Intesa Sanpaolo archivia il 2025 con risultati superiori alle attese e agli obiettivi del Piano di Impresa 2022-2025. Il gruppo bancario ha registrato un utile netto di 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto al 2024, confermandosi – secondo la banca – tra gli istituti più solidi e resilienti in Europa.

Il Consiglio di Amministrazione ha proposto all’assemblea un ritorno cash complessivo di 8,8 miliardi di euro, di cui 6,5 miliardi in dividendi e 2,3 miliardi in buyback, quest’ultimo previsto a partire da luglio 2026 previa autorizzazione BCE. Il dividendo complessivo per azione per il 2025 sale a 37,6 centesimi, con un dividend yield del 7,5%.

Sul fronte patrimoniale, il Common Equity Tier 1 ratio si attesta al 13,9%, largamente sopra i requisiti regolamentari, anche dopo l’impatto di Basilea 4 e del contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti”. La qualità del credito resta elevata, con sofferenze quasi azzerate e un’incidenza dei crediti deteriorati pari allo 0,8% netto secondo la metodologia EBA.

Nel 2025 Intesa Sanpaolo ha erogato circa 86 miliardi di euro di nuovo credito a famiglie e imprese, in aumento del 23% rispetto all’anno precedente, rafforzando il proprio ruolo di supporto all’economia reale italiana. Parallelamente prosegue la leadership nel Wealth Management, con 883 miliardi di euro di masse della clientela.

Forte anche l’impegno ESG: il gruppo ha generato 5,5 miliardi di euro di imposte, ampliato i programmi sociali contro la povertà e destinato oltre 26 miliardi di euro a iniziative di social lending e rigenerazione urbana nel triennio.

Guardando al 2026, Intesa Sanpaolo prevede un utile netto in crescita fino a circa 10 miliardi di euro, sostenuto da una redditività solida, investimenti tecnologici e una struttura dei costi sempre più efficiente.