L’indagine sulle scelte finanziarie degli italiani 2025, a cura di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi
“Il 58% degli italiani risparmia, il dato più elevato degli ultimi venti anni; si consolida la categoria di risparmiatori “intenzionali”, che accumulano con obiettivi precisi (la casa, i figli, l’età della pensione)”.
In altre parole, gli italiani sembrano diventare più consapevoli che il risparmio è legato ai loro bisogni futuri. È questa una tra le più significative indicazioni che emergono dall’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2025 realizzata da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi.
Alla presentazione hanno partecipato Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Intesa Sanpaolo), Gregorio De Felice (chief economist di Intesa Sanpaolo), Giuseppe Lavazza e Giuseppe Russo (rispettivamente, presidente e direttore del Centro Einaudi).
La ricerca è stata condotta su un campione di circa 1.500 intervistati, con un focus sulla Silver Age, realizzato attraverso un sovra campionamento di 200 individui di età compresa tra i 60 e gli 85 anni.
Italiani più attenti al risparmio
Un intervistato su tre sostiene che le risorse accantonate servono per affrontare gli imprevisti futuri, ma, contestualmente, si consolida la categoria dei risparmiatori “intenzionali”. L’intensità del risparmio per le proprie esigenze future raggiunge l’11,2% per cento, in calo rispetto ai picchi toccati durante la pandemia, ma comunque ampiamente sopra i livelli di inizio anni 2000. Si conferma un divario di genere: a risparmiare è infatti il 57% delle donne, contro poco meno del 61% per cento degli uomini. Ci sono, inoltre importanti differenze tra le classi di reddito e variabili quali il titolo di studio e la proprietà della casa: risparmia di più un laureato rispetto a chi ha una licenza elementare o chi possiede una casa rispetto a chi è in affitto. Inoltre, viene rilevata una relazione diretta anche tra titolo di studio e indipendenza finanziaria, che premia chi ha una laurea.
La previdenza è una preoccupazione
La previdenza è una preoccupazione generazionale, con poco meno di un quarto del campione (24,5%) che ha sottoscritto una forma pensionistica complementare. Il dato è in continua crescita negli ultimi 15 anni, ma si riscontra ancora una mancanza di conoscenza in merito. Resta bassa la diffusione di polizze LTC ma anche sanitarie e vita, specie tra i giovani: soltanto il 17,9% degli intervistati è protetto da una forma di assicurazione (individuale o familiare, collettiva o aziendale) che copre, in tutto o in parte, le spese mediche.
La casa è il fulcro del patrimonio
Quasi l’80% degli intervistati vive in un’abitazione di proprietà, le obbligazioni si confermano lo strumento finanziario preferito, mentre le azioni rimangono marginali. Gli attivi in regime di risparmio gestito sono in crescita continua a partire dall’ultimo trimestre 2023. La sicurezza continua a prevalere tra gli obiettivi che gli intervistati si pongono quando impiegano i risparmi. Nell’indagine, però, le citazioni in merito scendono per la prima volta sotto il 50%. Una delle ragioni cui ascrivere questo dato è un’alfabetizzazione finanziaria non elevata.
Silver age, agenti economici attivi
L’indagine ha condotto anche un focus sui risparmiatori della Silver Age (60-85 anni) da cui emergono come agenti economici attivi. In media quasi due su tre continuano ad accantonare una quota delle proprie entrate, con una propensione al risparmio. Quello “precauzionale” resta dominante tra gli ultraottantenni, legato soprattutto a incertezze sanitarie e imprevisti. Cresce significativamente con l’età il risparmio ereditario. I silver appaiono i motori del welfare familiare, sostenendo economicamente figli e nipoti e dedicando loro tempo Un dato sorprendente riguarda il lavoro retribuito: percentuali non trascurabili di over 60 continuano infatti a svolgere attività lavorative quotidiane. Quando proiettano le proprie aspettative sui prossimi 12-18 mesi, questa fascia della popolazione mantiene un ottimismo temperato e, in termini di progetti concreti, raccontano una generazione che non si ferma, alla ricerca di appagamento e connessioni umane per mantenere il benessere psicofisico. Per loro il risparmio diventa uno strumento di protezione e di libertà.
«L’Italia, come risulta dall’indagine, è un paese molto fertile, uno dei più grandi giacimenti di risparmio in Europa, che lo è a sua volta a livello mondiale, con 33mila miliardi. Ogni anno 300 miliardi attraversano l’Atlantico per essere investiti altrove. Dobbiamo fare fruttare il risparmio qui, dove è stato generato” è stato il commento di Gian Maria Gros-Pietro, che ha aggiunto:” Il denaro serve solo se circola”.


