/a) a ma
leggermente migliori a confronto con le attese degli economisti (-0,2% t/t e +2,8% a/a). La produzione industriale ha registrato un calo a giugno dello 0,9% rispetto al mese precedente da -1,3% di maggio e contro il -1,3% del consensus.
Anche la produzione manifatturiera ha registrato un calo a giugno dell’1,6% rispetto al mese precedente da +1,7% di maggio e contro il -1,8% del consensus.
La bilancia commerciale a giugno registra un deficit di 22,847 mld contro attese per un disavanzo di 22,3 mld. In Spagna l’indice dei prezzi al consumo a luglio registra un calo dello 0,3% su mese da +1,9% di giugno (consensus -0,2%). Su base annua l’inflazione sale al 10,8% (dato in linea con le attese) dal 10,2% di giugno. L’indice armonizzato sale al 10,7% su base annua dal 10% di giugno (consensus 10,8%).
Il cross euro/dollaro vale 1,0312 in calo dello 0,03%, mentre il cambio euro/yen si attesta su 137,42 in rialzo dello 0,09% e il cambio usd/jpy scambia a 133,10 in rialzo dello 0,08%.
Derivati sul greggio in rialzo. Il futures sul Brent in rialzo dello 0,26% a USD 99,85 il barile, mentre WTI Usa in rialzo dello 0,10 % a USD 94,43.
Stamane il Bund future ha aperto a 155,34 il Btp future a 127,63. Lo spread Btp/Bund riparte da 206 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al 3,056%.
Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari che guadagna quasi mezzo punto percentuale. Complessivamente positivi i titoli bancari. In rialzo anche Tenaris, Stellantis, Eni, Interpump e Pirelli. In ribasso invece Diasorin, Inwit, Amplifon, Italgas e Terna.
Azionariato asiatico misto stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo in rialzo de 2,62%, Hong Kong in rialzo dello 0,30%, Shanghai invece in ribasso dello 0,15%, Seoul in rialzo dello 0,16% e Sidney in ribasso dello 0,54%.
Borse asiatiche contrastate questa mattina dopo il dato di ieri sui prezzi alla produzione statunitensi, apparsi inaspettatamente in calo. Si rafforza l’ipotesi che l’inflazione negli Stati Uniti possa aver già toccato un picco, circostanza che potrebbe indurre la Fed ad essere meno aggressiva nella politica del rialzo dei tassi di interesse. Va anche detto, tuttavia, che per il momento dalla stessa Fed non arrivano commenti rassicuranti, tanto che sia il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, che quello della Feddi Chicago, Charles Evans, hanno affermato che per il momento l’inflazione è inaccettabilmente alta e che siamo lontano dal poter cantare vittoria.
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ordine sparso dopo il forte rialzo di mercoledì innescato dal rassicurante dato sull’inflazione. Restano invece incertezze legate alla velocità di rialzo dei tassi da parte della Fed. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,04%, l’S&P 500 ha perso lo 0,12%, mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,62%. Tra i titoli in evidenza Walt Disney Company +4,75%. Il colosso dell’intrattenimento ha superato per numero di abbonati streaming (attraverso le piattaforme Disney+, Hulu e Espn+) la rivale Netflix (-0,58%). Oltre le previsioni i risultati del terzo trimestre; i ricavi sono aumentati del 26% a USD 21,5 mld (consensus USD 20,96 mld) mentre l’utile per azione adjusted si è attestato a USD 1,09 (consensus USD 0,96). Sonos – 24,95%. Il produttore di Home Sound System ha abbassato la previsione sui ricavi annuali a USD 1,73 mld -USD 1,76 mld da USD 1,95 mld – USD 2 mld della precedente guidance.

