a cura di Mark William Lowe
La transizione politica del Gambia è iniziata nel dicembre 2016, quando il regime dittatoriale di Yahya Jammeh è caduto e Adama Barrow ha assunto la presidenza. Da allora, e contrariamente alle previsioni di molti osservatori, il Gambia ha compiuto notevoli progressi democratici, come evidenziato in particolare dal clima pacifico in cui si sono svolte le elezioni presidenziali dello scorso dicembre.
Una volta contate le biglie utilizzate per votare, soluzione attuata per ovviare al problema dell’analfabetismo di una grande quantità elettori, la maggioranza ha premiato l’incumbent con un secondo mandato (quasi il 90% degli aventi diritto si è recato alle urne per esprimere la propria preferenza).
La riforma della giustizia
A cavallo del fiume Gambia e, esclusa la sua costa, interamente circondato dal Senegal, il Gambia è il più piccolo paese continentale dell’Africa e uno degli stati più poveri della regione. Quando Barrow salì al potere, non si prevedeva che questa nazione di 2,4 milioni di abitanti avrebbe compiuto alcun significativo progresso democratico o economico. A causa di fattori come la mancanza di tradizione democratica, la disuguaglianza economica, il malcontento sociale e un’economia sottosviluppata, alcuni analisti consideravano il Gambia particolarmente a rischio di ricaduta, un timore che è stato ulteriormente aggravato dalla disintegrazione della coalizione che aveva originariamente sostenuto l’ascesa al potere del presidente Barrow.
Tuttavia, contrariamente a queste previsioni, mentre la situazione economica rimane critica, politicamente il Gambia è emerso dal passato e ha compiuto progressi significativi nella sua transizione dalla dittatura alla democrazia. I passi in avanti non hanno eguali in nessun’altra società in transizione in Africa e ciò è da ascrivere allo stato, che ha creato le condizioni favorevoli al coinvolgimento proattivo dei cittadini e ha introdotto una serie di importanti riforme.
Tra i cambiamenti che hanno rafforzato la fiducia dell’opinione pubblica nella transizione al governo democratico, spicca la riforma della magistratura, una volta afflitta dalle interferenze dell’esecutivo. Il mutamento ha permesso in più di un’occasione ai giudici di pronunciarsi contro il presidente e lo stato. Queste decisioni senza precedenti hanno notevolmente migliorato la reputazione dei magistrati tra la popolazione e dimostrato che esiste l’imparzialità necessaria per gestire con successo la transizione politica. Questa considerazione è stata confermata dalle elezioni pacifiche ed eque di dicembre.
Le relazioni internazionali
I progressi del Gambia verso uno scenario molto più democratico e stabile non sono passati inosservati e hanno portato numerosi paesi stranieri a rafforzare i legami diplomatici ed economici con la nazione dell’Africa occidentale. Le relazioni internazionali con il Gambia sono caratterizzate da nette differenze di approccio e di obiettivi. Per esempio, mentre Washington si è concentrata su una strategia di assistenza allo sviluppo, Pechino ha adottato una politica più integrata, che privilegia gli investimenti e il commercio. A metà novembre 2021, gli Stati Uniti d’America hanno impegnato 25 milioni di dollari in sovvenzioni per riforme istituzionali, politiche e di governance che andranno a beneficio dell’economia del Gambia. Un’area di particolare attenzione è la governance del settore energetico, una questione chiave, se il Gambia vuole raggiungere l’obiettivo dichiarato di garantire l’accesso universale all’elettricità entro il 2025.
Oltre ad affrontare l’attuazione delle riforme necessarie, le sovvenzioni sosterranno anche un progetto operativo incentrato sul miglioramento dell’infrastruttura elettrica del Paese, nel rispetto e in conformità con gli obiettivi nel settore del governo, un punto sul quale il Gambia è fortemente impegnato.

