I commenti di John Kerschner, Global Head of Securitised Products di Janus Henderson, e Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO of Multi-Asset Solutions di Goldman Sachs AM

Il mercato obbligazionario ha espresso sollievo, poiché i dati sull’inflazione CPI sono risultati leggermente inferiori alle aspettative.
Si tratta del primo dato sull’inflazione non influenzato da fattori esterni da settembre, a causa dello shutdown del governo statunitense in ottobre e novembre.
Per quanto riguarda l’indice CPI complessivo, il mercato si aspettava circa lo 0,40%, ma il dato effettivo è stato dello 0,31%, consentendo al dato su base annua di scendere al 2,65%. Si tratta del dato su base annua più basso dal maggio 2025.
Per quanto riguarda il CPI core, le aspettative del mercato erano leggermente inferiori, allo 0,35%, ma il dato effettivo è stato dello 0,24%, consentendo al dato su base annua di rimanere al 2,6%. Ciò indica al mercato che l’inflazione continua a diminuire, anche se a un ritmo piuttosto lento. Si è registrato un rimbalzo dell’OER (Owner’s Equivalent Rent) allo 0,31%, dopo tre mesi di livelli estremamente bassi a causa della mancanza di dati durante lo shutdown. Ciò ha portato il dato su base annua al 3,3%, il più basso dall’ottobre 2021. Riteniamo che l’OER continuerà a scendere, data l’attuale debolezza del settore immobiliare che determina un calo continuo dell’inflazione complessiva.
Sebbene i tassi di interesse abbiano inizialmente registrato un rialzo sulla scia di questa notizia, da allora hanno subito una correzione e rimangono pressoché invariati lungo tutta la curva dei rendimenti.
Riteniamo che il mercato comprenda che ora un taglio a gennaio è fuori discussione e stia aspettando altri dati economici prima di trarre conclusioni importanti. Ad esempio, i dati sull’inflazione di gennaio sono spesso elevati a causa della svolta di fine anno nel calendario. In conclusione, il mercato obbligazionario non sta comunicando nulla di veramente sorprendente.
Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO of Multi-Asset Solutions di Goldman Sachs Asset Management
“La pubblicazione odierna dei dati CPI rappresenta una gradita iniezione di dati concreti in un contesto abituato a pochi dati e tante notizie. Il dato è risultato più debole delle attese, con il CPI core al 2,6% rispetto a una previsione del 2,7%. L’inflazione dei servizi core rimane sopra il 3%, pur mostrando un trend al ribasso, mentre l’inflazione dei beni core sta risalendo lentamente da livelli molto contenuti. Nel complesso, i dati confermano uno scenario Goldilocks. Detto ciò, è probabile che i dati sull’inflazione siano destinati a non rappresentare più un trigger primario del mercato ma che diventino un vincolo secondario, dato che il mercato è sempre più concentrato sui rischi per l’indipendenza della Federal Reserve. Continuiamo a preferire un approccio long sul rischio, evitando il flusso incessante di notizie e posizionandoci invece su temi duraturi e negoziabili.”

