Il dato relativo all’indice dei prezzi al consumo USA è risultato più alto di quanto la Fed e il mercato stesso si aspettassero. Greg Wilensky, head of US fixed income & portfolio manager di Janus Henderson
Mentre la tendenza alla deflazione dei beni di base rimane intatta, l’inflazione dei servizi, sia includendo sia escludendo gli alloggi, è risultata più forte del previsto.
Il dato sull’inflazione complessiva è stato inoltre favorito da una notevole impennata dell’inflazione alimentare, che ha raggiunto lo 0,4%; non si vedeva un livello così alto dall’inizio dello scorso anno.
Sebbene si potesse già considerare “chiusa la porta” di un taglio a marzo, visti i recenti commenti della Fed e i rapporti sull’occupazione, possiamo dire che adesso la porta non solo è chiusa ma è stata gettata la chiave. Non pensiamo che un taglio a maggio sia fuori questione, ma è logico che le probabilità si siano sostanzialmente ridotte.
Con questi nuovi dati, una prima riduzione a giugno sembra l’aspettativa più ragionevole, a meno che non si verifichi un brusco calo del dinamismo del mercato del lavoro o uno shock geopolitico.

