“Le nostre preferenze vanno alle aziende con focus sull’automazione industriale e ad alcune realtà pharma molto solide”. Andrew Arbuthnott, gestore del fondo Amundi Funds Sustainable Top European Players

Quali scelte di asset allocation hanno condizionato -in positivo o in negativo- la performance del fondo negli ultimi anni?
Il fondo è gestito in modo estremamente attivo e concentrato in termini di posizioni in portafoglio. Solitamente il fondo è composto da circa 40 posizioni rispetto ad un benchmark comparabile di oltre 400 titoli. Data l’impostazione, è l’attività di stock selection a trainare per la maggior parte la performance. Ciò detto, se prendiamo in considerazione gli ultimi due anni, vediamo un forte contributo da parte di alcune aree specifiche del mercato azionario.

Uno dei migliori settori è stato quello sanitario che tra i difensivi è il nostro preferito; di conseguenza il portafoglio del fondo ne è stato costantemente sovrappesato ed alcune posizioni hanno generato buoni ritorni. La decisione di essere sottopesati in utilities si è rilevata positiva poiché il settore è rimasto indietro rispetto al mercato europeo nel suo complesso e anche la nostra selezione di titoli ha sovraperformato il settore. Anche alcune esposizioni ai settori dei servizi di comunicazione (in particolare nei media) e dei beni di consumo discrezionali (ad esempio nei beni di lusso) si sono dimostrate remunerative.
Sul fronte più negativo, il segmento finanziario è stato debole in quanto alcune posizioni, in particolare del segmento bancario, hanno sofferto delle turbolenze connesse al periodo pandemico. I beni di consumo non ciclici hanno inoltre registrato un andamento piuttosto debole. Anche in questo caso la scelta di detenere un’esposizione inferiore rispetto al benchmark negli ultimi tempi è stata corretta, tuttavia i titoli che deteniamo sono rimasti indietro rispetto ad altri del settore che non avevamo in portafoglio.
Qual è l’attuale asset allocation del fondo per paesi e settori?
Guardando all’attuale posizionamento del fondo per settori, il nostro sovrappeso maggiore è nel segmento industriale. Abbiamo esposizioni a diverse aziende coinvolte nell’automazione industriale e nei trend relativi alla ricerca di efficienza energetica, come Schneider e Siemens, e a quelle aziende che stanno incrementando la loro offerta di software per la clientela industriale.
Il settore sanitario rimane una posizione importante di sovrappreso rispetto al benchmark. Riteniamo che ci siano diverse aziende interessanti in quest’area con flussi di cassa e bilanci forti e valutazioni interessanti rispetto al mercato. Roche, azienda svizzera di diagnostica e farmaceutica, è una delle principali posizioni in portafoglio: il business di base è solido e ci sono prodotti interessanti in fase di sviluppo.
Guardando ai settori che sottopesiamo troviamo, ad esempio, i beni di consumo non ciclici poiché molte aziende hanno valutazioni piuttosto elevate e c’è anche una certa pressione negativa causata dell’aumento dei costi delle materie prime. Anche le utilities rimangono in sottopeso perché molte aziende presentano un profilo poco promettente in termini di ritorno sul capitale. Abbiamo infine anche un’esposizione relativamente bassa nel settore dell’energia.
Per quanto riguarda l’esposizione ai singoli paesi, al momento privilegiamo la Germania e la Danimarca mentre siamo meno presenti in Spagna e Svizzera. Anche in questo caso, le posizioni rispecchiano perlopiù il processo di selezione bottom-up che, come sempre, è il principale motore di costruzione del nostro portafoglio.

