Prima o poi le autorità di Pechino inietteranno nuovi stimoli per far ripartire la crescita. Gergely Majoros, membro del comitato strategico d’investimento di Carmignac

Abbiamo assistito a numerosi episodi in cui la politica è intervenuta creando scompiglio e ribassi improvvisi sulle azioni cinesi. Credete che questo possa far vacillare la fiducia degli investitori esteri, preoccupati che questi non siano episodi isolati?

Gli ultimi interventi normativi in Cina sono stati molto più stringenti di quanto osservato nel 2015 e nel 2018 e, a differenza di allora, hanno coinvolto un maggior numero di settori in un periodo di tempo più breve. Agli occhi degli investitori azionari, gli ultimi sviluppi sono stati un duro colpo per alcuni segmenti della new economy cinese, dato che il paese resta ancora fortemente centralizzato.

Ma, analizzando meglio le misure adottate, si può dire almeno la maggior parte di queste misure sia stata tutt’altro che irrazionale. L’obiettivo era quello di offrire una soluzione duratura ad alcuni squilibri, come il dominio del mercato, l’ineguaglianza sociale e le precarie condizioni di lavoro. È interessante sottolineare che tali questioni riguardano anche il mondo occidentale e saranno anche più accentuate nei prossimi anni.

A nostro avviso, l’azionario cinese è tuttora un universo investibile. Le recenti correzioni dei prezzi delle azioni rappresentano delle buone opportunità nel lungo periodo, naturalmente partendo da una base molto selettiva.

 

Gergely Majoros
Alla luce degli ultimi accadimenti, quali sono le vostre scelte di asset allocation sul mercato azionario cinese e quali prospettive delineate nel medio termine?

 Gli investitori osservano con attenzione anche il rallentamento economico in atto nel Paese. È però importante comprendere che questa tendenza è in gran parte legata alle scelte politiche, in quanto al momento gli stimoli fiscali e creditizi sono in gran parte negativi. Dopo la forte ripresa economica di inizio 2020, le autorità cinesi hanno deciso di utilizzare il buon momentum economico per affrontare questioni strutturali, come la necessità di aumentare l’accesso al credito.

La situazione attuale in Cina è però un po’ più complessa di un semplice deleveraging dell’economia. Ci sono diversi trend di lungo periodo che sono diventati sempre più visibili. Alcuni temi, come la decarbonizzazione e il ribilanciamento dell’economia, hanno ancora un’importanza centrale. La priorità numero uno è rendere la Cina un leader tecnologico di lungo periodo e più indipendente dal punto di vista energetico.

In questo senso, per essere selettivi gli investitori devono comprendere quali sono gli obiettivi di lungo termine di Pechino, così da identificare le opportunità di mercato. In termini di traiettoria economica generale, stiamo monitorando con molta attenzione il rallentamento economico del paese. Di solito arriva il momento in cui le autorità decidono di iniettare nuovi stimoli nell’economia. Quando ciò avverrà, avrà un impatto anche sul ciclo economico globale.