Il freno al debito è sempre più messo in discussione. Secondo Martin Moryson, capo economista DWS, si sta rivelando un freno alla crescita
In Germania, gli investimenti pubblici, cioè la spesa statale per beni durevoli come strade, scuole, asili, reti di dati, risposta ai cambiamenti climatici, edilizia sociale, assistenza sanitaria e infrastrutture, sono significativamente più bassi rispetto ad altri Paesi sviluppati. Questo viene ormai considerato un problema serio e si moltiplicano le richieste di cambiamento.
Gli investimenti pubblici sono cruciali sia per il loro impatto diretto sia come stimolo per gli investimenti privati, come ha evidenziato il Ministero Federale delle Finanze tedesco nel 2021. La ragione principale della loro scarsa entità in Germania è il cosiddetto “freno al debito” e il principio dello “zero nero”.

Il freno al debito prevede che il bilancio federale e quello statale debbano essere sempre in equilibrio, senza ricorrere a prestiti, come sancito dall’articolo 109 della Costituzione tedesca. Lo zero nero si riferisce a un bilancio in pareggio, in cui le spese pubbliche non superano le entrate, evitando così nuovi prestiti.
Entrambi i concetti sono attualmente oggetto di un ampio dibattito, poiché la mancanza di investimenti pubblici impedisce di adottare le misure urgenti necessarie per garantire il futuro della Germania come sede di attività economiche.
Anche all’interno della coalizione di governo crescono le richieste di cambiamento. SPD e Verdi propongono di ripensare radicalmente il freno al debito, date le numerose sfide che il governo deve affrontare. L’FDP, invece, si oppone fermamente all’abbandono del freno al debito.
I sondaggi indicano che una maggioranza degli elettori, il 54%, sostiene il mantenimento del freno al debito, mentre quattro tedeschi su dieci vorrebbero vederlo allentato. L’OCSE concorda con quest’ultima posizione, suggerendo al governo tedesco di adottare misure per stimolare la crescita economica, tra cui una riforma del freno al debito per creare spazio per gli investimenti netti.
Martin Moryson, capo economista per l’Europa di DWS, è tra i critici del freno al debito. A suo avviso, sebbene un freno al debito possa sembrare saggio dato l’invecchiamento della popolazione tedesca e la necessità di evitare di gravare sulle generazioni future con una montagna di debiti, “il progetto del freno al debito si sta rivelando un freno alla crescita”. Il governo deve garantire che le generazioni future abbiano accesso a capitali sufficienti; quindi, il freno agli investimenti deve essere allentato.

