I primi annunci di Trump hanno provocato un calo dei titoli del settore. E’ un’occasione per acquistare? Andy Acker e Dan Lyons, portfolio manager di Janus Henderson Investors

Con un colpo di scena a sorpresa all’ultimo momento del ciclo elettorale statunitense, i titoli del settore sanitario – che per gran parte del 2024 hanno evitato i riflettori della politica – sono stati colpiti dalle crescenti preoccupazioni per i potenziali cambiamenti significativi della politica sanitaria sotto l’entrante amministrazione Trump.

La svolta è avvenuta quando il presidente eletto Donald Trump ha nominato Robert F. Kennedy Jr. a capo del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, che sovrintende alla Food and Drug Administration (FDA), ai National Institutes of Health (NIH), ai Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS) e ad altri dipartimenti correlati. Kennedy è noto per le sue posizioni radicali, tra cui lo scetticismo nei confronti dei vaccini e dell’industria biofarmaceutica, e la notizia della nomina ha provocato il crollo dei titoli del settore sanitario.

La nomina di Kennedy non è garantita e potrebbe richiedere la conferma fino al primo trimestre del 2025, con potenziali cambiamenti di politica solo in seguito. Nel frattempo, gli operatori di mercato dovranno soppesare la gamma di possibili esiti della nomina, che probabilmente creerà un periodo di elevata incertezza per il settore.

Paura vs realtà del cambiamento politico

Non è stato un inizio ideale per il nuovo ciclo presidenziale, ma non è nemmeno qualcosa che non abbiamo mai visto prima. Nel 2016, quando Trump è stato eletto per la prima volta, i titoli del settore sanitario hanno ceduto nelle settimane successive al voto, poiché il presidente eletto ha criticato i prezzi elevati dei farmaci e ha giurato di sostituire l’Affordable Care Act (ACA), la storica legislazione che ha creato il mercato assicurativo pubblico. I commenti di allora, come quelli di oggi, hanno generato una maggiore incertezza nel breve periodo, ma alla fine si sono placati quando è emersa la realtà di ciò che la nuova amministrazione avrebbe potuto realizzare.

Ci aspettiamo che questa volta possa accadere qualcosa di simile. Certo, alcune posizioni di Kennedy sono poco ortodosse, se non addirittura preoccupanti. Noto scettico sui vaccini, ha collegato le vaccinazioni infantili all’autismo e ha affermato che i vaccini non sono adeguatamente testati. Ha anche criticato l’industria biofarmaceutica, chiedendo la fine delle cosiddette tasse d’uso che l’industria paga alla FDA per finanziare le revisioni dei farmaci. Inoltre, Kennedy ha sottolineato la disparità dei prezzi dei farmaci pagati negli Stati Uniti rispetto ad altri Paesi e ha minacciato di rimuovere il personale della FDA che ritiene agisca nell’interesse delle industrie alimentari e farmaceutiche e non della salute pubblica.

La somma di questi e altri punti dell’agenda Kennedy ha allarmato gli investitori. Ma se si analizza punto per punto, risulta chiaro che, in pratica, molte idee incontrerebbero ostacoli o non avrebbero alcun seguito. Per fare qualche esempio:

 

  • La riduzione delle risorse della FDA richiederebbe l’appoggio del Congresso. La legge federale limita la possibilità di licenziare un numero significativo di dipendenti, per cui l’eliminazione del personale dell’FDA sarebbe difficile da realizzare senza l’intervento del Congresso. Inoltre, le tasse d’uso pagate dalle biofarmacie sono protette dal Prescription Drug User Fee Act (PDUFA), che è stato regolarmente riautorizzato dal Congresso sin dalla sua approvazione nel 1992 e che non sarà rinnovato fino alla fine del 2027. Inoltre, è opinione diffusa che il PDUFA sia stato determinante per accelerare il lancio di nuovi farmaci e crediamo che l’amministrazione Trump sarebbe riluttante a essere vista come un ostacolo all’innovazione, dato che un maggiore accesso a nuove terapie per il cancro e altre malattie gravi ha da tempo ricevuto un sostegno bipartisan. In effetti, Vivek Ramaswamy, un ex dirigente del settore biotecnologico che è stato nominato co-presidente del comitato consultivo sull’efficienza del governo di recente costituzione, ha dichiarato che vorrebbe accelerare l’immissione sul mercato di nuovi farmaci eliminando gli ostacoli burocratici della FDA.

  • È altamente improbabile che i vaccini vengano ritirati dal mercato. La comunità medica si è espressa apertamente sul valore dei vaccini dopo due secoli di utilizzo e ha lanciato l’allarme su ciò che accade quando l’opinione pubblica si oppone alle vaccinazioni. Tale contraccolpo potrebbe spiegare il recente cambiamento nella retorica di Kennedy, che ha chiarito di essere più interessato ad aiutare i cittadini a prendere decisioni informate sui vaccini, non a bloccarne l’accesso. Inoltre, per ritirare i vaccini dal mercato sarebbe necessario un lungo processo legale basato su solide prove scientifiche e, senza dubbio, si andrebbe incontro a numerose sfide in tribunale.

