Intervista a Carlo De Luca, Responsabile Asset Management di Gamma Capital Markets

La Fed ha comunicato che il primo ritocco ai tassi dovrebbe arrivare a marzo. Fin dove credete possa spingersi il rendimento del Treasury decennale nel corso del 2022 e quale forma potrebbe assumere la curva dei tassi Usa?
Il sentiment degli investitori è stato appesantito dai timori che la FED potesse essere “dietro la curva” e costretta ad aumentare repentinamente i tassi di interesse a breve termine per domare l’inflazione.

Al termine della riunione, Powell ha lasciato comunque il tasso di riferimento ancorato allo zero, segnalando però un probabile aumento del tasso al prossimo incontro di marzo. E lasciando aperta la possibilità di tre possibili aumenti entro fine 2022.
Il rendimento del treasury decennale potrebbe nel corso del 2022 arrivare al 2% e, nel caso rompesse questi livelli, dirigersi verso il 3%.
La forma della curva dei rendimenti è una metrica fondamentale per gli investitori in quanto influisce sia sui prezzi degli altri asset sia sui rendimenti delle banche.
Ha già iniziato il suo processo di appiattimento negli ultimi mesi da quando la FED ha iniziato a prepararsi ad aumentare i tassi, ma potrebbe addirittura invertirsi. Il tutto dipenderà dalla crescita e robustezza del ciclo economico.
In questa fase di mercato quali tipologie di titoli di Stato Usa ritenete sia opportuno inserire in portafoglio?
Dati i livelli alti di inflazione e le prospettive di rialzo dei tassi, non abbiamo una grande preferenza per i titoli di Stato. Ma se proprio bisogna scegliere allora la preferenza ricade sicuramente su quelli a breve scadenza piuttosto che quelli a lunga.

