I commenti a cura degli esperti di Axa Im, Pimco e abrdn in vista della prossima riunione della Banca Centrale Europa

Gilles Moëc, AXA Group chief economist and head of AXA IM Research

  • Questa settimana la BCE non potrà negare che si debba iniziare a parlare di tagli, ma per ora non ci aspettiamo tagli prima di giugno.
  • Potrebbero esserci dei germogli di ripresa nel settore manifatturiero globale, ma i segnali provenienti dalla Cina rimangono incerti.

Molti membri del Consiglio direttivo della Bce hanno già espresso a mezzo stampa la loro opinione sul taglio dei tassi, quindi a nostro avviso è improbabile che Christine Lagarde neghi questa settimana che la conversazione sia iniziata internamente. Tuttavia, il Consiglio è probabilmente troppo diviso – con diversi gradi di pazienza – perché si possa intraprendere una discussione precisa sulla tempistica. Il recente flusso di dati non ha inviato un segnale chiaro. L’inflazione core è scesa meno del previsto a febbraio e il momentum a tre e sei mesi suggerisce che potrebbe essere in corso una riaccelerazione. Tuttavia, le colombe possono trarre conforto dal fatto che i salari hanno subito una decelerazione nel quarto trimestre del 2023, per la prima volta dalla primavera del 2022, e possono facilmente puntare sulla debolezza dell’economia reale per sostenere che non bisogna perdere tempo. I falchi, invece, possono sostenere che ultimamente l’impulso del credito è migliorato. Ci aspettiamo che le nuove previsioni mantengano l’ambiguità e continuiamo a pensare che il primo taglio arriverà a giugno.

La mancanza di slancio dell’economia dell’area euro è in qualche misura il prodotto della debolezza del settore manifatturiero a livello globale. Anche nell’economia statunitense, altrimenti stellare, l’ultimo indice ISM nel settore manifatturiero era in territorio di contrazione. Tuttavia, guardiamo al recente rimbalzo degli ordini export a Taiwan – ancora il principale produttore di chip al mondo – per avere i primi segnali di un’inversione di tendenza nel settore manifatturiero globale.

Riteniamo però che per consolidare una vera e propria ripresa sia necessaria una maggiore trazione cinese. Il taglio del tasso LPR a cinque anni da parte della PBOC è stato un passo incoraggiante, ma il modo in cui i segnali della banca centrale saranno trasmessi rimane incerto.

Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco

Riteniamo che la BCE manterrà invariati i tassi di interesse nella riunione di marzo e ribadirà la sua posizione di dipendenza dai dati.

A nostro avviso, il Consiglio direttivo vorrà probabilmente procedere ulteriormente nel processo di disinflazione prima di avere sufficiente fiducia nel fatto che l’inflazione raggiunga in modo duraturo l’obiettivo.

Dalla fine dell’anno scorso, i mercati hanno scontato un numero considerevole di tagli dei tassi. Di conseguenza, le valutazioni appaiono molto più ragionevoli e non troppo distanti dalla nostra previsione di base di tre tagli per quest’anno.

Mentre i dati sull’inflazione in arrivo suggeriscono che il processo di disinflazione nel breve termine potrebbe essere più rapido di quanto previsto in precedenza, le implicazioni per l’inflazione a medio termine sono meno chiare. Tuttavia, le nuove previsioni macroeconomiche formulate dagli esperti dell’Eurosistema mostreranno probabilmente un’inflazione headline intorno all’obiettivo nel 2025 e nel 2026.

Felix Feather, economista di abrdn

“La zona euro ha evitato per un soffio una recessione tecnica e l’inflazione si sta riportando verso l’obiettivo del 2% fissato dalla BCE; i responsabili politici hanno quindi un’opportunità inaspettata di arrivare a un atterraggio morbido.

Anche se la riunione di questa settimana vedrà quasi certamente il mantenimento dei tassi attuali, un ciclo di tagli sembra essere dietro l’angolo.

Gli investitori cercheranno indizi nelle dichiarazioni che verranno rilasciate questa settimana per capire se il primo taglio avverrà in aprile, giugno o più tardi. Tali indizi potrebbero essere contenuti nella struttura retorica della decisione e negli aggiornamenti delle proiezioni della BCE. Occorre monitorare eventuali modifiche alle proiezioni sull’inflazione per il medio termine, che sono fondamentali per la funzione di reazione della banca, soprattutto nella congiuntura attuale.

Riteniamo che la disinflazione sarà sufficientemente avanzata da giustificare un taglio nella prima metà dell’anno. Ma le preoccupazioni relative alla pressione inflazionistica di medio termine e la scarsità di dati tempestivi sulla crescita dei salari potrebbero precludere un taglio ad aprile”.