Anche i governi intervengono ma non sono ancora coordinati. Weekly di Cassa Lombarda, l’analisi settimanale dei mercati finanziari 

Settimana scorsa negli Stati Uniti si è iniziato ad assistere all’impatto dell’epidemia di coronavirus sull’economia statunitense con le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione salite a 3,283 milioni, un livello mai raggiunto sinora, nella settimana conclusasi il 21 marzo. La velocità e l’entità della crescita evidenzia come le aziende degli Stati Uniti hanno dovuto licenziare di fronte all’improvvisa chiusura delle attività.

Il dato certifica i timori per cui l’economia degli Stati Uniti stia entrando in recessione.

Tuttavia non è mancata, almeno oltreoceano, la risposta politica e monetaria, con la Fed che ha portato a zero il tasso di riferimento ed ha ampliato l’entità del suo quantitative easing sino a comunicare che non ci saranno limiti di importo allo stesso, ed infine ha comunicato che potrà finanziare direttamente le aziende attraverso la sottoscrizione di obbligazioni da parte della Fed stessa. Il Congresso Usa dopo alcuni giorni di trattative ha varato il maxi piano di aiuti alle imprese e ai consumatori da $2.000 miliardi, pari a quasi il 10% del Pil.

In Europa i paesi membri dell’Unione non riescono a concordare una strategia comune

Nulla di fatto al Consiglio Europeo su temi cruciali quali l’introduzione degli Eurobond/Coronabond, osteggiati dall’asse del nord, o sulle modalità di intervento del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). Gli Stati membri dell’Unione si sono dati comunque due settimane di tempo per cercare di elaborare risposte comuni. Nel frattempo i paesi membri si muovono in ordine sparso, con la Germania che abbandonando il criterio del non incremento del debito, ha varato un piano di interventi sino a €750 miliardi. L’OCSE ha calcolato che ogni mese di lockdown costa circa due punti percentuali di crescita annua del Pil. Dopo la decisione dell’India di varare un lockdown nazionale per tre settimane, è salito a oltre 3 miliardi il numero di persone in quarantena.

Obbligazioni

I massicci interventi delle banche centrali hanno iniziato a dare i frutti sperati con un inizio di normalizzazione nei book del mercato del credito con gli spread in restringimento. La Bce ha comunicato di aver iniziato gli acquisti di titoli all’interno del piano straordinario di intervento PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) ed ha inoltre evidenziato come è stata rimossa la regola che limitava gli acquisti al 33% delle emissioni di un singolo Stato o emittente.

Fitch ha tagliato il merito creditizio sovrano del Regno Unito ad AA-, da AA, con outlook negativo.

L’agenzia ha motivato la decisione per il significativo indebolimento delle finanze pubbliche causato dall’impatto dell’epidemia e per una posizione di allentamento fiscale che è stata varata ancora prima che l’entità della crisi diventasse evidente.

Azioni

L’insieme delle azioni di politica monetaria e fiscale intraprese di recente hanno prodotto un effetto positivo sui mercati azionari internazionali la scorsa settimana, nonostante le chiusure negative nell’ultima seduta dell’ottava in scia al nulla di fatto europeo e all’esplosione dei contagi negli Stati Uniti. Al netto della battuta di arresto di venerdì per il Dow Jones è stata la migliore settimana dal 1938, mentre l’S&P 500 ha messo a segno un +10,26%. Malgrado ciò per il DJ marzo potrebbe essere il peggiore mese dall’agosto del 1998 mentre per lo S&P 500 potrebbe trattarsi del peggior mese dall’ottobre del 2008. L’indice Msci World, che replica l’indice delle azioni globali, è in calo del 23% da inizio anno e si avvia a chiudere il peggior trimestre dalla fine del 2008.

Valute e materie prime

L’ennesimo intervento della Fed, e il varo del maxi piano federale di aiuti all’economia, hanno pesato sul dollaro Usa che ha ripiegato contro le principali valute controparte. La Banca centrale del Canada ha tagliato il tasso di riferimento di mezzo punto portandolo allo 0,25%. Ancora in calo il petrolio, sui minimi da 17 anni, a causa della domanda a picco e per la scadenza, 31 marzo, dei tagli alla produzione concordati nei mesi scorsi dall’Opec+. A pesare sulle quotazioni è stata anche la notizia che il governo Usa non stanzierà i fondi necessari ad aumentare le sue riserve strategiche, come invece avevano fatto intuire la scorsa settimana alcuni esponenti dell’amministrazione Trump. L’oro ha registrato la sua miglior settimana dal 2008.

Outlook

La Banca Centrale cinese ieri ha varato una nuova misura di supporto alla liquidità tagliando di 20 punti base, al 2,2%, il tasso sui finanziamenti a brevissima scadenza, i pronti contro termine. La settimana borsistica si è aperta all’insegna del nervosismo con i listini azionari europei che hanno più volte cambiato segno penalizzati dai titoli bancari dopo che la Bce ha imposto alle banche su cui vigila di fermare la distribuzione di dividendi e i piani di riacquisto di azioni proprie fino al prossimo 1 ottobre 2020. La decisione vale €30 miliardi e può mobilitare prestiti fino a €450 miliardi verso l’economia reale, oltre a proteggere liquidità e capitale degli istituti. Attesi in settimana una serie di dati macroeconomici relativi al mese di marzo, su scala globale, che daranno modo di valutare il primo reale impatto dell’epidemia sulle economie. Sempre più società, globali, stanno cancellando la guidance sul 2020, oltre a cancellare il pagamento dei dividendi ed annullare piani di buyback azionari per rafforzare la solidità patrimoniale.