Quali sono i vantaggi e le difficoltà nell’inserimento dei nuovi consulenti provenienti dalle banche? 

Di questo trend parla molto chiaramente Gianluca Bosisio, direttore generale di Banca Mediolanum: «Questi “nuovi consulenti” trovano in Banca Mediolanum tutti i servizi per la gestione della liquidità, per l’accesso ai finanziamenti, per la tutela assicurativa della famiglia, oltre a tutte le soluzioni di investimento, sia per portafogli retail, sia affluent e Hnwi. Il family banker è al centro della nostra proposizione consulenziale, è dedicato esclusivamente allo sviluppo della relazione con la famiglia. Intorno a esso ruota tutta una serie di specialisti che il professionista interpella a seconda delle esigenze che emergono nel confronto continuo con le persone. Mi riferisco agli specialisti del credito e della protezione, ma anche agli esperti del wealth management e dell’investment banking che forniscono il supporto necessario per soddisfare le esigenze più evolute che travalicano le tematiche di asset allocation e che possono sconfinare nella gestione straordinaria di un’impresa. Si possono attivare, poi, anche competenze molto specialistiche in ambiti complessi, come la pianificazione successoria, l’ottimizzazione fiscale e il ricorso a servizi fiduciari». 

Un altro elemento messo in rilievo da molti manager è un nuovo e diverso tipo di formazione che viene offerto. «Ma i supporti alla rete vanno ben oltre. Ricordo che disponiamo di un centro di formazione di eccellenza, la nostra Mediolanum Corporate University, fondata nel 2009», prosegue Bosisio. «Per il day by day mettiamo a disposizione professionisti del backoffice dedicati, tool di analisi del portafoglio, servizi quotidiani di info-formazione nella nostra storica Tv aziendale, un catalogo con iniziative ed eventi di marketing per accrescere la penetrazione e la riconoscibilità sul territorio. Forniamo, quindi, tutti gli elementi per permettere lo sviluppo delle proprie inclinazioni e potenzialità».