  • È probabile che la politica dei prezzi dei farmaci continuerà secondo le attuali regole dell’Inflation Reduction Act (IRA), che consentono a Medicare di negoziare i prezzi per alcuni farmaci selezionati (e a cui gli investitori si sono già adeguati). Come Trump durante la sua prima amministrazione, Kennedy vuole livellare il campo di gioco per i prezzi dei farmaci, scrivendo in un recente op-ed che “i legislatori dovrebbero fissare un tetto ai prezzi dei farmaci in modo che le aziende non possano far pagare agli americani sostanzialmente più di quanto pagano gli europei”. Pertanto, c’è qualche possibilità che la politica della “nazione più favorita” (introdotta durante il primo mandato di Trump) possa essere ripresa durante le negoziazioni sui prezzi dei farmaci Medicare, che limiterebbe i prezzi dei farmaci statunitensi ai prezzi più bassi praticati nelle economie di mercato sviluppate. Tuttavia, riteniamo che ciò sia improbabile, dato l’impatto negativo che avrebbe sull’industria biofarmaceutica e la posizione dei repubblicani, da sempre convinti che il controllo dei prezzi dei farmaci danneggi l’innovazione. Inoltre, per attuare tale cambiamento sarebbe necessaria una legislazione che potrebbe non avere la priorità rispetto ad altri punti all’ordine del giorno, come la politica fiscale.

Concentrarsi su innovazione e valore

Per il momento, gli investitori dovranno aspettare e vedere. La reazione iniziale del mercato alla nomina di Kennedy ha fatto sì che l’S&P 500 Healthcare Sector sia stato scambiato con un forte sconto rispetto all’indice più ampio.

A nostro avviso, le valutazioni non danno più sufficiente credito ai driver di crescita secolari di lungo periodo, ossia l’accelerazione delle scoperte mediche e l’aumento della domanda globale, nonché ad alcuni potenziali vantaggi di una presidenza Trump. Tra questi vi è l’aspettativa che l’amministrazione Trump porti avanti la deregolamentazione e i tagli alle imposte sulle società, che potrebbero facilitare la strada a un maggior numero di fusioni e acquisizioni e incrementare gli utili del settore sanitario. La deregolamentazione potrebbe anche avvantaggiare gli assicuratori di Medicare Advantage, che nell’ultimo anno sono stati messi sotto pressione per quanto riguarda le valutazioni della qualità e i rimborsi.

Se da un lato riteniamo che gli investitori debbano prepararsi a una continua volatilità in vista del 2025, dall’altro pensiamo che sia il momento giusto per concentrarsi sulle società che fanno progredire gli standard di cura per i pazienti o che migliorano i risultati e l’efficienza del sistema sanitario. A tal fine, il settore ha dato ottimi risultati, con oltre 110 approvazioni di farmaci da parte della FDA negli ultimi due anni e una serie di dati clinici attesi per il prossimo anno.

L’innovazione non riguarda solo lo sviluppo di farmaci, ma anche i dispositivi medici, un’area del settore che finora è sfuggita a un’attenzione indesiderata e che potrebbe offrire un rifugio durante la transizione alla Casa Bianca. A novembre, ad esempio, due aziende hanno fornito indipendentemente dati positivi per impianti che sigillano l’appendice atriale sinistra del cuore, una tasca all’interno della parete del muscolo cardiaco che può aumentare il rischio di ictus nelle persone con fibrillazione atriale (battiti cardiaci irregolari). Gli studi hanno dimostrato che entrambi gli impianti riducono il rischio di ictus senza dover ricorrere a farmaci anticoagulanti, che possono causare sanguinamenti eccessivi e altri effetti collaterali negativi.

Anche l’assistenza sanitaria gestita potrebbe essere più positiva. Lo scorso anno, l’aumento dei costi ha pesato sugli utili degli assicuratori. Ora, in vista del 2025, le compagnie hanno adeguato le prestazioni e/o i premi per mitigare l’impatto sugli utili, mentre l’utilizzo dei farmaci potrebbe iniziare a diminuire dopo l’impennata post-pandemia. Anche i distributori di farmaci potrebbero essere una fonte di resistenza: Il settore – che acquista, immagazzina e distribuisce farmaci – è altamente consolidato e oggi beneficia dell’aumento della domanda di iniezioni GLP-1 per l’obesità e il diabete, del lancio di nuovi farmaci e degli investimenti in servizi specialistici che aiutano a fidelizzare i clienti.

Riteniamo inoltre che gli investitori debbano trarre conforto dal fatto che, nelle settimane successive alle elezioni, le aziende biofarmaceutiche hanno continuato a raccogliere capitali tramite offerte azionarie secondarie, contribuendo alla sovraperformance di alcuni di questi titoli rispetto al loro gruppo di pari in quel periodo. Altre operazioni potrebbero essere in programma entro la fine dell’anno/inizio 2025, alla luce della continua innovazione nelle pipeline biofarmaceutiche. In effetti, è probabile che il 2024 possa segnare un record di emissioni annuali di azioni di follow-on da parte di società biotecnologiche, segno che gli investitori specializzati hanno ancora fiducia nel settore.

Anche noi siamo fiduciosi nel settore e riteniamo che gli investitori che si concentrano sui fondamentali possano superare questo periodo di incertezza con potenziali vantaggi a lungo termine.